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Poteri amministratore condominio: ultime sentenze

29 Settembre 2022
Poteri amministratore condominio: ultime sentenze

I poteri rappresentativi e le decisioni in materia di amministrazione straordinaria.

Poteri dell”amministratore 

L’istituto della ‘prorogatio imperi’ dell’amministratore condominiale opera in tutti i casi in cui il condominio rimanga privo di amministratore e pertanto non solo nei casi di scadenza del termine di cui all’ art. 1129, comma 2, c.c. o di dimissioni, ma anche nel caso di revoca o di annullamento per illegittimità della delibera di nomina. Ne consegue che l’amministratore, anche se la sua nomina sia stata dichiarata invalida, continua ad esercitare legittimamente, fino all’avvenuta sostituzione, i poteri di rappresentanza dell’ente di gestione.

Tribunale Torre Annunziata sez. I, 06/05/2022, n.986

Responsabilità personale per il debito condominiale verso il terzo creditore del condominio

L’art. 63 disp. att. c.c. attribuisce all’amministratore compiti, poteri e doveri quale rappresentante dei partecipanti al condominio, alla tutela dei cui interessi di gruppo egli deve indirizzare la sua attività.

La violazione di siffatti doveri, funzionali alla cura degli interessi della compagine condominiale, si esaurisce dunque nel rapporto con il condominio, al di fuori del quale è il condominio, munito di autonoma soggettività, a rispondere per il fatto dell’amministratore nei confronti dei terzi rimasti danneggiati, compreso tra questi il singolo partecipante distinto dal gruppo. Né può ricavarsi dalla regola di cui all’art. 63 disp. att. c.c. una diretta responsabilità dell’amministratore, nei confronti del terzo creditore, per il mancato adempimento dell’obbligo di comunicazione dei dati personali dei condomini.

Per quanto la indicata norma individui espressamente nell’amministratore il soggetto tenuto alla comunicazione dai dati condominiali nei confronti dei creditori insoddisfatti, deve infatti escludersi che ciò esponga l’amministratore, verso il terzo creditore del condominio, a responsabilità personale per il debito condominiale.

L’obbligazione imposta dall’art. 63 cit. a carico dell’amministratore si colloca, pur sempre, nell’ambito del rapporto contrattuale di mandato che lega l’amministratore stesso al Condominio, in forza del quale soltanto egli è in possesso dei dati dei condomini morosi.

Corte appello Palermo sez. II, 23/12/2021, n.2047

Limiti al potere rappresentativo dell’amministratore di condominio

I poteri rappresentativi dell’amministratore del condominio, di cui all’art. 1131 c.c., comporta che sia legittimato a rappresentare il condominio per la tutela delle parti comuni e non già a rappresentare i singoli condomini, in relazione alle parti di proprietà esclusiva, con la conseguenza che, in difetto di apposito mandato rappresentativo dei singoli condomini, i limiti posti dall’art. 1130 c.c., non consentono all’amministratore di promuovere azioni per la tutela di posizioni soggettive che sono di pertinenza dei singoli condòmini

Comm. trib. prov.le Napoli sez. XXVI, 30/09/2021, n.10378

Amministratore della comunione

L’amministratore della comunione non può agire in giudizio in rappresentanza dei partecipanti contro uno dei comunisti, se tale potere non gli sia stato attribuito nella delega di cui al secondo comma dell’articolo 1106 del codice civile, non essendo applicabile analogicamente – per la presenza della disposizione citata, che prevede la determinazione dei poteri delegati – la regola contenuta nel primo comma dell’articolo 1131 del Cc, la quale attribuisce all’amministratore del condominio il potere di agire in giudizio sia contro i condomini che contro terzi. La investitura, in capo all’amministratore, del potere di rappresentanza processuale della comunione, peraltro, non richiede che il verbale dell’assembla che gliel’abbia conferita sia sottoscritto individualmente dai singoli condomini. Invero, tale requisito è necessario qualora in un verbale di assemblea condominiale si conferisca all’amministratore l’espresso specifico mandato di stare in giudizio in nome e per conto di alcuni o di tutti i condomini per far valere nel loro rispettivo interesse una pretesa assegnata alla loro sfera giuridica, e non qualora il mandato riguardi la lite nell’interesse della comunità nel suo complesso.

