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Pensione di vecchiaia: quando si anticipa

4 Ottobre 2020 | Autore:
Pensione di vecchiaia: quando si anticipa

In quali casi l’età pensionabile può essere ridotta: invalidità, lavori gravosi, difesa, sicurezza e soccorso, spettacolo, sportivi, volo, trasporti.

La pensione di vecchiaia è un trattamento di previdenza riconosciuto al perfezionamento di un determinato requisito anagrafico, detto età pensionabile ed al raggiungimento di specifici requisiti di contribuzione.

Presso determinate gestioni previdenziali, oltre ai requisiti di età e contributivi possono essere richiesti ulteriori requisiti amministrativi, come il raggiungimento di un importo minimo dell’assegno pensionistico.

La pensione di vecchiaia ordinaria [1], riconosciuta presso la generalità delle gestioni amministrate dall’Inps (Assicurazione generale obbligatoria, gestioni sostitutive ed esclusive, gestioni speciali dei lavoratori autonomi, gestione Separata…), è normalmente liquidata con un minimo di 20 anni di contributi e di 67 anni di età, oltre a un assegno minimo pari ad almeno 1,5 volte l’assegno sociale, per i lavoratori il cui trattamento si calcola col sistema integralmente contributivo.

Alcune categorie di lavoratori possono però ottenere il trattamento con un’età pensionabile inferiore. Ma la pensione di vecchiaia quando si anticipa?

Presso la generalità delle gestioni Inps, gli addetti ai lavori gravosi possono ottenere, se in possesso di almeno 30 anni di contributi, la pensione di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi.

Per i lavoratori dipendenti iscritti presso L’Assicurazione generale obbligatoria Inps e presso alcuni fondi sostitutivi, è possibile ottenere la pensione di vecchiaia con un minimo di 61 anni (56 anni per le donne), se in possesso di un’invalidità pensionabile riconosciuta in misura almeno pari all’80%.

Trattamenti di vecchiaia agevolati, con un’età pensionabile inferiore a 67 anni, possono poi essere liquidati da particolari fondi, come il Fondo lavoratori dello spettacolo e sportivi professionisti, il Fondo Volo ed il Fondo trasporti. Età pensionabile più bassa anche per gli appartenenti al Comparto difesa, sicurezza e soccorso.

Adeguamento periodico dell’età pensionabile

Sia in relazione all’età pensionabile ordinaria, che a quella agevolata, sono comunque applicati periodicamente degli adeguamenti alla speranza di vita media [2]: gli adeguamenti, per la precisione, sono applicati ogni biennio, in base agli incrementi alla speranza di vita riscontrati dall’Ista confrontando il biennio precedente a quello di riferimento col biennio ancora precedente.

La mancata applicazione degli adeguamenti alla speranza di vita per il trattamento di vecchiaia è prevista soltanto in merito ai lavoratori per i quali, al raggiungimento di un determinato limite di età, venga meno l’abilità allo svolgimento della specifica attività lavorativa.

In base alle indicazioni del decreto direttoriale del ministero dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, del 5 novembre 2019 [3], le età pensionabili previste per i vari trattamenti di vecchiaia Inps rimarranno comunque le stesse sino al 31 dicembre 2022

Pensione di vecchiaia anticipata per addetti ai lavori gravosi

Gli addetti ai lavori gravosi sono coloro che svolgono un’attività lavorativa particolarmente difficoltosa o rischiosa, facente parte dell’elenco di professioni di seguito indicato:

  • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
  • conduttori di gru e di apparecchi di sollevamento, conduttori di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
  • conciatori di pelli e di pellicce;
  • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
  • conduttori di mezzi pesanti e camion;
  • professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
  • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
  • insegnanti di scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido;
  • facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
  • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia di uffici ed esercizi commerciali, nei servizi di alloggio e nelle navi;
  • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti;
  • operai agricoli specializzati;
  • operai specializzati della zootecnica;
  • operai agricoli non specializzati;
  • operai non qualificati nell’agricoltura e nella manutenzione del verde;
  • operai non qualificati addetti alle foreste, alla cura degli animali, alla pesca e alla caccia;
  • pescatori della pesca costiera, in acque interne, in alto mare, dipendenti o soci di cooperative;
  • operai siderurgici di prima e seconda fusione;
  • lavoratori marittimi imbarcati a bordo;
  • personale viaggiante dei trasporti marini ed acque interne.

