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Quando cadono in prescrizione le multe?

4 Ottobre 2020
Quando cadono in prescrizione le multe?

Contravvenzioni stradali: il verbale va notificato entro 90 giorni ma dopo inizia a decorrere il termine di prescrizione. 

Se hai il cassetto pieno di vecchie contravvenzioni stradali che non hai mai pagato e hai già ricevuto più di un sollecito da parte del Comune, ti starai certamente chiedendo quando cadono in prescrizione le multe. 

Come certamente saprai, la prescrizione è l’unico modo per liberarsi delle sanzioni amministrative contro le quali non si è fatto ricorso al giudice. Devi tuttavia sperare che l’amministrazione si dimentichi completamente di te, che cioè non ti invii alcuna raccomandata per ricordarti il pagamento o che non agisca nei tuoi confronti facendoti notificare, dall’agente della riscossione locale, una delle famigerate cartelle esattoriali. Se così dovesse essere, il tuo debito potrà dirsi ormai estinto e se anche il Comune dovesse, in futuro, inviarti un nuovo sollecito questo sarebbe illegittimo. 

In questo breve articolo ti spiegheremo non solo quando cadono in prescrizione le multe, ma anche tutto ciò che c’è da sapere per liberarsi dei vecchi debiti per sanzioni di questo tipo. Ma procediamo con ordine.

Cosa succede se non paghi una multa?

Prima di sapere quando cadono in prescrizione le multe è bene conoscere l’iter che tali sanzioni fanno dal momento della loro emissione fino a quando si trasformano in cartelle esattoriali. Per ognuna di queste fasi, infatti, c’è un termine da rispettare, scaduto il quale la sanzione stessa non può più essere riscossa. 

Partiamo dall’origine. Una volta elevato il verbale, questo deve essere consegnato immediatamente al trasgressore. Ma ciò non avviene sempre (si pensi a un accertamento effettuato con autovelox o con T-red posto sopra il semaforo). Sicché, quando la cosiddetta “contestazione immediata” non è possibile si passa alla contestazione differita, ossia alla spedizione della multa presso la residenza del titolare dell’auto. Tale notifica deve avvenire entro massimo 90 giorni dal giorno dell’infrazione e non da quello (verosimilmente successivo) in cui la stessa è stata accertata presso l’ufficio della polizia e lì è stato compilato il verbale. Fa fede la data di spedizione della raccomandata, ossia il giorno in cui la busta viene consegnata all’ufficio postale. Per cui ben è possibile che il trasgressore riceva la raccomandata oltre il novantesimo giorno senza che ciò invalidi la multa.

Nei successivi 60 giorni dal ricevimento della sanzione, il titolare dell’auto deve pagare e comunicare i dati dell’effettivo conducente ai fini della decurtazione dei punti della patente (adempimento questo obbligatorio anche se intende fare ricorso o se era egli stesso alla guida del veicolo).

Se il trasgressore intende fare ricorso dovrà rispettare i seguenti termini: 30 giorni se vuol impugnare la multa al giudice di pace o 60 giorni se invece vuol rivolgersi al prefetto.

Se il trasgressore non paga e non fa ricorso, la sanzione amministrativa diventa definitiva e non più contestabile. 

A questo punto, l’amministrazione deve iscrivere a ruolo il credito, deve cioè formalizzare il proprio credito in un documento ufficiale. Tale documento si chiama appunto ruolo. Il ruolo deve essere dichiarato “esecutivo”, attestazione che consente all’amministrazione di agire contro il trasgressore direttamente con un pignoramento, senza dover prima ricorrere al giudice. 

Per la materiale riscossione delle somme, il Comune deve inviare il ruolo all’agente della riscossione che procede alla notifica della cartella esattoriale. 

Tra il giorno in cui il ruolo è stato dichiarato esecutivo (data indicata sull’estratto della cartella) e quello in cui la cartella esattoriale è stata notificata, non devono passare più di 2 anni. Se così dovesse essere, la cartella sarebbe illegittima per intervenuta decadenza.

Una volta notificata la cartella esattoriale, l’esattore può procedere ad attivare contro il debitore:

  • una misura cautelare ossia il fermo auto. È, invece, inverosimile l’ipoteca sugli immobili la quale scatta solo per debiti superiori a 20mila euro;
  • una misura esecutiva ossia il pignoramento.

Il pignoramento può avere ad oggetto il quinto dello stipendio o della pensione, il conto corrente in banca, altri crediti vantati da terzi (ad esempio, i canoni di locazione), i beni mobili detenuti a casa.

Quando cadono in prescrizione le multe?

Le multe cadono in prescrizione dopo 5 anni. Questo termine decorre dall’ultimo atto formale notificato al trasgressore. Ma bisogna fare una precisazione.

Se al trasgressore non è mai stato notificato il verbale con la contravvenzione non c’è bisogno di attendere 5 anni. Come infatti abbiamo visto sopra, dopo solo 90 giorni questi è ormai libero dal debito. Se, infatti, la multa dovesse arrivare oltre tale termine, sarebbe illegittima. L’illegittimità, però, non è automatica ma va dichiarata dal giudice. Sicché, bisogna fare ricorso. In assenza di ricorso nei termini (30 giorni dal giudice di pace o 60 dal prefetto) la multa, per quanto nulla, diventa definitiva.

Se invece al trasgressore viene notificato il verbale ma, dopo di questo, decorrono 5 anni senza alcun altro sollecito, si verifica la prescrizione sicché questi è ormai libero dal debito. Anche qui, però, se il trasgressore dovesse ricevere un atto dopo i 5 anni, sarebbe tenuto a ricorrere al giudice per farlo annullare. 

Se al trasgressore viene notificata la cartella esattoriale ma, dopo di questa, decorrono 5 anni senza alcun altro sollecito o azione legale (fermo auto, pignoramento), si verifica anche qui la prescrizione e la definitiva liberazione dal debito. Se dopo 5 anni dovesse giungere un pignoramento o un sollecito di pagamento, lo stesso sarebbe illegittimo solo dietro dichiarazione del giudice a cui bisognerà comunque rivolgersi.

Fermo auto

Il fermo auto merita un paragrafo a parte. Esso è possibile solo se, 30 giorni prima, all’automobilista viene inviato un preavviso di fermo contro il quale può fare ricorso adducendo che il mezzo è funzionale all’esercizio dell’attività imprenditoriale o professionale. Nello stesso termine, per scongiurare il fermo, si può chiedere un pagamento rateizzato della cartella esattoriale.



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