Cassazione civile sez. II, 15/07/2021, n.20230

Impugnazione delle delibere condominiali

L’amministratore di condominio può resistere all’impugnazione della delibera assembleare, senza necessità di autorizzazione o ratifica dell’assemblea, tenuto conto dei poteri demandatigli dall’art. 1131 c.c., giacché l’esecuzione e la difesa delle deliberazioni assembleari rientra fra le attribuzioni proprie dello stesso amministratore.

Corte appello Bari sez. III, 24/06/2021, n.1217

Appalto a terzi di lavori su parti comuni dell’edificio condominiale e obbligo di custodia del condominio

L’obbligo di custodia del condominio e i corrispondenti poteri dell’amministratore non vengono meno nemmeno allorquando siano appaltati a terzi lavori riguardanti le parti comuni dell’edificio condominiale, di norma ricorrendo in tal caso l’ipotesi della concustodia, sicché il Condominio e l’amministratore sono responsabili del danno alla persona patito da uno dei condomini o da un terzo derivante dalla cosa in custodia anche laddove trattisi di insidia creata dall’impresa appaltatrice (ad esempio, dei lavori di manutenzione della cosa condominiale), sempre che l’assemblea non ne affidi in tal caso ad altri la custodia (o la concustodia) ovvero che l’appaltatore non risulti posto in condizione di esclusivo custode, nel qual caso dell’eventuale danno a terzi (e ai condomini) è solo quest’ultimo a rispondere.

Cassazione civile sez. III, 19/05/2021, n.13595

Poteri dell’amministratore di condominio

In base al disposto degli artt. 1130 e 1131 cod. civ., l’amministratore del condominio è legittimato ad agire in giudizio per l’esecuzione di una deliberazione assembleare o per resistere all’impugnazione della delibera stessa da parte del condomino senza necessità di una specifica autorizzazione assembleare, trattandosi di una controversia che rientra nelle sue normali attribuzioni, con la conseguenza che egli neppure deve premunirsi di alcuna autorizzazione dell’assemblea per proporre le impugnazioni nel caso di soccombenza del condominio.

Tribunale Cosenza sez. I, 26/04/2021, n.938

Amministratore del condominio: poteri e attribuzioni

L’amministratore del condominio, potendo essere convenuto nei giudizi relativi alle parti comuni, è tenuto a dare senza indugio notizia alla assemblea della citazione e del provvedimento che esorbiti dai suoi poteri, ai sensi dell’art. 1131, commi 2 e 3, c.c.; egli può costituirsi in giudizio e impugnare la sentenza sfavorevole senza la preventiva autorizzazione dell’assemblea, ma deve, in tale ipotesi, ottenere la necessaria ratifica del suo operato da parte dell’assemblea stessa, per evitare la pronuncia di inammissibilità dell’atto di costituzione ovvero di impugnazione.

Corte appello Napoli sez. II, 08/03/2021, n.831

Osservanza del regolamento da parte dei condomini proprietari e conduttori

In tema di condomino, all’amministratore va riconosciuto, tra le altre sue varie attribuzioni, il potere-dovere di curare l’osservanza del regolamento, ai sensi dell’articolo 1130, comma 1, n. 1, del codice civile, non soltanto sollecitando direttamente i condòmini al rispetto dello stesso, ma anche, se necessario, promovendo una lite al fine di ottenere tale rispetto per via giudiziale, anche senza previa delibera assembleare, in applicazione del disposto degli articoli 1130 e 1131 del codice civile.

Inoltre, poiché il regolamento condominiale vincola tutti i condòmini ed è obbligatorio anche per il conduttore, l’azione ben può essere rivolta direttamente contro quest’ultimo, in litisconsorzio necessario con il proprietario, nell’ipotesi in cui la violazione contestata sia imputabile proprio al conduttore.

