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Confisca definitiva: ultime sentenze

29 Ottobre 2020
Confisca definitiva: ultime sentenze

Scioglimento dei contratti aventi ad oggetto diritti patrimoniali di godimento sul bene confiscato.

Confisca definitiva di un bene 

L’art. 52, d.lgs. n. 159/2011, nel disporre al comma 4 lo scioglimento dei contratti aventi ad oggetto diritti patrimoniali di godimento o l’estinzione dei diritti reali di godimento, una volta divenuta definitiva la confisca, è mosso dalla ragione di consegnare al patrimonio dello Stato i beni confiscati privi di oneri e di pesi, al fine di agevolare le successive procedure di destinazione d’uso.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 03/03/2020, n.2761

La confisca definitiva e la sentenza di condanna

La confisca definitiva finalizzata alla distruzione di un autoveicolo va disposta con la sentenza di condanna. Di conseguenza, il provvedimento ablatorio successivo è abnorme. Il giudice dell’esecuzione può procedervi solo quando la sentenza di condanna che non ha disposto la misura sia passata in giudicato. Infatti, durante la fase di cognizione è esperibile solo l’impugnazione della sentenza e non una successiva decisione separata sulla confisca.

Cassazione penale sez. III, 21/01/2020, n.18461

Tutela dei diritti vantati dai terzi

Le norme dettate dagli artt. 52 ss. del d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159, a tutela dei diritti vantati dai terzi creditori in buona fede sui beni sottoposti a confisca di prevenzione, si applicano anche alle ipotesi di confisca disposte in sede penale ex art. 12-sexies del d.l. 8 giugno 1992, n. 306 a far data dall’entrata in vigore dell’art. 1, comma 190, della legge 24 dicembre 2012, n. 228 (cosiddetta “legge di stabilità”), mentre la disciplina transitoria, prevista dai commi 199 e ss. della medesima legge al fine di rendere possibile l’applicazione dei criteri contenuti nel citato d.lgs. n. 159 del 2011 alle procedure di prevenzione pendenti alla data di entrata in vigore delle nuove disposizioni, trova applicazione solo rispetto ad esse.

Corte di Cassazione, Sezione 1, Penale, Sentenza, 6 aprile 2018, n. 15533

Assegnazione dei beni oggetto di confisca definitiva

È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale, per asserito contrasto con gli artt. 2 e 3, Cost., degli artt. 2 decies e 2 undiecies comma 2, l. 31 maggio 1965, n. 575, riguardanti la procedura di assegnazione dei beni oggetto di confisca definitiva e finalizzati a prevenire e contrastare la presenza della criminalità organizzata nel sistema economico del Paese, nella parte in cui prevedono che detti beni sono acquisiti al patrimonio dello Stato e ivi mantenuti, ovvero trasferiti al patrimonio del Comune, della Provincia o della Regione nella parte in cui prevedono il venir meno dei rapporti obbligatori con terzi all’atto dell’assegnazione degli immobili confiscati.

Consiglio di Stato sez. V, 27/11/2015, n.5383

Beni oggetto di confisca definitiva di prevenzione

Non è fondata, in riferimento all’art. 33, comma 2, dello statuto della Regione siciliana, la q.l.c. dell’art. 45, comma 1, d.lg. 6 settembre 2011, n. 159, secondo il quale sono acquisiti al patrimonio dello Stato tutti i beni oggetto di confisca definitiva di prevenzione, e perciò anche le miniere, le cave e le torbiere, nonché le cose d’interesse storico, archeologico, paletnologico, paleontologico ed artistico da chiunque ed in qualunque modo ritrovate nel sottosuolo regionale.

