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L’agente fuori servizio può fare la multa?

25 Ottobre 2020 | Autore:
L’agente fuori servizio può fare la multa?

Un poliziotto, un carabiniere o un finanziere possono elevare una contravvenzione in qualsiasi momento? Anche in borghese? E un agente della Polizia locale?

Hai fatto un paio di sorpassi nel punto in cui non dovevi. Ti guardi attorno e non vedi pattuglie di polizia. Pensi che ti sia andata bene, almeno per questa volta. D’altra parte, quei due automobilisti che si trovavano davanti a te rischiavano di farti fare tardi al lavoro. Ad un semaforo, qualcuno ti suona il clacson. Ti giri e vedi un agente in divisa, ma a bordo di un’auto privata, che ti chiede di fermarti. Vuole farti la contravvenzione per quei due sorpassi vietati che ti ha visto fare poco prima. E ti chiedi: «L’agente fuori servizio può fare la multa?».

Pensavi ti fosse andata bene e, invece, non hai via di scampo. Come stabilito recentemente da un’ordinanza della Cassazione [1], basta la contestazione a voce della sanzione fatta da quell’agente in divisa che, magari, stava andando a prendere servizio o che stava tornando a casa dopo la giornata di lavoro.

Non solo: già in passato, sempre la Cassazione, aveva chiarito che un carabiniere, un poliziotto o un finanziere possono elevare una contravvenzione anche senza divisa, quando sono in borghese. Ma anche per l’agente di Polizia locale è così? Vediamo quando e perché l’agente fuori servizio può fare la multa.

Agente fuori servizio: può fare la multa in borghese?

Partiamo proprio dall’agente senza divisa. Come appena accennato, la possibilità per un carabiniere, un militare della Guardia di Finanza o un agente della Polizia di Stato di fare una multa anche quando si trova in borghese è stata confermata dalla Cassazione [2].

Il motivo per cui è ammessa questa ipotesi, come sottolinea la Suprema Corte, è il fatto che un agente appartenente a queste forze dell’ordine deve essere sempre considerato «in servizio permanente», il che significa che non viene meno in alcun momento il suo status di pubblico ufficiale. Nemmeno quando è in borghese.

Lo stesso si può dire per quanto riguarda i sottufficiali dei Carabinieri, pur se non comandati in servizio, poiché sono sempre tenuti, in qualità di agenti e di ufficiali di polizia giudiziaria, ad accertare i reati e le infrazioni amministrative.

Se ne deduce che se un agente della Polizia di Stato, un carabiniere o un finanziere capita nei paraggi in borghese mente stai compiendo una manovra pericolosa o stai, comunque, violando il Codice della strada, può fermarti per la relativa contravvenzione.

Se ne deduce anche che la multa è valida pure se l’agente è fuori servizio, indipendentemente dal fatto che indossi la divisa o meno.

L’agente della Polizia locale fuori servizio può fare la multa?

Discorso diverso per quanto riguarda la Polizia locale. In questo caso, gli agenti hanno il potere di accertare le violazioni in materia di sanzioni amministrative, comprese quelle che riguardano la violazione del Codice della strada, solo a condizione che siano effettivamente in servizio e che si trovino nel territorio di appartenenza dell’ente che rappresentano, cioè nel loro Comune.

Anche questo ha il suo perché: a differenza di Polizia di Stato, Carabinieri o Guardia di Finanza, agli agenti di Polizia municipale viene attribuita la qualifica di «agenti di polizia giudiziaria» in maniera limitata nel tempo, vale a dire solo quando sono in servizio, e nello spazio, cioè quando si trovano nell’ambito territoriale dell’ente di appartenenza.

Questo significa che un agente di Polizia locale non può fare la multa quando si trova fuori servizio o fuori dal suo territorio di appartenenza, con o senza la divisa indossata, come confermato dalla Cassazione [3].

La multa è valida se il verbale arriva qualche giorno dopo?

La più recente ordinanza della Cassazione in merito [1] ribadisce il concetto già espresso prima, cioè: «Gli agenti di polizia, abilitati al servizio di polizia stradale, operano su tutto il territorio nazionale e debbono ritenersi sempre in servizio». Quindi, in qualsiasi momento, possono fare una multa ad un automobilista indisciplinato.

Poniamo, allora, il caso che un conducente sia stato «beccato» da un agente della Stradale, in divisa e fuori servizio (anche se, come abbiamo detto, la multa sarebbe valida lo stesso se si trovasse in abiti civili). Il poliziotto affianca la vettura del trasgressore e intima l’Alt facendo un gesto con le mani. Poi, contesta verbalmente all’automobilista le infrazioni rilevate e prende i riferimenti dell’auto e del conducente.

Trovandosi fuori servizio, l’agente non ha con sé i moduli per redigere l’apposito verbale. Significa che lo potrà fare solo quando riprenderà servizio, magari dopo uno o due giorni. In quel caso, la multa è valida? La multa va pagata, sì. E la Cassazione spiega il perché.

Innanzitutto, secondo gli Ermellini, «gli organi di polizia stradale in uniforme possono intimare l’Alt, oltre che con il distintivo, anche facendo uso di fischietto o con segnale manuale o luminoso». Quindi, il gesto con le mani rivolto dall’agente al trasgressore affinché quest’ultimo si fermasse va rispettato.

Punto numero due evidenziato dalla Suprema Corte: il fatto di redigere un verbale «successivamente» alla contestazione orale dell’infrazione non può essere obiettato: i giudici precisano che «l’avverbio “successivamente” – si legge nell’ordinanza – non allude a una contestazione differita fatta con la postuma verbalizzazione, ma all’accertamento delle violazioni, già contestate oralmente».

Oltretutto, aggiunge la Cassazione, è plausibile che un agente fuori servizio non disponga in quel momento dei moduli per verbalizzare la violazione commessa dall’automobilista. L’episodio, conclude l’ordinanza, «non è da riferire alla carenza della contestazione immediata, ma al differimento della verbalizzazione di una contestazione già avvenuta, in conformità alla menzione fatta nei verbali».


note

[1] Cass. ordinanza n. 20529/2020 del 29.09.2020.

[2] Cass. sent. n. 23297/2017.

[3] Cass. ordinanza n 2748/2019.


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