Tribunale Roma sez. V, 13/01/2021, n.556

Domanda di usucapione nell’interesse del condominio

In tema di condominio negli edifici, la proposizione di una domanda diretta alla estensione della proprietà comune mediante declaratoria di appartenenza al condominio di un’area adiacente al fabbricato condominiale, siccome acquistata per usucapione, implicando non solo l’accrescimento del diritto di comproprietà, ma anche la proporzionale assunzione degli obblighi e degli oneri ad esso correlati, esorbita dai poteri deliberativi dell’assemblea e dai poteri di rappresentanza dell’amministratore, il quale può esercitare la relativa azione solo in virtù di un mandato speciale rilasciato da ciascun condomino.

Cassazione civile sez. II, 09/11/2020, n.25014

Rappresentanza giudiziale del condominio

L’amministratore di condominio può resistere all’impugnazione della delibera assembleare riguardante parti comuni e può gravare la relativa decisione del giudice, senza necessità di autorizzazione o ratifica dell’assemblea, tenuto conto dei poteri demandatigli dall’art. 1131 c.c., giacché l’esecuzione e la difesa delle deliberazioni assembleari rientra fra le attribuzioni proprie dello stesso amministratore.

Cassazione civile sez. II, 27/10/2020, n.23550

Contratto di affidamento in appalto di lavori da eseguirsi nell’interesse del condominio

L’amministratore che stipuli un contratto di affidamento in appalto di lavori da eseguirsi nell’interesse del condominio può assumere, ove la delibera assembleare gli riconosca autonomia di azione e concreti poteri decisionali, la posizione di “committente”, come tale tenuto all’osservanza degli obblighi di verifica della idoneità tecnico professionale della impresa appaltatrice, di informazione sui rischi specifici esistenti nell’ambiente di lavoro e di cooperazione e coordinamento nella attuazione delle misure di prevenzione e protezione.

(Fattispecie relativa al decesso di una dipendente della ditta affidataria di lavori di pulizia all’interno di un condominio, nella quale la Corte ha annullato la sentenza che aveva affermato la responsabilità dell’amministratore quale “committente” dei lavori, omettendo di verificare se con la delibera assembleare gli fosse stato effettivamente conferito il potere di verificare l’idoneità tecnico-professionale della ditta e di effettuare una disamina del documento di valutazione dei rischi).

Cassazione penale sez. IV, 20/10/2020, n.10136

Azione volta alla determinazione giudiziale di tabelle millesimali di ripartizione delle spese

In tema di condominio, l’amministratore è passivamente legittimato, ai sensi dell’articolo 1131, comma 2, del Cc, rispetto a ogni azione volta alla determinazione giudiziale di tabelle millesimali che ripartiscano le spese in applicazione aritmetica dei criteri legali giacché, rientrando l’approvazione di tali tabelle nella competenza gestoria dell’assemblea, si è in presenza di controversia riconducibile alle attribuzioni riconosciute allo stesso amministratore dall’articolo 1130 del Cc e ai correlati poteri rappresentativi processuali, senza alcuna necessità di litisconsorzio di tutti i condomini.

Corte appello Genova, 09/04/2020, n.361

Potere di rappresentanza ex mandato

Il potere di rappresentanza ex mandato che lega l’amministratore al condominio è contenuto nei limiti delle attribuzioni indicate dall’art. 1130 c.c., limiti che possono essere superati solo se il regolamento di condominio o l’assemblea gli conferiscano maggiori poteri.

