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Accertamento con adesione e impugnazione sanzioni

3 Ottobre 2020 | Autore:
Accertamento con adesione e impugnazione sanzioni

Il procedimento di irrogazione delle soprattasse è autonomo da quello impositivo: non è possibile ottenere la sospensione del termine per proporre ricorso.

Tasse e soprattasse: in parecchi casi gli avvisi di accertamento esecutivi contengono al loro interno numerose voci. Oltre ai tributi richiesti, compaiono anche gli interessi e le sanzioni. Queste ultime, però, possono anche essere contestate con un atto a parte.

Un modo utile per “mettersi d’accordo” con l’Agenzia delle Entrate è quello dell’accertamento con adesione: ci si siede attorno ad un tavolo con i funzionari dell’Ufficio, si evidenziano gli elementi  a rispettivo favore o a svantaggio ed infine si concorda l’ammontare delle imposte da pagare.  Ma quando ci sono atti di irrogazione di sole sanzioni le cose vanno diversamente, perché la procedura concordata riguarda esclusivamente i tributi, anche se le sanzioni applicate dipendono da essi.

Bisogna quindi analizzare il rapporto tra accertamento con adesione e impugnazione sanzioni per capire innanzitutto se l’istanza presentata dal contribuente sospende anche i termini per presentare ricorso avverso le soprattasse oppure no; altrimenti si rischiano brutte sorprese, con un ricorso tardivo che sarà dichiarato inammissibile dal giudice.

Accertamento con adesione: cos’è 

L’accertamento con adesione è una procedura concordata tra il contribuente ed il Fisco, dove l’ammontare delle imposte da pagare viene definito grazie ad un “accordo” tra le parti. Il beneficio per il contribuente consiste in una quantificazione certa dei tributi (spesso con una riduzione rispetto a quelli richiesti negli originari avvisi di accertamento) e nella possibilità di prevenire l’insorgere di una lunga ed incerta causa tributaria. Inoltre, c’è la possibilità di usufruire di sanzioni ridotte ad un terzo del minimo.

A Carlo viene contestata l’infedele dichiarazione, con un’imposta evasa di 100mila euro ed una sanzione dal 90% al 180% di tale importo. Carlo si avvale dell’accertamento con adesione e produce ai funzionari documenti che dimostrano la correttezza di una parte della sua dichiarazione. Così l’Agenzia ridetermina la pretesa in 60mila euro e applica la sanzione nella misura di 18mila euro (un terzo del minimo del nuovo importo accertato). Carlo dovrà pagare 78mila euro, anziché 190mila o più.

Accertamento con adesione: la procedura

L’accertamento con adesione riguarda tutte le categorie di contribuenti (persone fisiche, società di persone o di capitali, associazioni ed enti) e può essere proposto dopo aver ricevuto un avviso di accertamento oppure un controllo, o una verifica, da parte dell’Agenzia delle Entrate o della Guardia di Finanza.

Comprende tutte le imposte di competenza dello Stato, sia dirette, come l’Irpef, l’Ires o l’Irap, sia indirette, come l’Iva e l’imposta di registro o quella sulle successioni.

Il procedimento può essere attivato sia dall’Ufficio, con un invito a comparire, sia dal contribuente, che può proporre un’apposita istanza (leggi accertamento con adesione: come accordarsi con il Fisco). Nella fase di comparizione davanti ai funzionari dell’Agenzia il contribuente può farsi assistere o rappresentare da un procuratore, come il suo commercialista o un avvocato.

Avviata la procedura (che a seconda della complessità del caso può richiedere uno o più incontri successivi), se le parti raggiungono l’accordo viene formalizzato un atto di adesione, che indicherà anche i termini di pagamento delle somme dovute e le eventuali rate.

Se invece nonostante le trattative l’accordo non si realizza, il contribuente rimane libero di presentare ricorso al giudice tributario contro l’avviso di accertamento.

La sospensione dei termini per presentare ricorso al giudice

È importante sottolineare che la proposizione dell’istanza di accertamento con adesione da parte del contribuente ha l’effetto di sospendere i termini utili per impugnare l’avviso di accertamento davanti alla Commissione tributaria: precisamente, il termine per presentare ricorso è sospeso per 90 giorni dalla data di presentazione dell’istanza, che così si aggiungono ai normali 60 giorni decorrenti dalla data di notifica dell’atto.

Accertamento con adesione: gli effetti sulle sanzioni

Abbiamo visto, anche fornendo un esempio, come le sanzioni vengono ridotte per effetto dell’accertamento con adesione in caso di accordo raggiunto. Ed abbiamo anche evidenziato che la semplice presentazione della richiesta di accertamento con adesione comporta la sospensione automatica dei termini per proporre ricorso in Commissione tributaria, e ciò vale a prescindere dal raggiungimento dell’accordo.

Ma per quanto riguarda i procedimenti di irrogazione delle sole sanzioni questi effetti non si producono: perciò la proposizione dell’istanza di accertamento con adesione non sospende il termine per impugnare gli atti di contestazione delle soprattasse.

Lo ha precisato la Corte di Cassazione in un’ordinanza [1] che ha dichiarato inammissibile il ricorso tributario proposto dal contribuente oltre 60 giorni dall’avvenuta notifica dell’atto di irrogazione. La Suprema Corte ha ritenuto che il procedimento di accertamento dei tributi e quello di applicazione delle sanzioni sono tra loro distinti ed autonomi, tant’è che le sanzioni possono scattare anche quando l’accertamento tributario non è ancora divenuto definitivo.

Come contestare gli atti di irrogazione delle sanzioni

Nel caso deciso, il contribuente aveva ritenuto di beneficiare della sospensione di 90 giorni derivante dall’istanza di accertamento con adesione, ma il Collegio ha respinto la sua tesi, sottolineando che l’accertamento con adesione si applica solo agli avvisi di accertamento (ed anche a quelli di rettifica), mentre quando c’è un separato provvedimento che irroga le sanzioni – anche se esse dipendono dall’accertamento originario – si applicano le norme specifiche [2] che non prevedono il congelamento dei termini utili per presentare ricorso.

Così il contribuente che si vede contestare dal Fisco le sole sanzioni avrà preclusa la strada dell’accertamento con adesione e dovrà proporre un ricorso autonomo entro i 60 giorni dalla notifica dell’avviso di irrogazione; potrà comunque accedere alla definizione agevolata delle sanzioni (pagando un terzo dell’importo con esclusione delle sanzioni accessorie) o scegliere la strada “collaborativa” presentando all’Agenzia delle Entrate le proprie deduzioni difensive per ottenere l’annullamento dell’atto o una riduzione dell’importo.


note

[1] Cass. ord. n. 20864/20 del 30 settembre 2020.

[2] Artt. 16, 17 e 18 del D.Lgs. n. 472/97.


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