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Cos’è un fondo di solidarietà bilaterale?

7 Dicembre 2020
Cos’è un fondo di solidarietà bilaterale?

Nel corso del rapporto di lavoro possono verificarsi degli eventi che determinano l’esigenza di ridurre o sospendere l’attività lavorativa del lavoratore.

Hai sottoscritto un contratto di lavoro. Nella lettera di assunzione, c’è scritto che, in caso di sospensione o riduzione dell’attività di lavoro, interverrà il Fondo di solidarietà bilaterale. Vuoi avere maggiori informazioni su questo Istituto.

La Costituzione italiana ha previsto che il nostro sia uno Stato Sociale. Da questa previsione derivano una serie di interventi che lo Stato mette in campo a tutela dei lavoratori e del reddito.

Ma cos’è un Fondo di solidarietà bilaterale? L’esigenza di costituire fondi di questo tipo deriva dal fatto che gli strumenti di ammortizzazione sociale tradizionali non coprono tutti i settori merceologici.

Nelle aree scoperte, dunque, la legge prevede che siano direttamente i sindacati e le associazioni delle imprese a costituire dei fondi per tutelare il reddito dei lavoratori in caso di sospensione o riduzione dell’attività.

Cosa sono gli ammortizzatori sociali?

Già partire dalle norme costituzionali [1], il nostro ordinamento prevede che vi sia un sistema di protezione sociale in grado di tutelare il lavoratore in una serie di eventi che possono privarlo o ridurre la sua capacità di lavoro e di produrre reddito.

Vanno ricondotte in tale sistema di sicurezza sociale prestazioni economiche come:

  • indennità di malattia;
  • indennità di maternità;
  • indennità di inabilità al lavoro;
  • pensione di anzianità;
  • pensione di vecchiaia;
  • indennità di disoccupazione (oggi definita Naspi).

In certi casi, l’azienda attraversa un periodo di crisi che rende necessaria la sospensione o riduzione dell’attività di lavoro e, dunque, dell’orario di lavoro dei dipendenti.

Gli ammortizzatori sociali sono degli strumenti di tutela del reddito che intervengono in ipotesi come questa al fine di consentire all’impresa di ridurre o sospendere l’orario di lavoro dei lavoratori, superando il momento di crisi, e ai dipendenti di non perdere del tutto il reddito. Il principale strumento messo in campo dal sistema di ammortizzatori sociali è la cassa integrazione guadagni.

Cassa integrazione: cos’è?

La cassa integrazione guadagni è un ammortizzatore sociale che interviene a integrare il reddito perso dal lavoratore a causa della sospensione o riduzione della sua attività di lavoro.

In particolare, in linea generale, l’indennità erogata al lavoratore a titolo di cassa integrazione guadagni integra fino al 80% della retribuzione persa a causa della sospensione o riduzione di orario.

Nel nostro ordinamento, non esiste una sola tipologia di cassa integrazione ma ne esistono diverse a seconda del settore in cui opera l’azienda e del numero dei dipendenti addetti.

La cassa integrazione si finanzia con un’apposita contribuzione che viene pagata sia dal datore di lavoro che dal lavoratore e trattenuta direttamente in busta paga.

Cos’è un Fondo di solidarietà bilaterale?

La riforma degli ammortizzatori sociali del 2015 [2] persegue l’obiettivo di offrire a tutti i settori produttivi uno strumento di integrazione salariale in caso di riduzione o sospensione dell’attività di lavoro. Infatti, come abbiamo detto, le tradizionali forme di cassa integrazione non si applicano a tutti i settori ma coprono solo le imprese che presentano determinati requisiti.

Al fine di tutelare anche i lavoratori addetti in settori ai quali non si applicano le ordinarie forme di cassa integrazione, la riforma del 2015 prevede che, nei settori scoperti, debbano essere costituiti dei Fondi di solidarietà bilaterale.

L’istituzione del Fondo di solidarietà bilaterale è obbligatoria per tutti i settori che non sono coperti dalla normativa in materia di cassa integrazione salariale e che occupano mediamente più di 5 dipendenti.

L’istituzione dei Fondi di solidarietà bilaterali spetta alle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale e alle associazioni dei datori di lavoro firmatarie dei contratti collettivi nazionali applicati nel settore.

Il punto di partenza per costituire un Fondo di solidarietà bilaterale è, dunque, un accordo sindacale tra associazioni sindacali e datoriali. Successivamente, con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, si istituisce il fondo presso l’Inps.

Il Fondo di solidarietà bilaterale persegue l’obiettivo, in primis, di tutelare il reddito dei lavoratori in caso di sospensione o riduzione dell’attività di lavoro, erogando prestazioni economiche assimilabili alla cassa integrazione guadagni.

Inoltre, il Fondo di Solidarietà bilaterale può anche erogare ulteriori prestazioni, tra le quali:

  • prestazioni integrative sotto il profilo dell’importo e/o della durata rispetto alle indennità erogate dall’Inps in caso di cessazione del rapporto;
  • assegni straordinari di sostegno al reddito in contesti di incentivazione all’esodo;
  • contribuire a finanziare iniziative di formazione del personale.

Alo stato attuale, sono istituiti presso l’Inps una ventina di Fondi di solidarietà bilaterali.


note

[1] Art. 38 Cost.

[2] D.lgs. 148/2015.


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