Non rientra allora tra le attribuzioni dell’amministratore del condominio, quale organo di rappresentanza dell’ente di gestione deputato all’ordinaria amministrazione dei beni comuni, il potere di effettuare una ricognizione di debito che inevitabilmente si riflette sulla sfera giuridico-patrimoniale dei singoli condomini, senza apposita autorizzazione assembleare, mancante nel in esame. E la circostanza che l’assemblea abbia anche conferito mandato al nuovo amministratore di revisionare la contabilità redatta dal precedente amministratore non può in alcun modo essere interpretata alla stregua di un mandato a riconoscere l’altrui credito ma solo di valutare la correttezza dell’operato del precedente mandatario, da sottoporre all’esame dell’assemblea.

Tribunale Roma sez. V, 26/03/2019, n.6356

Poteri dell’amministratore e dell’assemblea

Il principio secondo cui l’atto compiuto, benché irregolarmente, dall’organo di una società resta valido nei confronti dei terzi che abbiano ragionevolmente fatto affidamento sull’operato e sui poteri dello stesso, non trova applicazione in materia di condominio di edifici con riguardo a prestazioni relative ad opere di manutenzione straordinaria eseguite da terzi su disposizione dell’amministratore senza previa delibera dell’assemblea di condomini, atteso che i rispettivi poteri dell’amministratore e dell’assemblea sono delineati con precisione dagli artt. 1130 e 1135 c.c., limitando le attribuzioni dell’amministratore all’ordinaria amministrazione e riservando all’assemblea dei condomini le decisioni in materia di amministrazione straordinaria.

Cassazione civile sez. VI, 16/11/2017, n.27235

L’iniziativa contrattuale dell’amministratore condominiale

L’iniziativa contrattuale dell’amministratore che, senza previa approvazione o successiva ratifica dell’assemblea, disponga l’esecuzione di lavori di manutenzione straordinaria dell’edificio condominiale e conferisca altresì ad un professionista legale l’incarico di assistenza per la redazione del relativo contratto di appalto, non determina l’insorgenza di alcun obbligo di contribuzione dei condomini al riguardo, non trovando applicazione il principio secondo cui l’atto compiuto, benché irregolarmente, dall’organo di una società resta valido nei confronti dei terzi che abbiano ragionevolmente fatto affidamento sull’operato e sui poteri dello stesso, giacché i poteri dell’amministratore del condominio e dell’assemblea sono delineati con precisione dagli artt. 1130 e 1335 c.c., che limitano le attribuzioni del primo all’ordinaria amministrazione, mentre riservano alla seconda le decisioni in materia di amministrazione straordinaria; né il terzo può invocare l’eventuale carattere urgente della prestazione commissionatagli dall’amministratore, valendo tale presupposto a fondare, ex art. 1135, ultimo comma, c.c., il diritto dell’amministratore al rimborso selle spese nell’ambito interno al rapporto di mandato.

(Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito, che aveva ritenuto inopponibile al condominio il contratto con cui l’amministratore aveva autonomamente conferito ad un legale il compito di assistenza nella redazione di un contratto di appalto per lavori di manutenzione straordinaria, dell’importo di oltre duecentomila euro, determinati da un’ordinanza comunale impositiva di lavori urgenti alla facciata dell’edificio).

Cassazione civile sez. VI, 17/08/2017, n.20136

Spese effettuate dall’amministratore di condominio

L’assemblea di condominio può ratificare le spese ordinarie e straordinarie effettuate dall’amministratore senza preventiva autorizzazione, anche se prive dei connotati di indifferibilità e urgenza, purché non voluttuarie o gravose, e, di conseguenza, approvarle, surrogando in tal modo la mancanza di una preventiva di delibera di esecuzione.

Restano, invece, irripetibili le sole, suddette spese voluttuarie o gravose, non trovando applicazione il principio secondo cui l’atto compiuto, benché irregolarmente, dall’organo di una società resta valido nei confronti dei terzi che abbiano ragionevolmente fatto affidamento sull’operato e sui poteri dello stesso, giacché i poteri dell’amministratore del condominio e dell’assemblea sono delineati con precisione dagli art. 1130 e 1335 c.c., che limitano le attribuzioni del primo all’ordinaria amministrazione, mentre riservano alla seconda le decisioni in materia di amministrazione straordinaria.

