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Validità del matrimonio religioso

3 Ottobre 2020 | Autore:
Validità del matrimonio religioso

È possibile sposarsi seguendo riti diversi ed il matrimonio assume un valore differente: solo religioso, solo civile oppure religioso e civile allo stesso tempo.

Una tua amica, vedova, intende risposarsi in chiesa e non anche in Comune per non perdere la pensione del defunto marito. Così facendo le nozze non verranno trascritte nei registri dello stato civile, non produrranno alcun effetto civile e la coppia non risulterà unita in matrimonio davanti la legge. In tal caso, la validità del matrimonio religioso sarà limitata all’ordinamento della chiesa e gli sposi non acquisteranno lo status di coniugi per l’ordinamento giuridico italiano.

Più in generale, il valore delle nozze è correlato al rito prescelto per la celebrazione. Se ci si dichiara amore eterno solo davanti ad un ministro di culto cattolico, l’atto è unicamente religioso. Allo stesso modo, se ci si reca solo dinanzi l’ufficiale di stato civile, il matrimonio non assume alcun connotato religioso e ha una validità esclusivamente legale.

Se, invece, si vuole che il matrimonio religioso abbia anche un valore giuridico, allora bisogna optare per il matrimonio concordatario, che si svolge dinanzi ad un sacerdote cattolico e ha effetti civili in quanto viene trascritto nei pubblici registri. È possibile anche sposarsi secondo un rito diverso da quello cattolico ed in questo caso si ha un matrimonio acattolico.

In cosa consiste il matrimonio religioso

Il matrimonio religioso è quello che si contrae dinanzi ad un ministro di culto cattolico, il sacerdote, secondo le regole del diritto canonico e senza successiva trascrizione nei registri dello stato civile.

In tal modo, l’unione ha esclusivamente valore religioso e gli sposi non beneficiano delle tutele garantite da un matrimonio contratto con effetti civili. Conseguentemente alla nuova coppia non si applica la disciplina prevista per il matrimonio civile dalla nostra legislazione né per quanto attiene gli aspetti patrimoniali né per quelli legati alla successione ed alla famiglia.

Per potere celebrare un matrimonio religioso i futuri sposi devono rivolgersi al proprio parroco o a quello della chiesa dove intendono sposarsi al fine di avviare le pratiche.

Prima delle nozze, andranno effettuate le pubblicazioni nelle rispettive parrocchie dei nubendi, se diverse, e successivamente si potrà procedere alla celebrazione del matrimonio.

Matrimonio civile: come si contrae?

Il matrimonio civile è un atto pubblico che produce effetti solo nell’ordinamento giuridico ed è disciplinato dalla legge statale per quanto attiene alle condizioni richieste agli sposi per contrarlo, alle formalità preliminari che devono essere svolte, alla celebrazione, alle cause e ai termini di impugnazione.

La procedura per contrarlo si articola in più passaggi:

  • innanzitutto, i futuri sposi devono presentare la richiesta di pubblicazioni di matrimonio all’ufficiale di stato civile del Comune di residenza di uno degli sposi, il quale si accerta dell’insussistenza di impedimenti alla celebrazione. L’istanza deve riportare il nome, il cognome, la data ed il luogo di nascita, la cittadinanza, la residenza, la libertà di stato di ciascuno degli sposi, se esiste qualche impedimento di parentela, di affinità, di adozione o di affiliazione tra di essi, se hanno già contratto matrimonio, se sono stati dichiarati interdetti per infermità di mente, se sono stati condanni per omicidio consumato o tentato sul coniuge dell’altro. Le pubblicazioni restano inserite sul sito internet del Comune per almeno 8 giorni consecutivi, durante i quali chi ha interesse può presentare opposizione al matrimonio. Decorsi 4 giorni dal compimento delle trascrizioni, il matrimonio può essere celebrato;
  • la celebrazione, che avviene nel Comune in cui è stata fatta richiesta per le pubblicazioni, in una sala aperta al pubblico, è presieduta dall’ufficiale di stato civile (ad esempio il sindaco, il vicesindaco, un assessore o un consigliere comunale) ed alla presenza di due testimoni, uno per ciascuna parte;
  • il celebrante dà lettura degli articoli del codice civile che disciplinano il matrimonio – in particolare gli artt. 143 (Diritti e doveri reciproci dei coniugi), 144 (Indirizzo della vita familiare e residenza della famiglia) e 147 (Doveri verso i figli) – e una volta ricevute le affermazioni degli sposi di volersi prendere in marito e moglie, li dichiara uniti in matrimonio;
  • successivamente, compila l’atto di matrimonio nel quale indica se i coniugi intendono adottare il regime patrimoniale della separazione dei beni in luogo di quello della comunione.

