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Responsabilità insegnanti: ultime sentenze

3 Ottobre 2020
Responsabilità insegnanti: ultime sentenze

Incidente avvenuto in classe durante la ricreazione; danno subito dall’alunno; imprevedibilità dell’evento; mancata adozione di misure idonee preventive di tipo organizzativo o disciplinare; risarcimento.

La prova dell’imprevedibilità del fatto

In tema di responsabilità civile dei maestri e dei precettori, per superare la presunzione di responsabilità che, ex art. 2048 c.c., grava sull’insegnante per il fatto illecito dell’allievo, non è sufficiente la sola dimostrazione di non essere stato in grado di spiegare un intervento correttivo o repressivo dopo l’inizio della serie causale sfociante nella produzione del danno, ma è necessario anche dimostrare di aver adottato, in via preventiva, tutte le misure disciplinari o organizzative idonee ad evitare il sorgere di una situazione di pericolo favorevole al determinarsi di detta serie causale, commisurate all’età ed al grado di maturazione raggiunto dagli allievi in relazione alle circostanze del caso concreto, dovendo la sorveglianza dei minori essere tanto più efficace e continuativa in quanto si tratti di fanciulli in tenera età.

Cassazione civile sez. I, 09/05/2016, n.9337

Danni arrecati da un alunno ad altro alunno

L’insegnante è privo di legittimazione passiva non solo nel caso di azione per danni arrecati da un alunno ad altro alunno, ma anche nell’ipotesi di danni arrecati dall’allievo a sé stesso; ciò perché, in tema di responsabilità degli insegnanti di scuole statali, l’art. 61, comma 2, l. 312/80 – nel prevedere la sostituzione dell’amministrazione, salvo rivalsa nei casi di dolo o colpa grave, nelle responsabilità civili derivanti da azioni giudiziarie promosse da terzi – esclude “in radice” la possibilità che gli insegnanti statali siano direttamente convenuti da terzi nelle azioni di risarcimento danni da “culpa in vigilando”, quale che sia il titolo – contrattuale o extracontrattuale – dell’azione, sicché, nell’ambito di tali azioni, gli insegnanti non sono incapaci a testimoniare.

Tribunale Bari sez. III, 01/12/2015, n.5258

Quando l’insegnante è privo di legittimazione passiva?

In tema di responsabilità degli insegnanti di scuole statali, l’art. 61, comma 2, l. 11 luglio 1980 n. 312 – nel prevedere la sostituzione dell’Amministrazione, salvo rivalsa nei casi di dolo o colpa grave, nelle responsabilità civili derivanti da azioni giudiziarie promosse da terzi – esclude in radice la possibilità che gli insegnanti statali siano direttamente convenuti da terzi nelle azioni di risarcimento danni da culpa in vigilando, quale che sia il titolo – contrattuale o extracontrattuale – dell’azione.

Ne deriva, pertanto, che l’insegnante è privo di legittimazione passiva non solo nel caso di azione per danni arrecati da un alunno ad altro alunno (nella quale sia invocata, nell’ambito di un’azione di responsabilità extracontrattuale, la presunzione di cui all’art. 2048, comma 2, c.c.), ma anche nell’ipotesi di danni arrecati dall’allievo a se stesso (ipotesi da far valere secondo i principi della responsabilità contrattuale ex art. 1218 c.c.), fermo restando che in entrambi i casi, qualora l’Amministrazione sia condannata a risarcire il danno al terzo o all’alunno autodanneggiatosi, l’insegnante è successivamente obbligato in via di rivalsa soltanto ove sia dimostrata la sussistenza del dolo o della colpa grave, limite, quest’ultimo, operante verso l’Amministrazione ma non verso i terzi.

Cassazione civile sez. III, 03/03/2010, n.5067

La vigilanza spetta all’insegnante?

