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Calcolo delle ferie: ultime sentenze

2 Dicembre 2020
Calcolo delle ferie: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze sulle ferie annuali retribuite spettanti al lavoratore.

Saldo delle ferie annuali retribuite

La clausola 4, punto 2, dell’accordo quadro e l’articolo 7 della direttiva 2003/88 devono essere interpretati nel senso che il calcolo delle ferie annuali retribuite spettanti al lavoratore dev’essere effettuato secondo gli stessi principi, indipendentemente dal fatto che si tratti di determinare l’indennità sostitutiva delle ferie annuali retribuite non godute dovuta nel caso in cui si ponga fine al rapporto di lavoro oppure di determinare il saldo delle ferie annuali retribuite in caso di mantenimento del rapporto di lavoro.

(La Corte si è così pronunciata nell’ambito di una controversia promossa da un cittadino inglese in merito al calcolo dell’indennità finanziaria per ferie annuali retribuite non godute dovute in seguito alla cessazione del suo contratto di lavoro).

Corte giustizia UE sez. VI, 11/11/2015, n.219

Lavoro notturno e calcolo delle ferie

Ai fini del riconoscimento del diritto dei lavoratori subordinati al computo nella base di calcolo della retribuzione per le ferie e per gli altri istituti indiretti della maggiorazione per lavoro notturno, non esistendo nel nostro ordinamento il principio dell’onnicomprensività della retribuzione, non è sufficiente l’accertamento della sistematicità e non occasionalità delle prestazioni notturne, occorrendo verificare se la contrattazione collettiva faccia riferimento ad esse, mediante il rinvio alla retribuzione normale o ordinaria o di fatto o globale di fatto, stabilendone così la computabilità nel calcolo della relativa retribuzione spettante.

(Nella specie la S.C. ha cassato la sentenza di merito che aveva ritenuto computabile l’emolumento corrisposto per il lavoro notturno nel calcolo delle ferie, festività e mensilità aggiuntive nonché del t.f.r. senza effettuare una interpretazione logico-sistematica delle diverse disposizioni pattizie disciplinanti i singoli istituti indiretti ed il t.f.r., limitandosi a rimarcare che il lavoro notturno era prestato in turni programmati e non aveva carattere occasionale).

Cassazione civile sez. lav., 02/09/2005, n.17675

Normale retribuzione utile per la base calcolo delle ferie

Quando il lavoro notturno è prestato in turni regolari e periodici la relativa maggiorazione, anche quando di fatto risulti eguale a quella del lavoro notturno solo occasionale, assume il valore di elemento ordinario della normale retribuzione utile per la base calcolo delle ferie, della tredicesima, del trattamento di fine rapporto, compatibilmente con la definizione offertane dalla contrattazione collettiva.

Pretura Ferrara, 29/09/1988

Il criterio di omnicomprensività della retribuzione

La determinazione della retribuzione da porre a base del calcolo degli istituti di retribuzione indiretta va effettuata tenendo conto che il criterio di omnicomprensività della retribuzione non esiste come principio generale, ma è adottato solo da specifiche disposizioni di legge (come l’art. 2121 c.c.), restando negli altri casi affidato all’autonomia negoziale (collettiva od individuale) delle parti – fatti salvi i criteri enunciati dall’art. 36 cost. – la delimitazione della detta base retributiva.

(Nella specie, il S.C. ha confermato l’impugnata sentenza per la parte in cui aveva ritenuto la computabilità della maggiorazione per lavoro notturno – prestato continuativamente dal lavoratore in base a turni predisposti dall’azienda e essenziali ai fini organizzativi e produttivi della medesima – nella base di calcolo delle ferie, della gratifica natalizia e del trattamento di malattia e infortunio in quanto riferita alla retribuzione globale di fatto dagli art. 14, 15 e 18 disc. spec. parte prima del c.c.n.l. del 1979 per i dipendenti dell’industria metalmeccanica).

Cassazione civile sez. lav., 27/05/1987, n.4757

Computo delle ferie, domeniche e festività infrasettimanali

Nel computo delle ferie elettorali previste dall’art. 119 t. u. n. 361 del 1957, non si deve tener conto delle domeniche e delle altre festività infrasettimanali, con la conseguenza che nel caso di ricorrenza di queste ultime si deve far luogo ad un corrispondente prolungamento delle ferie stesse o alla corresponsione dell’indennità sostitutiva per ferie non godute. Inoltre la giornata di sabato può considerarsi festiva (e quindi non computabile nel calcolo delle ferie elettorali) solo allorquando la stessa sia non lavorativa e non retribuita alla stregua della disciplina collettiva.