Tribunale Roma sez. V, 02/01/2020, n.1

Domanda di estensione della proprietà comune 

La domanda ex art. 1158 c.c., volta ad estendere la proprietà comune mediante declaratoria di appartenenza di un ulteriore bene alle parti comuni, esorbita dai poteri rappresentativi e di rappresentanza dell’amministratore in quanto tale, il quale può esercitare la relativa azione solo in virtù di un mandato speciale rilasciato da ciascun condomino.

Tribunale Roma sez. V, 09/04/2019, n.7647

Obbligo contributivo del condomino: quando nasce?

Al fine di stabilire il momento in cui sorge l’obbligo contributivo, rileva la diversa origine della spesa condominiale. Occorre, infatti, distingue i costi necessari alla manutenzione ordinaria da quelli attinenti ad interventi comportanti innovazioni o di straordinaria amministrazione. Nella prima ipotesi, l’insorgenza dell’obbligazione deve essere individuata con il compimento effettivo dell’attività gestionale di manutenzione e conservazione delle parti comuni o di prestazione dei servizi, sul presupposto che l’erogazione delle spese non richiede la preventiva approvazione dell’assemblea condominiale, trattandosi di esborsi prevedibili e rientranti nei poteri dell’amministratore; nella seconda, ipotesi, invece, l’obbligo in capo ai condomini è conseguenza diretta della delibera assembleare avente natura costitutiva.

Tribunale Cagliari, 05/11/2018, n.2774

Rinnovo tacito dell’incarico dell’amministratore

In tema di durata dell’incarico dell’amministratore, il riformato art. 1129 c.c. va interpretato nel senso che dopo il primo incarico annuale segua “ex lege” – in assenza di revoca o dimissioni – un solo rinnovo tacito di un anno con pienezza di poteri e, per il periodo successivo, la limitazione dei poteri dell’amministratore (cessato ma in regime di prorogatio imperii) al compimento delle sole attività urgenti, al fine di evitare pregiudizi alle cose comuni.

Tribunale Brescia, 15/04/2016

Poteri rappresentativi passivi dell’amministratore

Ai sensi dell’art. 1131 c.c. ogni questione relativa ai singoli obblighi di contribuzione alle spese dei condomini, è fuori dai poteri rappresentativi passivi dell’amministratore che, dunque, non ha la rappresentanza del singolo condomino o del gruppo di condomini, nelle azioni proposte contro essi per il recupero della spese condominiali.

(Nella specie l’amministratore della scala A di un condominio aveva agito – in via monitoria – per il pagamento di contributi condominiali dovuti da ciascuno dei condomini della scala B (per il rifacimento del solaio dell’androne di ingresso) nei confronti dell’amministratore della scala B. In applicazione del principio di cui sopra la S.C. ha affermato che l’amministratore della scala B era del tutto carente di legittimazione passiva, per cui la causa non poteva essere promossa contro di lui, ma unicamente contro i singoli condomini).

Cassazione civile sez. II, 17/06/2014, n.13777

Poteri di rappresentanza dell’amministratore

In tema di condominio negli edifici, la proposizione di una domanda diretta non alla difesa della proprietà comune, ma alla sua estensione mediante declaratoria di appartenenza al condominio di un’area adiacente al fabbricato condominiale, siccome acquistata per usucapione, implicando non solo l’accrescimento del diritto di comproprietà, ma anche la proporzionale assunzione degli obblighi e degli oneri ad esso correlati, esorbita dai poteri deliberativi dell’assemblea e dai poteri di rappresentanza dell’amministratore, il quale può esercitare la relativa azione solo in virtù di un mandato speciale rilasciato da ciascun condomino.