Gli addetti ai lavori gravosi hanno diritto alla pensione con un requisito di età agevolato rispetto all’età pensionabile ordinaria, pari a 66 anni e 7 mesi anziché 67: in pratica, questi lavoratori possono ottenere la pensione di vecchiaia senza l’applicazione dell’ultimo adeguamento alla speranza di vita, pari a 5 mesi, che è operativo dal 1° gennaio 2019 e lo resterà sino al 31 dicembre 2022.

Per beneficiare dell’età pensionabile agevolata, gli appartenenti alla categoria degli addetti ai lavori faticosi devono però:

  • possedere almeno 30 anni di contributi;
  • non essere già beneficiari dell’Ape sociale;
  • risultare addetti alle mansioni gravose per almeno 7 anni nell’ultimo decennio, o 6 anni nell’ultimo settennio

Pensione di vecchiaia anticipata per invalidità

La pensione di vecchiaia anticipata per invalidi in misura almeno pari all’80% [4] è un trattamento di vecchiaia che può essere conseguito con un requisito di età fortemente ridotto rispetto a quello previsto per la pensione di vecchiaia ordinaria.

Questa pensione di vecchiaia agevolata può essere ottenuta, nel dettaglio, con un requisito minimo di età pari a 61 anni per gli uomini ed a 56 anni per le donne, con almeno 20 anni di contributi.

La possibilità di ottenere la pensione di vecchiaia anticipata per invalidità è prevista soltanto per i lavoratori dipendenti del settore privato, iscritti cioè all’Assicurazione generale obbligatoria Inps o ai fondi di previdenza sostitutivi, in possesso di contribuzione al 31 dicembre 1995: non possono ottenere questa pensione i lavoratori autonomi, parasubordinati o i dipendenti pubblici.

Per ottenere il trattamento anticipato, è necessario il possesso di un’invalidità pensionabile (non dell’invalidità civile) in misura almeno pari all’80%.

Pensione di vecchiaia anticipata per non vedenti

I lavoratori divenuti non vedenti (ciechi assoluti o con residuo visivo inferiore a 1/10) prima dell’inizio del rapporto assicurativo con l’Inps, cioè in data antecedente all’inizio della prima attività lavorativa, hanno il diritto di ottenere la pensione di vecchiaia, sino al 31 dicembre 2022:

  • con un minimo di 51 anni di età, più 12 mesi di finestra, e 10 anni di contributi, se donne;
  • con un minimo di 56 anni di età, più 12 mesi di finestra, e 10 anni di contributi, se uomini.

Lo stesso beneficio è concesso ai lavoratori divenuti ciechi dopo il versamento del primo contributo all’Inps, che possono far valere almeno 10 anni di contributi, successivi all’insorgere della cecità.

Per i lavoratori autonomi (o con contribuzione mista, da lavoro subordinato e autonomo), sono richiesti 5 anni di età in più, e la finestra di attesa è pari a 18 mesi; questi lavoratori ottengono dunque la pensione di vecchiaia:

  • con un minimo di 56 anni di età, più 18 mesi di finestra, e 10 anni di contributi, se donne;
  • con un minimo di 61 anni di età, più 18 mesi di finestra, e 10 anni di contributi, se uomini.

Per tutti i lavoratori non vedenti che si trovano in condizioni differenti, o con meno di 10 anni di contributi versati dall’insorgere dello stato di cecità, restano fermi i requisiti per la pensione di vecchiaia richiesti nel 1992 dal decreto Amato [4]:

  • 61 anni di età per gli uomini, con una finestra di 12 mesi (66 anni se lavoratori autonomi, con una finestra di 18 mesi);
  • 56 anni di età per le donne, con una finestra di 12 mesi (61 anni se lavoratrici autonome, con una finestra di 18 mesi);
  • almeno 15 anni di contributi.

Anche in questo caso, le agevolazioni non sono fruibili dagli iscritti presso le gestioni dei dipendenti pubblici.

Pensione di vecchiaia anticipata difesa, sicurezza e soccorso

Gli appartenenti al Comparto difesa, sicurezza e soccorso, rispetto alla generalità dei dipendenti, godono di numerose agevolazioni previdenziali, sia sotto forma di riduzione dell’età pensionabile, che di maggiorazioni relative al servizio svolto.

