Prescrizione breve per sanzioni e interessi fiscali

1 Ottobre 2020 | Autore:
Prescrizione breve per sanzioni e interessi fiscali

Il termine per le soprattasse e le voci accessorie è di soli 5 anni, rispetto ai 10 anni dei tributi ai quali si riferiscono: lo ha ribadito la Cassazione.

Si accorcia il termine di prescrizione delle sanzioni e degli interessi sui tributi non pagati: la Cassazione in una nuova ordinanza [1] ha affermato che si prescrivono dopo soli 5 anni, anche quando il tributo principale ai quali si riferiscono soggiace al termine decennale.

Solo se l’accertamento principale è divenuto definitivo a seguito di una sentenza passata in giudicato il termine è di 10 anni sia per i tributi che per le soprattasse [2] poiché in questi casi – afferma il Collegio – «il termine di prescrizione entro il quale deve essere fatta valere l’obbligazione tributaria principale e quella accessoria relativa alle sanzioni non può che essere di tipo unitario».

Altrimenti, la riscossione delle sanzioni e degli interessi per ritardato pagamento si prescrive molto prima: la Suprema Corte ribadisce che, a norma di legge [3] «il diritto alla riscossione della sanzione irrogata si prescrive nel termine di 5 anni», come anche gli interessi maturati sulle somme da riscuotere, che – si legge in sentenza – «integrano un’obbligazione autonoma rispetto al debito principale e suscettibile di autonome vicende, sì che il credito relativo a tali accessori rimane sottoposto al proprio termine di prescrizione quinquennale» [4].

La conseguenza pratica di quanto oggi ribadito dalla Corte di Cassazione è che, se hai ricevuto cartelle esattoriali dall’Agenzia Entrate Riscossione, ora sai che le voci relative alle sanzioni ed agli interessi si prescrivono con largo anticipo rispetto ai tributi erariali, come l’Irpef, l’Irap o l’Iva; e ciò potrà risultare utile in tutti i casi in cui occorre considerare l’ammontare complessivo del debito maturato verso l’Erario.

In concreto, la prescrizione maturata dovrà essere fatta valere con ricorso. Ad esempio, potrai eccepirla nel caso in cui dovessi ricevere una comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria per l’intero debito riportato nelle cartelle non pagate: eliminando dal computo gli importi già prescritti, potresti scendere al di sotto della soglia di legge prevista e così impugnare il provvedimento che l’ha adottata, come è avvenuto nel caso deciso dai giudici di piazza Cavour oggi.


note

[1] Cass. ord. n. 20955/20 del 1 ottobre 2020.

[2] Art. 2953 Cod. civ. “Effetti del giudicato sulle prescrizioni brevi“.

[3] Art. 20, comma 3, D.Lgs. n. 472/1997.

[4] Art. 2948, comma 1, n.4 Cod. civ.


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