Cassazione civile sez. II, 24/09/2013, n.21826

La perpetuatio dei poteri dell’amministratore di condominio uscente

La “perpetuatio” di poteri in capo all’amministratore di condominio uscente, dopo la cessazione della carica per scadenza del termine di cui all’art. 1129 c.c. o per dimissioni, fondandosi su una presunzione di conformità di una siffatta “perpetuatio” all’interesse ed alla volontà dei condomini, non trova applicazione quando risulti, viceversa, una volontà di questi ultimi, espressa con delibera dell’assemblea condominiale, contraria alla conservazione dei poteri di gestione da parte dell’amministratore cessato dall’incarico.

Cassazione civile sez. II, 17/05/2018, n.12120

Lavori di straordinaria amministrazione: quando il potere decisionale spetta all’amministratore?

In materia di lavori di straordinaria amministrazione, disposti dall’amministratore di condominio in assenza di previa delibera assembleare, non è configurabile alcun diritto di rivalsa o di regresso del condominio, atteso che i rispettivi poteri dell’amministratore e dell’assemblea sono delineati con precisione dalle disposizioni del codice civile, che limitano le attribuzioni dell’amministratore all’ordinaria manutenzione e riservano all’assemblea dei condomini le decisioni in materia di amministrazione straordinaria, con la sola eccezione dei lavori di carattere urgente.

Di conseguenza, nel caso in cui l’amministratore, avvalendosi dei poteri di cui all’art. 1135, comma 2, c.c. abbia assunto l’iniziativa di compiere opere di manutenzione straordinaria caratterizzate dall’urgenza, ove questa effettivamente ricorra ed egli abbia speso, nei confronti dei terzi, il nome del condominio, quest’ultimo deve ritenersi validamente rappresentato e l’obbligazione è direttamente riferibile al condominio. Laddove, invece, i lavori eseguiti da terzi su disposizione dell’amministratore non posseggano il requisito dell’urgenza, il relativo rapporto obbligatorio non è riferibile al condominio, trattandosi di atto posto in essere dall’amministratore al di fuori delle sue attribuzioni, attesa la rilevanza esterna delle disposizioni di cui agli art. 1130 e 1135, comma 2, c.c.

Cassazione civile sez. II, 02/02/2017, n.2807



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8 Commenti

  1. Ho chiesto all’amministratore di visionare fatture, contabilità, pezze d’appoggio, bilanci, verbali di assemblea, atti giudiziali e qualsiasi altro documento inerente l’amministrazione. Il capo condomino può rifiutarsi? Come devo procedere?

    1. Ogni condomino ha il diritto, in ogni momento, di domandare all’amministratore di prendere visione ed estrarre copia dei documenti condominiali, senza dover per forza giustificare la propria richiesta. Può essere quindi per esercitare un controllo o per semplice curiosità. Tale diritto di accesso, tuttavia, non deve costituire un ostacolo per l’attività del capo condomino o essere esercitato con modalità contrarie alla buona fede. Lo ha chiarito di recente la Corte di Cassazione. Pertanto, l’eventuale rifiuto dell’amministratore di produrre la documentazione per impegni personali (si pensi un motivo di salute) o professionali (si pensi alla partecipazione a una serie di riunioni di condominio) non può essere considerato come un inadempimento, ma va valutato alla luce delle giustificazioni addotte. La richiesta va inoltrata all’amministratore in forma orale o scritta. La lettera non deve necessariamente essere spedita con raccomandata almeno in una prima fase collaborativa. Tuttavia, se l’amministratore non dovesse rispondere o dovesse negare l’accesso sarà meglio diffidarlo utilizzando uno strumento che garantisca la prova del ricevimento della comunicazione, quale appunto la raccomandata. È preferibile e più facile adottare la Pec, la posta elettronica certificata, di cui l’amministratore deve essere obbligatoriamente dotato. Dinanzi alla sua inerzia si potrà agire in tribunale, con un ricorso in via d’urgenza (ex articolo 700 del Codice di procedura civile) per ottenere l’esibizione delle carte. Con una copia della diffida inviata all’amministratore, ci si può recare in banca per chiedere gli estratti del conto corrente condominiale.

