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Come sapere se un assegno è stato incassato

4 Ottobre 2020
Come sapere se un assegno è stato incassato

Come verificare un assegno: quanto tempo c’è per il pagamento, come e quando revocarlo. La pessima idea di dichiararne lo smarrimento. 

Hai emesso un assegno alcuni giorni fa ma, ad oggi, sul tuo conto non c’è alcun addebito. Che il creditore si sia dimenticato? Non è certo tua intenzione ricordarglielo. Perciò, ti chiedi come sapere se un assegno è stato incassato e quanto tempo c’è per farlo. 

La questione è assai delicata: difatti, finché l’assegno non è stato incassato devi mantenere sul conto la cosiddetta “provvista”, ossia la somma necessaria a coprire il titolo. Se il conto dovesse risultare insufficiente a pagare l’assegno, infatti, tu verresti protestato.

Vorresti inoltre sapere se esiste la possibilità di revocare l’assegno prima che questo venga incassato. 

Nulla che non si possa spiegare in poche righe. In questo breve articolo, ti spiegheremo pertanto tutta la disciplina in materia di assegni in modo che tu sappia quali sono i tuoi diritti e, nello stesso tempo, cosa può fare il creditore una volta che abbia ricevuto il cosiddetto “titolo di credito”. Ma procediamo con ordine.

Quanto tempo c’è per incassare un assegno?

L’assegno è un titolo di credito al portatore. Significa che chiunque ne sia in possesso ne può chiedere il pagamento. Oggi, però, tutti gli assegni sono muniti della clausola di non trasferibilità. Il che significa che solo colui che è indicato nell’assegno come creditore (ossia l’intestatario) ha diritto a incassare il titolo.

Se il luogo in cui si riscuote l’assegno è lo stesso del Comune di emissione (quello cioè riportato sulla parte superiore dell’assegno) ci sono otto giorni per incassare l’assegno (cosiddetto “assegno su piazza”). Se, invece, il luogo in cui si riscuote l’assegno è diverso da quello di emissione ci sono quindici giorni per incassarlo (cosiddetto “assegno fuori piazza”).

Si può revocare un assegno?

Non si può revocare un assegno prima dei termini minimi di incasso che abbiamo indicato nel precedente paragrafo (ossia 8 giorni per quelli su piazza, 15 per quelli fuori piazza). Per cui, se colui che ha emesso l’assegno dovesse comunicare alla propria banca l’ordine di non pagare il titolo, questa non sarebbe tenuta a obbedire. 

Invece, si può revocare il pagamento dell’assegno scaduti i termini di incasso. Ciò implica che la banca non sarà più tenuta a versare i soldi al possessore del titolo. Questi però resta pur sempre creditore e, per di più, in possesso di un titolo di credito con il quale potrà agire contro il debitore tramite un pignoramento. In buona sostanza, la revoca dell’assegno alla propria banca non pregiudica i diritti e le azioni del creditore.

Si può denunciare lo smarrimento di un assegno?

Pessima idea quella di denunciare lo smarrimento dell’assegno per non farlo pagare. Difatti, se il debitore agisce in malafede, pur sapendo cioè di aver dichiarato il falso, risponderà del reato di calunnia. Con la falsa denuncia, il possessore dell’assegno sarà incriminato per ricettazione pur non sussistendone i presupposti, sicché potrà controquerelare il titolare del carnet degli assegni che ha sporto la falsa denuncia. 

Scadenza assegno

Abbiamo visto che ci sono 8 giorni per incassare un assegno nello stesso Comune in cui è stato emesso e 15 invece per incassarlo in un Comune diverso. Il decorso di tali termini, però, non fa scadere l’assegno che può anche essere incassato in un momento successivo.

Tuttavia, se l’assegno viene incassato dopo 6 mesi dalla sua emissione perde la caratteristica di “titolo esecutivo”: nella pratica significa che, se l’assegno non viene pagato o viene protestato, il creditore non può agire direttamente con un pignoramento nei confronti del debitore ma dovrà prima ricorrere al giudice per farsi rilasciare un decreto ingiuntivo. Ciò allunga i tempi di recupero del credito.

C’è poi da considerare i termini di prescrizione del diritto di credito che variano a seconda del credito stesso. Si va da 10 anni per tutti i contratti a 5 anni per gli atti illeciti e i risarcimenti, per poi passare a 3 anni per i crediti dei professionisti e a 1 anno per i mediatori. Leggi “Prescrizione dei crediti“.

Come sapere se un assegno è stato incassato

Visto che per incassare un assegno c’è molto tempo, almeno in assenza di revoca, il debitore potrebbe essere interessato a sapere se il titolo di credito è stato incassato o meno. In verità, non c’è altro modo di accertarsi di ciò se non richiedendo un estratto conto e verificando se c’è stato l’addebito dell’importo riportato sull’assegno, addebito che avviene contestualmente all’incasso dell’assegno. Se si ha difficoltà a verificare l’estratto conto, si può sempre chiedere informazioni alla propria banca, recandosi allo sportello più vicino. Verrà infatti eseguita una ricerca sulla base della matrice dell’assegno in possesso del titolare del relativo carnet.

Si ricorda che, se sul conto non dovessero più esserci i soldi sufficienti a pagare l’assegno, la banca sarà tenuta obbligatoriamente a mandare in protesto l’assegno e il creditore potrà agire contro il debitore tramite un pignoramento. Inoltre, quest’ultimo subirà le sanzioni amministrative della Prefettura, sarà segnalato alla Cai (la cosiddetta Centrale Allarme Interbancaria) e gli sarà revocata la possibilità di emettere assegni, usare carte di credito e aprire altri conti correnti. 


note

Autore immagine: it.depositphotos.com


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