Quali sono le modalità per celebrare il matrimonio concordatario?

Il matrimonio concordatario è il matrimonio cattolico che si svolge con rito religioso, produttivo di effetti civili in base agli accordi stipulati tra lo Stato italiano e la Santa Sede nel 1929 (Concordato lateranense) [1].

Più nello specifico, tale tipo di matrimonio, disciplinato dal diritto canonico, viene celebrato da un sacerdote, quale ministro di culto cattolico, ed acquista valore anche davanti alla legge se trascritto nei registri dello stato civile.

Il corso prematrimoniale

Prima della celebrazione del matrimonio concordatario, i futuri sposi devono seguire una corso prematrimoniale presso una parrocchia a loro scelta. Si tratta di una serie di incontri, la cui durata normalmente è di due/tre mesi, durante i quali i futuri sposi riflettono, insieme al parroco, sulla loro futura vita coniugale.

Al termine del corso, viene rilasciato un attestato di partecipazione che ha di solito una validità di due anni, il quale va poi consegnato dai futuri sposi al parroco nel momento in cui decidono di sposarsi. Per la celebrazione del matrimonio gli stessi devono rivolgersi al proprio parroco oppure a quello della chiesa in cui hanno deciso di sposarsi per fissare la data.

I documenti richiesti per il matrimonio concordatario

I documenti richiesti per la celebrazione del matrimonio concordatario sono sia civili sia religiosi.

Più precisamente si tratta de:

  • i certificati di nascita, di residenza, di cittadinanza di entrambi i futuri sposi;
  • il certificato di Battesimo, che viene rilasciato dalla parrocchia presso la quale si è stati battezzati;
  • il certificato di Cresima. Se non si è già cresimati, è necessario provvedervi prima del matrimonio;
  • il certificato di “stato libero ecclesiastico”, il quale ha la funzione di attestare che il richiedente non abbia già in precedenza contratto matrimonio secondo il rito religioso. Tale documento può essere sostituito con un giuramento dell’interessato dinanzi al parroco;
  • l’attestato di partecipazione al corso prematrimoniale;
  • il nulla osta ecclesiastico, da richiedere alla Curia nel caso in cui i coniugi volessero contrarre matrimonio presso una parrocchia differente dalla propria o fuori dal Comune di residenza.

Gli adempimenti e le pubblicazioni

Dopo avere presentato tutti questi documenti i futuri sposi devono incontrarsi con il parroco della chiesa di uno dei coniugi per un colloquio informale. Il sacerdote si accerta che la loro volontà di contrarre matrimonio è libera e non è in alcun modo condizionata. Quindi, redige e rilascia la richiesta di pubblicazioni alla casa comunale.

Nel caso di matrimonio concordatario, è previsto un regime di doppia pubblicazione in quanto gli atti devono essere affissi sia presso la casa comunale sia presso le porte della casa parrocchiale dello sposo e della sposa, se diverse, per 8 giorni comprensivi di due domeniche.

Se l’ufficiale dello stato civile ravvisa degli impedimenti alla celebrazione del matrimonio, può rifiutarsi di effettuare le pubblicazioni; viceversa, rilascia il certificato di nulla-osta, un documento nel quale attesta che non sussistono cause impeditive. Tale certificato viene consegnato dagli sposi al parroco della chiesa dove si celebreranno le nozze, il quale rilascia loro il così detto documento del consenso religioso, confermando la data del matrimonio.

La celebrazione del matrimonio concordatario

La celebrazione delle nozze segue le regole del diritto canonico per quanto attiene il requisito formale della manifestazione del consenso matrimoniale degli sposi. Devono necessariamente essere presenti due testimoni per ciascuno degli sposi. Dopo la celebrazione, il sacerdote ricorda agli sposi che il matrimonio ha effetti civili ed a tal fine legge gli articoli del codice civile che riguardano i diritti e i doveri dei coniugi.