Nel caso di danno che un alunno procura a sé stesso, la responsabilità dell’istituto scolastico ha natura contrattuale in virtù dell’accoglimento della domanda di iscrizione e della conseguente ammissione alla scuola che determinano un vincolo negoziale dal quale sorge l’obbligazione di vigilare sulla sicurezza e l’incolumità dell’allievo nel tempo in cui questi usufruisce della prestazione scolastica. La vigilanza spetta all’insegnante preposto che deve porre in essere tutti gli accorgimenti perché le attività dell’istituto non comportino situazione di pericolo per l’alunno.

Di conseguenza va dichiarata la responsabilità degli insegnanti nel caso in cui l’alunno si sia infortunato durante una gara di velocità per la quale era stato previsto uno spazio di fermata dopo la linea di arrivo di dieci metri in quanto era ben prevedibile, anche per l’esuberanza propria degli alunni, la difficoltà di fermarsi in tale spazio dopo una prova di velocità di circa cinquanta passi non avendo gli insegnanti adeguatamente realizzato le condizioni perchè la corsa fosse effettuata – almeno nella sua fase finale – in condizioni di assoluta sicurezza.

Tribunale Milano sez. X, 18/03/2009, n.3668

Violazione degli obblighi di sorveglianza

In ipotesi di giudizio di responsabilità a carico di personale docente per violazione degli obblighi di sorveglianza per fatti avvenuti anteriormente alla entrata in vigore alla legge n. 312 del 1980, trova applicazione l’art. 61 della nuova legge che limita la responsabilità degli insegnanti per danni arrecati alla p.a. per comportamenti degli alunni, ai soli casi di dolo o colpa grave, atteso che deve trovare applicazione la normativa vigente al momento della pronuncia del giudice.

Corte Conti, (Puglia) sez. reg. giurisd., 17/12/1993, n.88

L’esonero dell’insegnante statale dal peso del processo

In tema di responsabilità degli insegnanti, l’art. 61, comma 2, l. 312/1980 stabilisce che «salvo rivalsa in caso di dolo o colpa grave, l’Amministrazione si surroga al personale medesimo nella responsabilità civile derivante da azioni giudiziarie promosse da terzi». La norma esclude in radice la possibilità che gli insegnanti statali siano direttamente convenuti da terzi nelle azioni di risarcimento dei danni da “culpa in vigilando” e, in particolare, che la tutela opera sul piano processuale mediante l’esonero dell’insegnante statale dal peso del processo, nel quale unico legittimato passivo è il ministero della Pubblica istruzione.

Cassazione civile sez. III, 31/03/2008, n.8308

Quando va esclusa la responsabilità dell’insegnante?

Nel caso di danno subito dall’alunno va esclusa la responsabilità degli insegnanti e dell’Istituto allorché sia emersa l’assoluta repentinità e imprevedibilità dell’evento nonché l’insussistenza di una condotta negligente delle insegnanti e della mancata adozione di misure idonee preventive di tipo organizzativo o disciplinare (nella specie, l’alunno infortunato si era abbassato per raccogliere una penna quando, all’improvviso, un compagno di classe, inciampando, gli era finito addosso, facendogli battere il volto sul pavimento e causandogli la frattura di tre denti).

Cassazione civile sez. VI, 24/06/2020, n.12410

Azione di responsabilità extracontrattuale

In tema di responsabilità degli insegnanti di scuole statali, l’art. 61 comma 2 l. 11 luglio 1980 n. 312 – nel prevedere la sostituzione dell’amministrazione, salvo rivalsa nei casi di dolo o colpa grave, nelle responsabilità civili derivanti da azioni giudiziarie promosse da terzi – esclude in radice la possibilità che gli insegnanti statali siano direttamente convenuti da terzi nelle azioni di risarcimento danni da “culpa in vigilando”, quale che sia il titolo – contrattuale o extracontrattuale – dell’azione.

