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Arbitrato e compenso degli arbitri: ultime sentenze

13 Luglio 2021
Arbitrato e compenso degli arbitri: ultime sentenze

Rapporto di mandato intercorrente tra le parti e gli arbitri; pagamento dell’onorario e procedura di liquidazione.

Il diritto dell’arbitro di ricevere il pagamento dell’onorario

Il diritto dell’arbitro di ricevere il pagamento dell’onorario sorge per il fatto di avere effettivamente espletato l’incarico, senza che, nella sommaria procedura di liquidazione apprestata dall’art. 814 c.p.c., esperibile allorché il lodo sia stato pronunciato, al presidente del tribunale sia consentita alcuna indagine sulla validità del compromesso e del lodo e sulla regolarità della nomina degli arbitri, materie comprese nella previsione dell’art. 829 c.pc.e riservate alla cognizione del giudice dell’impugnazione indicato dal precedente art. 828 c.p.c..

Cassazione civile sez. I, 07/08/2019, n.21058

Collegi arbitrali misti: determinazione del compenso

In tema di arbitrato, a partire dal 1° aprile 1995, l’onorario spettante agli arbitri, che siano anche avvocati, deve essere liquidato in base alla tariffa professionale, senza possibilità per il Presidente del Tribunale, che procede alla sua liquidazione, di fare ricorso a criteri equitativi, atteso che il d. m. n. 585/1994 con il quale è stata approvata la delibera del Consiglio Nazionale Forense del 12 giugno 1993, che stabilisce i criteri per la determinazione degli onorari, dei diritti e delle indennità spettanti agli avvocati, a partire dal 1° aprile 1995, per le prestazioni giudiziali, in materia civile e penale, e stragiudiziali prevede al punto 9) della tabella relativa all’attività stragiudiziale gli onorari spettanti al collegio composto da avvocati, indicandone il minimo e il massimo secondo il valore della controversia.

Tuttavia, tale disposizione, contenuta nella disciplina dei compensi per l’attività forense anche stragiudiziale e pertinente, quindi, ai soli soggetti iscritti al relativo albo e solo nei loro confronti vincolante, non può trovare applicazione con riguardo ai collegi arbitrali a composizione mista, nei quali gli avvocati non rappresentino la totalità del collegio, rimanendo, in siffatta ipotesi, applicabile il disposto dell’art. 814, secondo comma, cod. proc. civ., in base al quale il Presidente del Tribunale, non vincolato ad alcun parametro normativo nell’esercizio dei suoi poteri discrezionali “in subiecta materia”, è libero di scegliere, secondo il suo prudente apprezzamento, i criteri equitativi di valutazione che ritenga più adeguati all’oggetto ed al valore della controversia, nonché alla natura ed all’importanza dei compiti attribuiti agli arbitri, anche attraverso il ricorso, ma solo come utile parametro di riferimento, alle tariffe di alcune categorie professionali.

Cassazione civile sez. II, 19/10/2018, n.26523

L’invalidità del lodo e il diritto al compenso degli arbitri

Il diritto dell’arbitro di ricevere il pagamento dell’onorario sorge per il fatto di avere effettivamente espletato l’incarico conferitogli, nell’ambito del rapporto di mandato intercorrente tra le parti e gli arbitri, e prescinde dalla validità ed efficacia del lodo. L’invalidità del lodo non fa venire meno il diritto degli arbitri a ricevere il compenso per l’esecuzione del mandato.

Cassazione civile sez. VI, 13/06/2018, n.15420

Procedimento di liquidazione del compenso arbitrale

Lo speciale procedimento di liquidazione del compenso agli arbitri previsto dall’art. 814 c.p.c. non si applica all’arbitrato irrituale in quanto quest’ultimo è sfornito dell’attitudine ad acquisire gli effetti della sentenza a seguito del deposito del lodo e il compenso dovuto agli arbitri irrituali non si connota come spesa ma come debito “ex mandato” per il cui inadempimento può essere promosso un ordinario giudizio di cognizione.

Tribunale Pisa, 17/02/2020

L’autoliquidazione del compenso degli arbitri

Solo se tutte le parti accettano, anche per facta conludentia, l’autoliquidazione del compenso degli arbitri, essa è fonte di obbligazione nei loro confronti; in questo caso, può dar luogo anche ad obbligazioni parziarie, ove i debitori abbiano accettato la divisione dell’obbligazione originaria in due o più obbligazioni di diversa entità, ciascuna posta a carico delle parti del giudizio corrispondenti a diverse frazioni aritmetiche del tutto.

Cassazione civile sez. I, 27/03/2017, n.7772

La disciplina sui diritti degli arbitri per l’opera prestata

In tema di arbitrato, qualora il lodo preveda che la quantificazione del compenso degli arbitri sarà effettuata dal Consiglio dell’ordine degli avvocati, l’accettazione del lodo integra una convenzione tra le parti, riconducibile all’art. 1349 c.c., che determina l’inapplicabilità dell’art. 814 c.p.c. (Fattispecie anteriore al d.lgs. n. 40 del 2006).

Cassazione civile sez. II, 05/08/2016, n.16594

Arbitrato rituale e immodificabilità del compenso

L’ordinanza emessa nel procedimento di determinazione giudiziale del compenso degli arbitri dal giudice del reclamo non è suscettibile di modifica ai sensi dell’art. 742 c.p.c.