Pretura Susa, 16/06/1985

Pause dell’attività lavorativa

La qualificazione delle ferie come componente del trattamento retributivo e la loro proporzionalità ai periodi di effettiva prestazione lavorativa, portano ad escludere che il relativo diritto maturi anche durante le pause dell’attività lavorativa verificatesi in coincidenza con gli scioperi. L’art. 13, comma 8, del contratto collettivo 8 settembre 1979 per i dipendenti da aziende esercenti l’industria del legno e del sughero, laddove indica come parametro di calcolo delle ferie l’anzianità del servizio prestato, non la identifica con la mera durata del rapporto di lavoro, bensì con i periodi lavorativi e non deroga perciò agli enunciati principi in senso più favorevole al lavoratore.

Tribunale Mantova, 03/07/1980

Calcolo delle mensilità supplementari, delle ferie e del tfr

L’efficacia obbligatoria del preavviso, implicando l’estinzione immediata del rapporto con l’unico obbligo della parte recedente di corrispondere l’indennità sostitutiva, comporta che tale indennità non rientra nella base di calcolo delle mensilità supplementari, delle ferie e del trattamento di fine rapporto spettante al lavoratore dimissionario, non riferendosi ad un periodo lavorato dal dipendente.

Cassazione civile sez. lav., 04/11/2010, n.22443

Diritto all’indennità sostitutiva del preavviso

Il preavviso di licenziamento non ha efficacia reale, bensì obbligatoria, con la conseguenza che, nell’ipotesi in cui una delle parti eserciti la facoltà di recedere con effetto immediato, il rapporto si risolve immediatamente, con l’unico obbligo della parte recedente di corrispondere l’indennità sostitutiva. Ne consegue che tale indennità non rientra nella base di calcolo delle mensilità supplementari, delle ferie e del trattamento di fine rapporto spettante al lavoratore dimissionario, non riferendosi ad un periodo lavorato dal dipendente.

Cassazione civile sez. lav., 05/10/2009, n.21216

Normativa europea e calcolo dell’indennità per ferie retribuite

Gli artt. 7 §.1 Direttiva 2003/88/CE (organizzazione dell’orario di lavoro) e 31 §. 2 Carta di Nizza devono essere interpretati nel senso che ostano a una normativa nazionale, come quella di cui trattasi nel procedimento principale, che, ai fini del calcolo dell’indennità per ferie retribuite, consente di prevedere con contratto collettivo che siano prese in considerazione le riduzioni di retribuzione risultanti dall’esistenza, durante il periodo di riferimento, di giorni in cui, a causa di disoccupazione parziale, non sia prestato lavoro effettivo, circostanza che ha come conseguenza che il dipendente percepisce, per la durata delle ferie annuali minime di cui beneficia ai sensi di detto art. 7, un’indennità per ferie retribuite inferiore alla retribuzione ordinaria che egli riceve durante i periodi di lavoro. Spetta al giudice del rinvio interpretare la normativa nazionale quanto più possibile, alla luce del testo nonché dello scopo della direttiva 2003/88, in modo tale che l’indennità per ferie retribuite versata ai lavoratori, a titolo delle ferie minime previste ex art. 7 §.1 non sia inferiore alla media della retribuzione ordinaria percepita da questi ultimi durante i periodi di lavoro effettivo.

Non occorre limitare gli effetti nel tempo della presente sentenza e il diritto dell’UE deve essere interpretato nel senso che osta a che i giudici nazionali tutelino, sulla base del diritto interno, il legittimo affidamento dei datori di lavoro riguardo al mantenimento della giurisprudenza degli organi giurisdizionali nazionali di ultima istanza che confermava la legittimità delle disposizioni in materia di ferie retribuite del contratto collettivo dell’edilizia.