Per quanto riguarda l’età per la pensione di vecchiaia, questa è pari a:

  • 61 anni per colonnelli, ufficiali, marescialli e sergenti, truppa, primo dirigente, vicequestore aggiunto/commissario, ispettore/sovrintendente/ caporeparto, agenti/ vigili; sono poi necessari 20 anni di contributi ed una finestra pari a 12 mesi;
  • 66 anni per gli appartenenti al Corpo Forestale; sono poi necessari 20 anni di contributi ed una finestra pari a 12 mesi; sono esclusi i lavoratori con le qualifiche di marescialli e sergenti, truppa, ispettore/sovrintendente/ caporeparto, agenti/ vigili;
  • 66 anni per i Vigili del Fuoco; sono poi necessari 20 anni di contributi ed una finestra pari a 12 mesi; sono esclusi i lavoratori con le qualifiche di marescialli e sergenti, truppa, ispettore/sovrintendente/ caporeparto, agenti/ vigili;
  • 66 anni per i lavoratori con la qualifica di generale di corpo d’armata, generale di divisione, dirigente generale, della Guardia di Finanza, della Polizia di Stato o della Polizia Penitenziaria; sono poi necessari 20 anni di contributi ed una finestra pari a 12 mesi;
  • 61 anni per i lavoratori delle Forze Armate con qualifica di generale di brigata/ dirigente superiore; sono poi necessari 20 anni di contributi ed una finestra pari a 12 mesi;
  • 64 anni per i lavoratori della Guardia di Finanza, della Polizia di Stato o della Polizia Penitenziaria, con qualifica di generale di brigata/ dirigente superiore; sono poi necessari 20 anni di contributi ed una finestra pari a 12 mesi;
  • 62 anni per i lavoratori delle Forze Armate con qualifica di generale di divisione; sono poi necessari 20 anni di contributi ed una finestra pari a 12 mesi.

Gli appartenenti al comparto Difesa, sicurezza e soccorso hanno inoltre diritto alla pensione di vecchiaia con requisiti anagrafici ulteriormente ridotti, qualora possiedano 35 anni di contributi. Nel dettaglio, l’età pensionabile è pari a:

  • 65 anni, con qualifica di dirigente generale o assimilabile;
  • 63 anni, con qualifica di dirigente superiore o assimilabile;
  • 60 anni, per le qualifiche inferiori.

Si applica una finestra di attesa pari a 12 mesi.

Pensione di vecchiaia anticipata Fondo volo

Per i lavoratori iscritti al Fondo volo, in possesso di versamenti al 31 dicembre 1995, la pensione di vecchiaia può essere conseguita a soli 62 anni. Sono inoltre necessari:

  • un’anzianità contributiva minima pari a 20 anni (in altri termini, la data d’iscrizione al Fondo volo deve risalire ad almeno 20 anni prima della domanda);
  • 15 anni di versamenti obbligatori o volontari al Fondo.

Per i lavoratori iscritti al Fondo volo, ma non in possesso di versamenti al 31 dicembre 1995, la pensione di vecchiaia può essere conseguita con un’agevolazione. Nello specifico, è possibile togliere, dall’età pensionabile ordinaria, un anno ogni cinque anni interi di lavoro svolto con obbligo di iscrizione al Fondo, fino a un massimo di 5 anni.

L’età anagrafica minima richiesta nel Fondo è quindi pari a 62 anni, con almeno 25 anni di lavoro; la pensione di vecchiaia agevolata è però liquidata a condizione che l’importo del trattamento risulti essere non inferiore a 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale.

Inoltre, il coefficiente di trasformazione per il calcolo della pensione è elevato di un anno ogni cinque anni interi di lavoro svolto con obbligo di iscrizione al Fondo

Pensione di vecchiaia anticipata spettacolo e sport

L’età pensionabile è ridotta per determinate categorie di lavoratori assicurati presso il Fondo pensione lavoratori dello spettacolo (Fpls) o il Fondo pensione sportivi professionisti (Fpsp):

  • lavoratori gruppo ballo: 47 anni;
  • gruppo cantanti, artisti lirici e orchestrali: 62 anni per gli uomini, 61 anni per le donne; nel 2022, il requisito per uomini e donne è pari a 62 anni;
  • gruppo attori, conduttori, direttori d’orchestra, figurazione e moda: 65 anni per gli uomini, 64 anni per le donne; nel 2022, il requisito per uomini e donne è pari a 65 anni;
  • gruppo sportivi professionisti: 54 anni per gli uomini, 53 anni per le donne; nel 2022, il requisito per uomini e donne è pari a 54 anni.

note

[1] Art.24 co.6 D.L. 201/2011.

[2] Art. 12, co. 12-bis, D.L. 78/2010.

[3] Circ. Inps 19/2020.

[4] Art. 1, Co. 1 e 8 D.lgs. 503/1992.


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