Corte appello Potenza, 21/03/2016

Liquidazione del compenso degli arbitri

Vanno rimessi gli atti al Primo Presidente affinché valuti l’opportunità che la Corte di Cassazione pronunci a Sezioni Unite sulla questione di massima importanza, ai sensi dell’art. 374, secondo comma, ultima parte, c.p.c., riguardante la natura del procedimento di cui all’art. 814 c.p.c., previsto per la liquidazione del compenso agli arbitri, in particolare al fine di stabilire se l’ordinanza conclusiva del procedimento in parola sia suscettibile di ricorso per cassazione ex art. 111, comma 7, Cost..

Cassazione civile sez. I, 08/03/2016, n.4517

Provvedimento del presidente del tribunale determinativo del compenso degli arbitri

Alla luce della compiuta giurisdizionalizzazione dell’arbitrato operata dal d.lgs. n. 40 del 2006, deve ritenersi ammissibile il ricorso straordinario per cassazione avverso l’ordinanza resa dalla corte di appello, in sede di reclamo, contro il provvedimento del presidente del tribunale di determinazione del compenso degli arbitri ex art. 814 c.p.c. come riformato dal d.lgs. citato, atteso che quell’ordinanza ha natura giurisdizionale a tutti gli effetti, ed è caratterizzata dai requisiti di decisorietà e definitività, incidendo sul diritto soggettivo al compenso con efficacia di giudicato senza che ne sia possibile la modifica o revoca attraverso l’esperimento di alcun altro rimedio giurisdizionale.

Cassazione civile sez. un., 07/12/2016, n.25045

Difetto della preventiva quantificazione contrattuale

L’ordinanza emessa dal presidente del tribunale, con la quale vengono determinati, in difetto di preventiva quantificazione contrattuale, le spese e l’onorario degli arbitri irrituali è insuscettibile di impugnazione con ricorso straordinario per cassazione, ai sensi dell’art. 111 Cost. dal momento che la decisione che conclude il procedimento è sfornita pure dell’attitudine a divenire “sentenza” ed il compenso dovuto agli arbitri irrituali si connota come debito “ex mandato”, per l’adempimento del quale è attivabile un ordinario giudizio di cognizione.

Cassazione civile sez. I, 10/10/2013, n.23086

L’arbitrato irrituale

Il ricorso al presidente del tribunale per la liquidazione del compenso degli arbitri, inammissibile per l’arbitrato irrituale, non può convertirsi in ricorso introduttivo del procedimento sommario di cognizione ai sensi dell’art. 702 bis c.p.c.

Corte appello Venezia sez. I, 03/01/2012

L’autoliquidazione delle spese e dell’onorario

La determinazione del compenso degli arbitri operata dai collegio arbitrale vincola le parti se viene da loro accettata. L’accettazione può intervenire per fatti concludenti. Tale è il silenzio serbato da una delle parti nel caso in cui il comune modo di agire o la buona fede, nei rapporti che si sono instaurati tra loro, impongano l’onere o il dovere di parlare. Se ricorrono queste circostanze, il tacere di una delle parti deve intendersi come assentimento alla proposta di compenso formulata dagli arbitri. Non si applica, pertanto, in caso di assenso alla proposta degli arbitri, quanto dispone il comma 2 dell’art. 814 c.p.c. che riguarda il caso in cui l’autoliquidazione delle spese e dell’onorario operata dagli arbitri non sia stata accettata dalle parti.

Tribunale Frosinone, 13/04/2010

Il valore della controversia deferita in arbitri

Il valore della controversia deferita in arbitri è stimato in base alla somma aritmetica delle richieste economiche in conto capitale contenute nelle domande comunque decise dal collegio con l’aggiunta, ove richiesti, degli interessi e della rivalutazione monetaria calcolati fino al giorno della proposizione delle domanda. Nella concreta liquidazione del compenso degli arbitri deve tenersi conto del valore della controversia in base al “disputatum” e non al “decisum”.

Tribunale Perugia, 26/04/2007

La quantificazione del compenso 

La quantificazione del compenso spettante al segretario del collegio arbitrale è riservata all’apprezzamento del giudice del merito che provvede alla liquidazione del compenso degli arbitri ai sensi dell’art. 814, c.p.c., in quanto è riferibile alle spese che le parti sono tenute a rimborsare agli arbitri.

Cassazione civile sez. I, 08/09/2004, n.18061

La delega delle funzioni del presidente del tribunale

Il Presidente del tribunale, competente per la liquidazione del compenso degli arbitri ai sensi dell’art. 814 c.p.c., può delegare le proprie funzioni in casi diversi da quelli previsti dall’art. 104 Ord. Giud., se la delega sia adottata in esecuzione di prescrizioni tabellari, o comunque di provvedimenti generali. La delega è illegittima se disposta da un provvedimento presidenziale non ancorata ad una preventiva previsione di carattere generale.

Cassazione civile sez. I, 07/07/2004, n.12414

Controversie sulla determinazione del compenso degli arbitri

Nelle controversie in tema di determinazione del compenso degli arbitri da parte della Camera arbitrale dei lavori pubblici, poiché il relativo provvedimento incide su posizioni di diritto soggettivo degli arbitri, sussiste la giurisdizione del g.o.

Cassazione civile sez. un., 01/07/2008, n.17930



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