Violenza sessuale: abuso autorità anche in rapporti privati

2 Ottobre 2020 | Autore:
Violenza sessuale: abuso autorità anche in rapporti privati

Per la Cassazione, l’aggravante va riconosciuta anche nei rapporti di fatto. Ma va dimostrata la condizione di soggezione.

L’abuso di autorità in caso di violenza sessuale scatta anche nei rapporti privati e di fatto, e non solo in una posizione di tipo formale, quando c’è una situazione di supremazia che costringe la vittima a compiere o a subire un atto indesiderato. Lo hanno stabilito le Sezioni unite della Cassazione con una sentenza depositata di recente [1].

La Suprema Corte ha escluso così l’autorità di cui si abusa per compiere il reato di violenza sessuale debba avere soltanto una natura «formale e pubblicistica»: quel che conta, secondo i giudici, è che ci sia un oggettivo rapporto autoritario.

Per dimostrarlo – si legge ancora nella sentenza – occorre un’analisi concreta della dinamica dei fatti «idonea a porre in luce un rapporto di soggezione effettivamente intercorrente tra l’agente e la vittima del reato».

Si deve provare, inoltre, l’uso arbitrario del potere, collegando l’abuso di autorità alle conseguenze sulla capacità di autodeterminazione della vittima, altrimenti – sottolinea la Cassazione – la condotta «dovrebbe inevitabilmente essere inquadrata nei contermini ipotesi di minaccia o induzione».


note

[1] Cass. sent. n. 27326/2020 del 01.10.2020.


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