Ne deriva, pertanto, che l’insegnante è privo di legittimazione passiva non solo nel caso di azione per danni arrecati da un alunno ad altro alunno (nella quale sia invocata, nell’ambito di un’azione di responsabilità extracontrattuale, la presunzione di cui all’art. 2048 comma 2 c.c.), ma anche nell’ipotesi di danni arrecati dall’allievo a se stesso, fermo restando che in entrambi i casi, qualora l’amministrazione sia condannata a risarcire il danno al terzo o all’alunno autodanneggiatosi, l’insegnante è successivamente obbligato in via di rivalsa soltanto ove sia dimostrata la sussistenza del dolo o della colpa grave, limite, quest’ultimo, operante verso l’amministrazione ma non verso i terzi.

Tribunale Milano, 19/01/2004

Controllo e verifica qualitativa delle attività didattiche

Il docente dipendente comunale ha interesse ad impugnare l’istituzione d’una qualifica superiore al proprio profilo d’inquadramento e relativa all’attribuzione di funzioni di coordinamento, controllo e verifica qualitativa delle attività didattiche, in quanto la creazione di tale nuovo profilo, che costituisce proiezione di quello dei docenti in servizio – come ben evincesi dal reclutamento mercè procedure interne e riservate a questi ultimi – , implica l’introduzione di limiti alla sfera d’autonomia e di responsabilità degli insegnanti stessi così come stabilita dalle relative norme dei contratti collettivi di comparto che invece hanno previsto, in considerazione dell’unicità della funzione docente, il loro inquadramento in un unico livello retributivo ed in un unico profilo professionale.

Consiglio di Stato sez. V, 09/05/2000, n.2653

La presunzione di responsabilità degli insegnanti

La presunzione di responsabilità degli insegnanti per il fatto illecito dei loro allievi, di cui all’art. 2048 c.c., trova applicazione limitatamente ai casi in cui l’alunno cagioni ad altri un danno ingiusto, non anche nell’ipotesi in cui l’allievo procuri un danno a sè stesso.

Corte appello Cagliari, 08/07/1998

Responsabilità degli insegnanti e illecito commesso dal minore 

Nel caso di illecito commesso da un minore a scuola deve escludersi la responsabilità degli insegnanti, qualora l’azione delittuosa sia attuata istantaneamente.

Tribunale Genova, 13/01/1995

Fatto illecito commesso dall’alunno sotto la vigilanza degli insegnanti

La responsabilità degli insegnanti per il fatto illecito commesso dai loro alunni durante il tempo in cui sono sotto la loro vigilanza è soggettiva, per fatto proprio, e si fonda sulla colpa presunta in considerazione dell’onere incombente su di essi di fornire la prova liberatoria di non aver potuto impedire il fatto.

Tribunale Roma sez. XIII, 26/06/2017, n.12942

La responsabilità civile degli insegnanti per omessa vigilanza

In tema di responsabilità civile degli insegnanti per omessa vigilanza, la sottrazione degli insegnanti statali alle conseguenze dell’applicabilità nei loro confronti della presunzione di cui all’art. 2048, comma 2, c.c., nei giudizi di danno per culpa in vigilando è attuata dall’art. 61 l. 11 luglio 1980 n. 312, non sul piano sostanziale, ovvero incidendo sulla operatività dell’art. 2048, comma 2, c.c., ma esclusivamente sul piano processuale, mediante l’esonero dell’insegnante statale dal processo, nel quale l’unico legittimato passivo è il Ministero dell’istruzione, nei cui confronti continuerà ad applicarsi, nei casi (come quello di specie) di danno provocato da un alunno ad un altro alunno, la presunzione di responsabilità prevista dalla norma citata, mentre la prova del dolo o della colpa grave dell’insegnante rileva soltanto ove l’amministrazione eserciti, successivamente alla sua condanna, l’azione di rivalsa nei confronti del medesimo.

