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Che cosa sono i contributi volontari

2 Ottobre 2020 | Autore:
Che cosa sono i contributi volontari

Versamenti Inps successivi al termine dell’attività lavorativa: chi può effettuarli, a quanto ammontano, utilità ai fini della pensione.

Il lavoratore, sia dipendente che autonomo, è assicurato presso l’Inps ed è coperto dalla relativa contribuzione in costanza di attività lavorativa. Una volta terminata l’attività, tuttavia, i periodi do non lavoro non sono generalmente più coperti da contributi, quindi non sono utili ai fini della pensione, Salvo il caso di disoccupazione indennizzata.

Il lavoratore che desidera rendere utili ai fini pensionistici i periodi in cui non svolge alcuna attività può comunque farlo, grazie ai contributi volontari. Cosa sono i contributi volontari?

Si tratta di contribuzione versata spontaneamente dal lavoratore per i periodi di inattività.

Questi versamenti sono normalmente utili sia ai fini del diritto che ai fini dell’importo della pensione. La spesa che i versamenti volontari comportano, però, non è indifferente: per un lavoratore dipendente con uno stipendio pari a 2.000 euro al mese, ad esempio, la contribuzione volontaria ammonta a 2.310 euro a trimestre (i versamenti si eseguono difatti a cadenza trimestrale).

Inoltre, non tutti i lavoratori possono versare i contributi volontari, ma soltanto quelli che possiedono specifici requisiti, differenti in base alla gestione previdenziale di appartenenza ed all’anzianità di iscrizione.

La contribuzione volontaria può essere anche utile alla copertura dei periodi parzialmente contribuiti: il lavoratore, cioè, può integrare periodi in cui i contributi versati sono d’importo basso, ad esempio a causa dell’orario di lavoro ridotto.

Ma procediamo con ordine e vediamo in quali casi è concesso dall’Inps il versamento della contribuzione volontaria, nonché come si calcola l’ammontare dovuto.

Requisiti per l’autorizzazione ai contributi volontari: lavoratori dipendenti

Il lavoratore, per poter versare i contributi volontari, deve prima essere autorizzato dall’Inps: a tal fine deve presentare, in via telematica, tramite portale web dell’Istituto, call center (raggiungibile al numero verde 803.164, oppure 06.164.164 da cellulare) o patronato, un’apposita domanda di autorizzazione.

L’autorizzazione al versamento dei contributi volontari è concessa quando l’assicurato può far valere uno dei seguenti requisiti:

  • almeno 5 anni di contributi (pari a 260 contributi settimanali, 60 contributi mensili) indipendentemente dalla collocazione temporale dei contributi versati;
  • in alternativa, almeno 3 anni di contribuzione nei 5 anni che precedono la data di presentazione della domanda di autorizzazione.

I requisiti richiesti devono essere perfezionati con versamenti effettivi (obbligatori, volontari o da riscatto), escludendo i contributi figurativi a qualsiasi titolo accreditata.

L’autorizzazione non può essere richiesta:

  • da chi è già pensionato;
  • da chi versa i contributi presso un’altra gestione di previdenza obbligatoria.

Requisiti per l’autorizzazione ai contributi volontari: artigiani e commercianti

L’autorizzazione alla prosecuzione volontaria, per gli iscritti presso la gestione speciale dei lavoratori autonomi Inps (artigiani e commercianti) è concessa quando l’assicurato può far valere, nei 5 anni che precedono la domanda, almeno 36 contributi mensili (3 anni), anche non versati continuativamente.

In alternativa, qualunque sia l’epoca del versamento, l’iscritto deve far valere almeno 60 contributi mensili (5 anni).

Non sono considerati, ai fini dell’autorizzazione, i contributi figurativi, fatta eccezione per quelli equiparati alla contribuzione effettiva.

