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Covid: la presidente del Senato bacchetta il Governo

2 Ottobre 2020 | Autore:
Covid: la presidente del Senato bacchetta il Governo

Casellati: troppe decisioni in mano all’Esecutivo, Parlamento lasciato fuori. E chiede più sforzi su scuola e lavoro. «Lo smart working, falso amico».

Troppi Dpcm, troppi decreti omnibus, troppe fiducie che penalizzano la democrazia parlamentare. E ancora: più lavoro e meno assistenzialismo. È un fiume in piena la presidente del Senato, Elisabetta Casellati, intervenendo all’inaugurazione della seconda edizione della scuola di «Fino a prova contraria». Nel suo discorso, ha passato a rassegna le scelte del Governo durante l’emergenza Covid e non ha risparmiato critiche all’operato del premier Giuseppe Conte e dei suoi ministri.

Casellati sostiene che l’Italia può vincere le sfide che lo attendono «se Governo e Parlamento sapranno fare la loro parte. È però necessario – puntualizza la seconda carica dello Stato – che ciò avvenga nel rispetto delle reciproche prerogative e dei ruoli che la Costituzione affida a ciascuno. E la Costituzione dice che le Camere sono il centro dell’azione legislativa e il Parlamento l’interlocutore primo e insostituibile del Governo. Una questione di metodo democratico su cui pesa, certamente – continua Casellati –, l’avere gestito tutte le fasi dell’emergenza con un ricorso esagerato a Dpcm, emanati senza preventiva consultazione con un voto del Parlamento. Ma su cui grava, soprattutto, il ricorso troppo frequente a decreti-legge dal contenuto ‘omnibus’, per di più blindati dal Governo con il voto di fiducia, sui quali un ramo del Parlamento finisce per non toccar palla. Così viene meno la democrazia parlamentare, e cioè l’equilibrio tra il principio della sovranità popolare, di cui sono garanti entrambe le Camere, e la responsabilità dell’azione di Governo».

Parole che arrivano all’indomani dell’annuncio di Conte della proroga dello stato di emergenza che il presidente del Consiglio si appresta a chiedere alle Camere nei prossimi giorni.

Non è, però, soltanto una questione di principio ma anche di merito. La presidente del Senato chiede al Governo di intervenire ancora, ad esempio, sulla scuola: «Classi itineranti, orari variabili nel corso della settimana, didattica alternata, ora in presenza, ora a distanza, stanno creando non poche difficoltà. Il Governo – sprona Casellati – si faccia carico delle proprie responsabilità. Non deleghi ai presidi o alle famiglie, con il rischio di creare inaccettabili discriminazioni tra studenti di serie A e studenti di serie B».

Critiche anche al ricorso allo smart working, che la presidente di Palazzo Madama non vede di buon occhio: «Con i figli a casa a giorni alterni, vi è il rischio reale che uno strumento come il telelavoro, diciamolo in italiano, certamente utile nelle fasi più gravi dell’emergenza, si cronicizzi. Questo sarebbe inaccettabile – commenta Casellati – perché il telelavoro è un falso amico che rischia di penalizzare ulteriormente le donne, relegandole ai margini del mercato del lavoro, facendole così tornare indietro di cinquant’anni nel percorso dell’emancipazione femminile».

Infine, l’appello a dare un maggiore impulso all’occupazione: «Abbiamo bisogno subito, adesso, di interventi fiscali, finanziari ed economici importanti. Abbiamo bisogno di mettere soldi in tasca agli italiani. Abbiamo bisogno di lavoro, lavoro, lavoro, non di misure assistenziali o di legislazioni dell’emergenza. Abbiamo bisogno di eliminare la burocrazia – conclude la presidente del Senato – che soffoca gli investimenti e mortifica l’iniziativa di tanti cittadini».



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