Successivamente, redige l’atto di matrimonio in doppio originale, nel quale vengono riportate tra l’altro le generalità complete degli sposi, l’indicazione del luogo e della data in cui è avvenuta la celebrazione, le generalità del parroco oltre ad essere inserite le dichiarazioni dei coniugi consentite dalla legge [2].

La trascrizione del matrimonio concordatario

Nel termine di 5 giorni dalla celebrazione delle nozze il parroco deve trasmettere uno degli originali dell’atto di matrimonio unitamente alla richiesta di trascrizione, all’ufficiale di stato civile del Comune in cui è avvenuto lo sposalizio.

Se sussistono le condizioni prescritte dalla legge, ovvero se l’atto di matrimonio è regolare e vi è l’apposita richiesta, l’ufficiale effettua la trascrizione ed entro 48 ore ne dà notizia al parroco con l’indicazione degli estremi e della data della trascrizione medesima.

La trascrizione ha efficacia costitutiva degli effetti civili del matrimonio [3], in mancanza le nozze resterebbero solo un atto religioso e come tale privo di valore per l’ordinamento giuridico italiano.

La trascrizione ha efficacia retroattiva nel senso che gli effetti civili si producono sin dal giorno della celebrazione del matrimonio religioso.

Quando non si può trascrivere il matrimonio religioso?

Il matrimonio religioso non può essere trascritto nei registri dello stato civile e, perciò, non può conseguire effetti civili in presenza di specifiche cause ovvero quando:

  1. gli sposi non hanno l’età richiesta dalla legge per contrarre matrimonio, cioè 18 anni o 16 anni se si è stati autorizzati dal tribunale per i minorenni;
  2. uno degli sposi è stato interdetto per infermità di mente;
  3. esiste tra gli sposi un altro matrimonio che ha già effetti civili;
  4. sussistono impedimenti che derivano da delitto (si pensi al caso in cui uno dei coniugi abbia ucciso l’ex coniuge dell’altro);
  5. sussistono impedimenti derivanti da affinità in linea retta come ad esempio nell’ipotesi in cui la suocera voglia sposare il genero.

Anche in presenza di un impedimento inderogabile, il matrimonio può essere comunque trascritto quando non è più possibile proporre un’azione di nullità o di annullamento.

Se il matrimonio non è stato preceduto dalle pubblicazioni può essere trascritto qualora l’ufficiale dello stato civile accerti l’inesistenza di impedimenti e previa affissione di un avviso contenente le generalità degli sposi, la data e il luogo in cui è avvenuta la celebrazione ed il nome del ministro di culto che lo ha celebrato. L’avviso deve rimanere affisso per 10 giorni consecutivi entro i quali chi ha interesse può proporre le opposizioni previste dalla legge.

Cos’è la trascrizione tardiva del matrimonio

È ammessa la trascrizione tardiva del matrimonio, ovvero dopo 5 giorni dalla celebrazione, quando:

  1. entrambi i coniugi lo richiedono o anche uno solo di essi, purché l’altro ne abbia conoscenza e non si opponga;
  2. gli sposi hanno conservato ininterrottamente lo stato libero per la legge civile dal momento della celebrazione a quello della richiesta di trascrizione.

Anche la trascrizione tardiva ha efficacia retroattiva.

In cosa consiste il matrimonio acattolico

Il matrimonio acattolico è quello che si svolge dinanzi ad un ministro di un culto non cattolico come ad esempio di culto ebraico, valdese o metodista, comunque ammesso nello Stato. In tal caso, il matrimonio consegue gli effetti del matrimonio civile se trascritto nei registri dello stato civile.

Per assumere valore nell’ordinamento giuridico italiano, il matrimonio acattolico deve rispettare le regole stabilite dalla legge ovvero dalle intese stipulate tra lo Stato italiano e le chiese acattoliche.

Il celebrante funge da delegato dall’ufficiale di stato civile e la celebrazione deve essere stata preceduta dalle pubblicazioni.

L’atto di matrimonio va inviato all’ufficiale di stato civile entro 5 giorni dalla celebrazione per la sua trascrizione nei registri pubblici.


note

[1] L. n. 847 del 27.05.1929.

[2]  Art. 8, Accordo di revisione del Concordato lateranense, del 18.02.1984.

[3] Art. 5 L. 847/1929.


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