Il requisito dei tre anni di contribuzione da far valere nel quinquennio precedente la data della domanda di autorizzazione può essere perfezionato anche attraverso il cumulo di contributi versati presso casse differenti. Se sono cumulati contributi accreditati presso gestioni diverse, facenti però parte dell’Assicurazione generale obbligatoria Inps (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni, mezzadri, Fondo pensione dei lavoratori dipendenti), l’autorizzazione è rilasciata nella gestione autonoma nella quale l’interessato ha contribuito da ultimo [1].

Requisiti per l’autorizzazione ai contributi volontari: gestione Separata

L’autorizzazione alla prosecuzione volontaria, per gli iscritti presso la gestione separata, è concessa quando l’assicurato può far valere almeno un anno di contribuzione negli ultimi cinque anni oppure, in alternativa, almeno 5 anni complessivi di contribuzione, requisiti che devono essere perfezionati sulla base della sola contribuzione versata nella gestione Separata stessa.

In altri termini, non si possono valorizzare eventuali altri periodi lavorativi accreditati presso diverse gestioni obbligatorie (es. lavoro dipendente).

Il versamento dei contributi volontari nella gestione separata deve essere sospeso durante i periodi di attività lavorativa svolti con l’obbligo di iscrizione ad altre forme di previdenza obbligatorie, ad esempio per periodi di lavoro dipendente o autonomo, attività professionale, etc.

Chi è iscritto alla gestione separata, poi, non può essere autorizzato a versare i contributi volontari presso le altre gestioni e, se già autorizzato al momento dell’iscrizione, non può comunque effettuare versamenti volontari presso differenti forme di previdenza obbligatoria, a meno che l’autorizzazione non sia stata concessa prima del 1996.

Decorrenza dell’autorizzazione ai contributi volontari

L’autorizzazione al versamento della contribuzione volontaria non può riguardare periodi pregressi scoperti da contribuzione: questi periodi possono essere eventualmente coperti attraverso il riscatto dei contributi, se rientrano tra i periodi riscattabili in base alle disposizioni di legge, oppure attraverso la pace contributiva, se l’assicurato non possiede versamenti accreditati alla data del 31 dicembre 1995.

In ogni caso, è possibile coprire con contribuzione volontaria i sei mesi precedenti alla data della domanda di autorizzazione.

Validità dell’autorizzazione ai contributi volontari

Il lavoratore autorizzato alla contribuzione volontaria conserva senza limiti di tempo il diritto ad effettuare i versamenti volontari; in altri termini, l’autorizzazione è sempre valida e non scade mai: se i versamenti sono interrotti, si possono riprendere in qualsiasi momento, ma non coprono i periodi precedenti.

Sono però previste cause di sospensione, come lo svolgimento di una nuova attività lavorativa, che impediscono, per il tempo nel quale permangono, l’esercizio del diritto alla prosecuzione volontaria. Cessate le cause di sospensione, si possono riprendere i versamenti dal primo sabato successivo (ad esempio, dal primo sabato successivo alla fine dell’attività lavorativa, o del periodo di disoccupazione indennizzata).

Calcolo dei contributi volontari: lavoratori dipendenti

L’importo dei contributi volontari si ottiene applicando l’aliquota di finanziamento relativa alla gestione di appartenenza (cui è rivolta la domanda di autorizzazione alla prosecuzione volontaria) alla retribuzione o al reddito di riferimento.

In ogni caso l’importo minimo dei contributi volontari dovuti non può essere inferiore a quello stabilito per i lavoratori dipendenti iscritti al Fpld (Fondo pensione lavoratori dipendenti), a prescindere dalla categoria a cui si appartiene.

Margherita, iscritta presso il fondo dei lavoratori dipendenti, ha un imponibile Inps lordo, relativo agli ultimi 12 mesi antecedenti alla domanda di autorizzazione alla contribuzione volontaria, pari a 30.000 euro. per calcolare i contributi volontari dovuti annualmente dovrà moltiplicare questo valore per il 33%, aliquota di computo presso il fondo pensione dei lavoratori dipendenti. dovrà dunque versare 9.900 euro di contributi volontari ogni anno.