Cassazione civile sez. III, 11/02/2005, n.2839



7 Commenti

  1. Gli insegnanti dovrebbero avere mille occhi quando affidiamo i nostri figli all’istituto scolastico. Cioè se mando mio figlio a scuola, mi aspetto che lì sia al sicuro, socializzi, impari cose nuove, abbia un confronto con gli insegnanti. Ci sono professori che si fanno i comodi di loro e sono svogliati, intanto si intascano lo stipendio

  2. Durante la ricreazione, uno studente ha iniziato a bullizzare mio figlio. L’ho scoperto dopo aver parlato con lui perché mi ha confidato di non voler andare a scuola. Io non riuscivo a spiegarmi le motivazioni. Un giorno, dopo esserlo andato a prendere a scuola, vedevo che veniva strattonato e lui ha risposto a tono. Mi sono congratulato con lui per la sua fermezza e per non essersi abbassato ai livelli dei bulli, ma di aver assunto un atteggiamento freddo e distaccato che ha lasciato tutti di sasso,

    1. Sebbene il bullismo non sia reato e, pertanto, non sia possibile sporgere querela per bullismo, la legge ha previsto degli strumenti di tutela per i ragazzi vittime delle persecuzioni dei compagni. Per la precisione, ogni scuola ha l’obbligo di nominare un referente che si occupi delle segnalazioni riguardanti il bullismo e il cyberbullismo (la sua versione virtuale), quando questo maturi tra i banchi di scuola. Nell’ambito della propria autonomia, ogni istituto può stabilire regole precise sull’uso degli smartphone durante l’orario scolastico e irrogare le sanzioni ritenute opportune che devono essere previste dal regolamento d’istituto. Questa misura può servire per prevenire i fenomeni di bullismo a scuola.

  3. Qual è la responsabilità dei docenti in occasione della gita scolastica? Nel caso di danni all’alunno si può chiedere il risarcimento direttamente alla scuola?

    1. Se l’alunno in gita scolastica è vittima di un incidente, i genitori (o egli stesso, se maggiorenne) potranno chiedere il risarcimento del danno all’istituto scolastico e al docente, secondo i principi della responsabilità contrattuale. Per andare esente da colpe, la scuola dovrà dimostrare che il danno non è in alcun modo imputabile ad una mancanza scolastica. La scuola (e il personale docente, quindi) ha l’obbligo di adottare, in via preventiva, tutte le misure organizzative e disciplinari idonee ad evitare prevedibili situazioni di pericolo, come la scelta dei mezzi di trasporto e delle strutture alberghiere che non possano, né al momento della loro selezione, né al momento della loro concreta fruizione, presentare rischi e pericoli per l’incolumità degli alunni. È dunque imposto un obbligo di diligenza preventiva nella scelta di strutture alberghiere che non presentino rischi o pericoli per l’incolumità degli allievi, pena la possibilità di incorrere in responsabilità contrattuale.

  4. Mio figlio è tornato a casa con un occhio nero. NOn voleva parlarmene. Poi, ho scoperto da un suo amico che il responsabile era un suo compagno di classe molto violento. Ora, vorrei capire una cosa. Ma innanzitutto i professori che diamine guardano, visto che il tutto è successo durante l’orario scolastico… Poi, vorrei sapere se un alunno che picchia un altro alunno, chi è responsabile? A chi bisogna chiedere il risarcimento?

    1. In caso di un alunno che picchia un altro alunno, la responsabilità è della scuola e dell’insegnante, a meno che non riescano a provare di non aver potuto impedire il fatto e cioè di aver adottato, in via preventiva, tutte le misure necessarie onde evitare il sorgere di una situazione di pericolo. Dal punto di vista penale, se un alunno picchia un altro alunno potrebbe configurarsi il reato di percosse o di lesioni. In tal caso, si può presentare una denuncia-querela nei confronti del responsabile del comportamento aggressivo (l’alunno se ha compiuto almeno i 14 anni oppure i genitori e la scuola). Instaurato il processo, è possibile costituirsi parte civile per ottenere il risarcimento del danno. In ogni caso, si può agire sul lato civilistico e chiedere il risarcimento alla scuola per aver omesso di vigilare sugli alunni. Ovviamente, è sempre necessario provare il danno subito attraverso la documentazione medica ed eventuali testimoni.

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