Quanto alle cose d’interesse storico, archeologico, paletnologico, paleontologico ed artistico, che lo statuto attribuisce al patrimonio pubblico in seguito al ritrovamento, la disposizione statutaria e la norma impugnata hanno presupposti differenti, giacché quest’ultima regola gli effetti della confisca, ove essa abbia colpito tali beni che siano di proprietà privata; quanto alle miniere, che appartengono di diritto al patrimonio indisponibile della Regione, non è immaginabile che possano divenire oggetto di proprietà privata e siano pertanto confiscabili; mentre, con riguardo alle cave e alle torbiere, che lo statuto assegna in proprietà alla Regione quando ne è sottratta la disponibilità al proprietario del fondo, la normativa concernente gli effetti della confisca di prevenzione attiene alla competenza legislativa esclusiva dello Stato in materia di ordine pubblico e sicurezza, anche con riferimento all’assegnazione dei beni e alle funzioni di vigilanza sulla corretta utilizzazione di essi da parte degli assegnatari, operando entro un’area estranea alle attribuzioni della Regione siciliana, sicché lo statuto non può governare la relativa vicenda acquisitiva, connessa a finalità, essenzialmente statali, di sottrazione del bene al «circuito economico» di origine, per inserirlo in un altro, esente dai condizionamenti criminali che caratterizzavano il primo.

Corte Costituzionale, 19/10/2012, n.234

Destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata

La formulazione dell’art. 135, comma 1, lett. p), c.p.a., secondo la quale le controversie attribuite alla giurisdizione del G.A. derivanti dall’applicazione del Titolo II del Libro III del d.lgs. 6 settembre 2011 n. 159, relative all’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, rientrano tra quelle devolute alla competenza funzionale inderogabile del Tar Lazio, sede di Roma, non consente di affermare che in tali controversie il TAR del Lazio sia chiamato ad esercitare anche una giurisdizione esclusiva; il fatto che la norma citata richiami solo le controversie derivanti dall’applicazione del Titolo II del Libro III del d.lgs. n. 159/2011, sta piuttosto a significare che la competenza funzionale inderogabile del Tar Lazio riguarda solo i provvedimenti adottati dall’Agenzia nell’esercizio dei compiti individuati all’art. 110 del d.lgs. n. 159/2011, ferma restando la competenza dell’A.G.O. a disporre le misure di prevenzione, e a vigilare sui beni sequestrati e sulla relativa gestione ed amministrazione, sino al momento della confisca definitiva.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 07/06/2019, n.7411

Confisca allargata di beni già oggetto di confisca definitiva di prevenzione

Ai fini dell’emissione di un provvedimento di confisca allargata ex art. 12-sexies del d.l. 8 giugno 1992, n. 306, convertito, con modificazioni, in legge 7 agosto 1992, n. 356, di beni già costituenti oggetto di confisca definitiva di prevenzione (nella specie ai sensi dell’art. 2-ter, comma 3, della legge n. 575 del 1965), in ragione della stabilità dell’accertamento sottostante alla definizione del procedimento di prevenzione, è precluso al giudice di merito, che accerta la responsabilità per uno dei delitti elencati nel comma 1 del citato art. 12-sexies, procedere ad un autonomo accertamento dei presupposti comuni ai due tipi di confisca della disponibilità diretta od indiretta dei beni in capo all’interessato e della sproporzione del loro valore rispetto al reddito da questi dichiarato o all’attività economica dal medesimo esercitata.

Corte di Cassazione, Sezione 1, Penale, Sentenza, 29 maggio 2019, n. 23508

Confisca di beni alla criminalità organizzata e ordinanza di sgombero

L’adozione dell’ordinanza di sgombero costituisce un atto dovuto per l’Agenzia, ai sensi dell’art. 47 comma 2, d.lg. 6 settembre 2011 n. 159, avendo acquisito l’immobile che ne è oggetto, per effetto della confisca definitiva, un’impronta pubblicistica, che non consente di distoglierlo, neppure temporaneamente, dal vincolo di destinazione e dalle finalità pubbliche, che determinano l’assimilabilità del regime giuridico del bene confiscato a quello dei beni facenti parte del patrimonio indisponibile.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 04/01/2017, n.80



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