Corte giustizia UE sez. IV, 13/12/2018, n.385



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6 Commenti

  1. qual è il numero minimo di giorni di ferie che deve essere riconosciuto a tutti i lavoratori.? nella lettera che mi hanno inviato all’assunzione non c’è scritto il numero di giorni di ferie ma c’è solo un richiamo al contratto collettivo. Potete spiegarmi come devo regolarmi? Grazie per i vostri consigli sempre utili

    1. La legge fissa, in attuazione di un’apposita direttiva europea, il numero minimo di giorni di ferie che deve essere riconosciuto a tutti i lavoratori. In particolare, la disciplina normativa prevede che ogni lavoratore abbia diritto ad un periodo di ferie annuali retribuite pari ad almeno quattro settimane. Tale periodo si riferisce al contratto di lavoro a tempo pieno. Ne consegue che se il lavoratore è stato assunto con contratto di lavoro a tempo parziale, il periodo di ferie annuali deve essere riparametrato sulla base dell’effettivo orario di lavoro. Inoltre, occorre considerare che la materia delle ferie è disciplinata, oltre che dalla legge, anche dai contratti collettivi di lavoro. Questi ultimi, in particolare, possono prevedere l’attribuzione al lavoratore di un numero di giorni di ferie maggiore rispetto alla soglia minima stabilita per legge. In alcuni casi, ad esempio, il contratto collettivo prevede che ai lavoratori che abbiano raggiunto una determinata anzianità di servizio siano riconosciute delle giornate di ferie ulteriori rispetto al minimo legale.

  2. Buonasera, vorrei capire un paio di cose sull’argomento. come si considera il giorno di riposo durante le ferie? Deve essere contato come ferie, oppure va escluso? Nel conteggio dei giorni di ferie si tiene conto anche dei sabati e delle domeniche? Aspetto vostre delucidazioni a riguardo, grazie in anticipo

    1. La normativa in materia è poco chiara: la legge sull’orario di lavoro [1], che stabilisce il regime generale delle ferie, dispone soltanto il diritto a 4 settimane di ferie, ossia 28 giorni di calendario. In queste 4 settimane sono dunque compresi i sabati e le domeniche, in quanto si parla, appunto, di settimane di ferie. Se, ad esempio, il dipendente non lavora il sabato e la domenica e fruisce di 2 settimane di ferie consecutive, i giorni di ferie scalati in busta paga sono 10, mentre gli altri 4 sono i sabati e le domeniche inclusi nel periodo di vacanza. Se, invece, il dipendente lavora dal lunedì al sabato, o comunque per 6 giorni settimanali, i giorni di ferie scalati sono 12, mentre gli altri 2 sono le domeniche- o i diversi giorni di riposo- inclusi nel periodo di vacanza.

  3. Ho assunto una colf, ma mi ha chiesto di andare in ferie. Sinceramente, non so come bisogna gestire le ferie anche perché dovrei organizzarmi e verificare come gestire i vari impegni. Quindi, vorrei capire quanto mi costa. Come sono pagate le ferie della colf? Quante giornate di ferie spettano alla colf che lavora part time?

    1. Durante il periodo di godimento delle ferie, la colf ha diritto per ciascuna giornata ad una retribuzione pari a 1/26 della retribuzione globale di fatto mensile. Se la collaboratrice usufruisce del vitto e dell’alloggio, per il periodo delle ferie le spetta un’indennità sostitutiva convenzionale, se non fruisce durante le ferie di questi benefici. Il godimento delle ferie non interrompe la maturazione di tutti gli istituti contrattuali. Come specificato nel chiarimento a verbale del Ccnl per il lavoro domestico, la colf ha diritto a un periodo di ferie annuali pari a 26 giorni lavorativi, ma agli effetti del computo delle ferie la settimana lavorativa – qualunque sia la distribuzione dell’orario di lavoro settimanale – è comunque considerata di 6 giorni lavorativi, dal lunedì al sabato. Quindi, se la colf part time lavora per una sola giornata alla settimana, ad esempio il mercoledì, va segnata l’intera settimana di ferie, per cui devono essere segnate come ferie tutte le altre giornate, dal lunedì al sabato? La risposta è affermativa, ma è anche possibile effettuare il calcolo del valore orario di una giornata di ferie. Difatti, se il numero delle ore lavorate nella settimana diminuisce, diminuisce anche il valore giornaliero delle 26 giornate di ferie maturate. Se, ad esempio, la colf lavora in regime di part time, per uno o due giorni alla settimana, matura ugualmente i 26 giorni lavorativi di ferie, ma ogni giornata ha un valore ridotto in proporzione.

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