Come osservato, per gli iscritti presso il Fondo pensione dei lavoratori dipendenti la retribuzione di riferimento su cui applicare l’aliquota di computo corrisponde all’imponibile previdenziale dei 12 mesi precedenti. L’aliquota è pari al 33%, ma si applica l’aliquota del 27,87% agli autorizzati alla prosecuzione volontaria con decorrenza anteriore al 31 dicembre 1995. Aliquote differenti sono previste per i lavoratori agricoli, domestici e per i lavoratori subordinati iscritti presso gestioni diverse dal Fpld.

Calcolo dei contributi volontari: lavoratori autonomi

Per gli iscritti presso la gestione dei commercianti, il reddito di riferimento su cui applicare l’aliquota viene individuato in base ad apposite classi. La classe di reddito da attribuire a ciascun lavoratore è quella il cui reddito medio è pari o immediatamente inferiore alla media dei redditi assoggettati a contribuzione negli ultimi 3 anni di lavoro.

Sono previste otto diverse classi di reddito [2], comprese fra minimale e massimale di reddito annuo (rispettivamente 15953 e 47.379 euro per il 2020) , valide per gli autorizzati alla prosecuzione volontaria:

  • titolari;
  • collaboratori di età superiore ai 21 anni.

A ciascuna classe corrisponde un valore di reddito medio, sul quale sono determinati i contributi volontari applicando l’aliquota in misura intera vigente nella gestione. L’aliquota può essere adeguata al valore vigente nell’assicurazione obbligatoria. Per il 2020, l’aliquota relativa agli iscritti presso la gestione commercianti è pari al 24,09% ed è pari al 21,99% per i collaboratori di età non superiore a 21 anni, mentre presso la gestione artigiani è pari rispettivamente al 24% ed al 21,90%.

Per gli iscritti presso la gestione Separata, il reddito di riferimento è costituito dai compensi percepiti negli ultimi 12 mesi di contribuzione precedenti la domanda, nei limiti di minimale e massimale.

Versamento dei contributi volontari

I termini per il versamento dei contributi volontari sono i seguenti:

  • 30 giugno per il primo trimestre (gennaio-marzo);
  • 30 settembre per il secondo trimestre (aprile-giugno);
  • 31 dicembre per il terzo trimestre (luglio-settembre);
  • 31 marzo dell’anno successivo per il quarto trimestre (ottobre-dicembre).

I termini sono perentori e il loro mancato rispetto determina l’annullamento nonché il rimborso dei contributi versati. Il rimborso viene disposto d’ufficio direttamente dall’Inps, senza maggiorazione di interessi.

Solo in particolari casi può essere rilasciata dall’Inps un’apposita autorizzazione (modello VV08) ai versamenti volontari per periodi pregressi, per i quali sono scaduti i termini: ad esempio, nell’ipotesi di ritardo nel rinnovo dei bollettini, ricorsi contro il diniego dell’autorizzazione accolti, reiezione della domanda di pensione. Come osservato possono essere anche coperti i 6 mesi anteriori alla domanda di autorizzazione.

I versamenti d’importo minore rispetto all’ammontare autorizzato comportano la riduzione del periodo coperto ed il rimborso delle somme residue, non sufficienti a coprire interamente tutti i mesi del trimestre.

I contributi volontari si possono scaricare dalle tasse?

La spesa relativa al versamento della contribuzione volontaria può essere dedotta dal reddito imponibile dell’interessato, o del familiare che lo ha fiscalmente a carico. Non sono previsti limiti massimi.

Gli importi vanno indicati nel quadro E sezione II del modello 730, o nel quadro RP del modello Redditi.


note

[1] Art. 27 L. 613/1966; Circ. Inps 111/1999.

[2] Tab. E All. L. 233/1990.


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