  2. Il mio condominio non ha pagato un fornitore il quale ha così notificato un decreto ingiuntivo. Ricevuto l’atto giudiziale, l’amministratore ha valutato la possibilità di una convocazione urgente all’assemblea per valutare le possibili soluzioni, ma non essendoci i tempi sufficienti ha preferito incaricare un avvocato affinché presentasse opposizione. alcuni dei proprietari si sono opposti, sostenendo che non rientrerebbe nei poteri del capo condomino agire di sua spontanea iniziativa, senza cioè chiedere prima il parere dei proprietari. In caso di opposizione a decreto ingiuntivo, il mandato all’amministratore di condominio è necessario oppure no?

    1. Secondo una recente sentenza della Corte di Appello di Milano, l’amministratore ha l’autonomia, una volta ricevuta la notifica di un decreto ingiuntivo, di nominare un avvocato di propria fiducia e incaricarlo di svolgere l’opposizione. A tal fine non necessita della previa autorizzazione dell’assemblea solo nel caso in cui la vertenza del decreto ingiuntivo rientri tra le sue attribuzioni di competenza elencate dalla legge. Tra queste vi è infatti il pagamento dei fornitori. Sempre negli stessi termini e limiti, l’amministratore ha altresì il potere di proporre appello contro l’eventuale sentenza sfavorevole di primo grado che rigetti l’opposizione del condominio. Si pensi al caso in cui il condominio non paghi una fattura di un creditore, per un’obbligazione assunta dallo stesso amministratore per conto dei condòmini, oppure per dare esecuzione a una delibera assembleare ai fini della manutenzione delle parti comuni o l’esercizio dei servizi condominiali. Secondo del resto la Cassazione, la legittimazione dell’amministratore ha portata generale, in quanto estesa a ogni interesse condominiale.

  3. Sono in forte contrasto con l’amministratore del mio condominio. Ne vorrei l’immediato allontanamento, ma alcuni condomini non sono d’accordo mentre altri sono semplicemente indifferenti alle questioni interne alla gestione. Qual è la maggioranza per la revoca dell’amministratore di condominio?

    1. In merito alla maggioranza assembleare necessaria per la conferma dell’amministratore di condominio si è creato un interessante dibattito in giurisprudenza. La ragione di tale confusione è molto semplice: non esiste, all’interno del codice civile, una norma che preveda espressamente con quale maggioranza l’assemblea deve deliberare la conferma dell’amministratore già in carica. La legge si limita ad affermare che le deliberazioni che concernono la nomina e la revoca dell’amministratore sono valide se approvate con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell’edificio. Ebbene, se la legge definisce la maggioranza assembleare necessaria per la nomina e la revoca, nulla dice in merito alla conferma dell’amministratore di condominio. È in questo vuoto normativo che si inseriscono le diverse teorie avallate dalla giurisprudenza.

  4. Buondì, vorrei diventare amministratore di condominio. Potete spiegarmi, quali sono i requisiti per la nomina di amministratore di condominio?

    1. I requisiti prescritti dalla legge per potere essere nominato amministratore di condominio, nell’ipotesi di una persona fisica, sono:
      il godimento dei diritti civili;
      non essere stato condannato per delitti contro la Pubblica Amministrazione, l’amministrazione della giustizia, la fede pubblica, il patrimonio ovvero per ogni altro delitto non colposo per il quale la legge commina la pena della reclusione non inferiore, nel minimo, a due anni e, nel massimo, a cinque anni;
      non essere stato sottoposto a misure di prevenzione (si pensi all’obbligo di firma o di soggiorno) divenute definitive, salvo che non sia intervenuta la riabilitazione;
      non essere interdetto o inabilitato;
      non essere stato annotato nell’elenco dei protesti cambiari;
      avere conseguito il diploma di scuola superiore di secondo grado;
      avere frequentato un corso di formazione iniziale;
      svolgere attività di formazione periodica in materia di amministrazione condominiale.
      L’incarico di amministratore può essere svolto anche da un condòmino. In questo caso, gli ultimi tre requisiti non sono richiesti.

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