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Il licenziamento via WhatsApp è legittimo?

5 Ottobre 2020
Il licenziamento via WhatsApp è legittimo?

Il datore di lavoro può recedere dal rapporto di lavoro comunicando il recesso con ogni mezzo idoneo a pervenire al lavoratore.

Hai ricevuto un messaggio WhatsApp con cui il datore di lavoro ti comunica il licenziamento. Reputi tale modalità di comunicazione del recesso alquanto discutibile. Ti chiedi: il licenziamento via WhatsApp è legittimo? Può apparire strano e inusuale, tuttavia, a causa della grande diffusione della messaggistica istantanea, sono molti i casi in cui il datore di lavoro comunica al lavoratore il licenziamento con strumenti informali come WhatsApp, il messaggio e-mail oppure un sms.

Come vedremo, la giurisprudenza ha mostrato delle aperture nei confronti di tali modalità di comunicazione del recesso dal rapporto di lavoro.

Che cos’è il licenziamento?

Il contratto di lavoro, al pari di ogni altro contratto privato che viene sottoscritto da due o più parti, può essere oggetto di recesso da parte di uno dei contraenti.

Quando si parla di recesso dal contratto ci si riferisce alla decisione di un contraente di porre fine a quel rapporto contrattuale. Nel caso del contratto di lavoro, sia il datore di lavoro che il lavoratore possono decidere di recedere dal contratto, rispettando il periodo di preavviso previsto dal contratto collettivo di lavoro applicabile [1].

Quando è il lavoratore a decidere di porre fine al rapporto contrattuale si parla di dimissioni. Viceversa, quando è il datore di lavoro a comunicare al lavoratore la fine del contratto di lavoro parliamo di licenziamento.

Il licenziamento, al pari di ogni recesso dal contratto, è un atto unilaterale recettizio, cioè, un atto deciso unilateralmente dal datore di lavoro che diventa efficace nel momento in cui entra nella sfera giuridica del destinatario, ossia del lavoratore.

Licenziamento: come deve essere comunicato?

La legge esige che il licenziamento sia comunicato per iscritto attraverso una comunicazione che contenga l’indicazione specifica dei motivi che lo hanno reso necessario [2]. Infatti, nel nostro ordinamento, il datore di lavoro non è libero di licenziare il lavoratore a suo piacimento ma può farlo solo se sussiste una giusta causa o un giustificato motivo [3]. Di tale motivazione il lavoratore deve essere reso edotto attraverso la comunicazione di licenziamento che, come abbiamo detto, deve essere scritta.

È, quindi, radicalmente nullo il licenziamento orale.

Licenziamento: con quale mezzo va comunicato?

Come abbiamo detto, la legge esige che la comunicazione di licenziamento avvenga per iscritto ma non specifica con quale strumento di comunicazione debba essere portato a conoscenza del lavoratore.

Tradizionalmente, lo strumento di invio della lettera di licenziamento più diffuso era la raccomandata postale con ricevuta di ritorno. Infatti, è forte nel licenziamento l’esigenza di avere la certezza della ricezione da parte del lavoratore.

Lo sviluppo delle nuove tecnologie informatiche ha portato alla ribalta nuovi mezzi di comunicazione come, tra gli altri, WhatsApp, Telegram, le e-mail, gli sms e altri strumenti di messaggistica istantanea.

Questi strumenti di comunicazione sono stati talvolta utilizzati anche dal datore di lavoro per comunicare il licenziamento. È sorto, dunque, un dibattito in dottrina sulla legittimità del licenziamento comunicato con tali strumenti “irrituali” di trasmissione.

Licenziamento via WhatsApp: è legittimo?

Con riferimento al licenziamento comunicato tramite WhatsApp al lavoratore è dato rinvenire, allo stato attuale, un solo pronunciamento da parte dei giudici [4].

Nel caso scrutinato dal tribunale di Catania, il licenziamento tramite WhatsApp è stato considerato utilmente comunicato in quanto, secondo il giudice, tale strumento di messaggistica istantanea assolve all’onere della forma scritta e consente anche di verificare, tramite la doppia spunta blu, l’avvenuta ricezione della comunicazione da parte del lavoratore.

Inoltre, nel caso di specie, il lavoratore aveva prontamente impugnato la comunicazione di licenziamento con ciò confermando che la comunicazione tramite WhatsApp aveva un contenuto inequivoco circa la volontà del datore di lavoro di licenziare il dipendente.

Resta inteso che una volta accertata la legittimità dello strumento di comunicazione del licenziamento resta, comunque, da accertare la legittima del licenziamento dal punto di vista sostanziale. Infatti, come abbiamo detto, il licenziamento deve necessariamente fondarsi su una giusta causa o su un giustificato motivo, la sussistenza dei quali deve essere provata dal datore di lavoro nel giudizio di impugnazione del licenziamento.


note

[1] Art. 2118 cod. civ.

[2] Art. 2, L. 604/1966.

[3] Artt. 1 e 3, L. 604/1966.

[4] Tribunale Catania, 27 giugno 2017.


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