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Invalidità civile pensione

5 Ottobre 2020 | Autore:
Invalidità civile pensione

Assegno di assistenza per invalidi civili parziali: a chi spetta, requisiti, importo, domanda.

Bonus invalidi, bonus tiroide, assegno inabili: la pensione di invalidità civile, o assegno di assistenza per invalidi civili parziali, è un trattamento di assistenza riconosciuto dall’Inps al quale sono stati “assegnati”, dai media non specializzati, mille nomi diversi per “fare notizia”.

La pensione di invalidità civile, nonostante nelle ultime settimane sia stata presentata come un trattamento di recentissima istituzione, non è tuttavia una novità di questi giorni, ma è una prestazione economica riconosciuta da parecchi decenni ai cittadini con una capacità lavorativa fortemente ridotta. La “novità” della quale i mezzi d’informazione parlano in modo impreciso consiste, invece, nella possibilità d’integrare al milione la pensione per inabili civili a partire dai 18 anni di età [1].

A questo proposito, è innanzitutto opportuno fare distinzione fra le prestazioni economiche riservate agli invalidi civili totali o inabili e quelle riconosciute agli invalidi civili parziali: è facile confondersi, in quanto l’importo dell’assegno mensile base riconosciuto dall’Inps è il medesimo, pari a 286, 81 euro per entrambe le categorie di beneficiari.

Facciamo allora il punto sugli assegni per invalidità civile: pensione per invalidi civili parziali, o assegno di assistenza per invalidi civili parziali e pensione per invalidi civili totali, o pensione di inabilità civile. L’assegno di accompagnamento, che è una prestazione aggiuntiva spettante agli invalidi civili totali, spetta invece se il cittadino inabile è anche riconosciuto non autosufficiente.

Vi sono poi ulteriori prestazioni economiche riconosciute in base al grado di riduzione della capacità lavorativa, come l’assegno ordinario di invalidità e la pensione ordinaria di inabilità: tuttavia, per queste prestazioni non è sufficiente la sola certificazione dell’invalidità civile, ma occorre un’ulteriore certificazione relativa alla riduzione della capacità lavorativa specifica, ossia relativa alle mansioni confacenti alle attitudini ed all’esperienza dell’interessato. Ma procediamo con ordine.

Chi è invalido civile?

È riconosciuto invalido civile dall’apposita commissione medica chi presenta una riduzione della capacità lavorativa generica, ossia non specifica.

L’invalido civile ha diritto all’assegno di assistenza, o pensione di invalidità civile, qualora la riduzione della capacità lavorativa sia riconosciuta in misura almeno pari al 74%, soddisfacendo particolari requisiti amministrativi ed economici.

Chi è inabile civile?

Se la riduzione della capacità lavorativa generica è totale, ossia pari al 100%, l’invalido civile è riconosciuto inabile. L’interessato ha diritto, in questo caso, alla pensione per inabilità civile, che ha lo stesso importo base della pensione di invalidità civile, ma:

  • è riconosciuta in presenza di requisiti amministrativi ed economici più elastici;
  • può essere integrata al milione, ossia sino a 651,51 euro mensili.

Quali requisiti per la pensione di invalidità civile?

La pensione di invalidità civile, o assegno di assistenza per invalidi civili parziali, è riconosciuta in presenza delle seguenti condizioni:

  • certificazione, da parte dell’apposita commissione medica (costituita presso l’Asl; nelle province in cui la regione ha delegato l’accertamento, è riconosciuta direttamente dall’Inps), di una riduzione della capacità lavorativa generica pari ad almeno il 74%;
  • possesso dello stato di disoccupazione;
  • conseguimento di un reddito annuo non superiore a 4926,35 euro, per il 2020;
  • residenza stabile e abituale sul territorio nazionale;
  • essere cittadino italiano con residenza in Italia;
  • essere cittadino straniero comunitario legalmente soggiornante in Italia e iscritto all’anagrafe del comune di residenza;
  • essere cittadino straniero extracomunitario legalmente soggiornante in Italia, titolare del requisito del permesso di soggiorno di almeno un anno, anche se privo di permesso di soggiorno CE di lungo periodo.

A quanto ammonta la pensione d’invalidità civile

L’ammontare della pensione d’invalidità civile è pari a 286,81 euro mensili. Per questa pensione non spetta l’incremento al milione, ossia a 651,51 euro mensili: questo incremento spetta invece a chi percepisce la pensione d’inabilità civile, ossia la pensione per invalidi civili totali, riconosciuti nella misura del 100%.

La pensione d’invalidità civile è compatibile con altri trattamenti?

La pensione d’invalidità civile è incompatibile con:

  • qualsiasi pensione diretta di invalidità (l’interessato può optare per il trattamento economico più favorevole, tenendo presente che la rinuncia all’uno o all’altro è irrevocabile per l’Inps; la rendita Inail non è revocabile ma può essere sospesa), anche per causa di guerra, di lavoro (Inail) o di servizio;
  • qualsiasi attività lavorativa, se il reddito di lavoro determina il superamento della soglia annua per il diritto al trattamento o della soglia necessaria a mantenere lo stato di disoccupazione; ricordiamo che lo stato di disoccupazione si mantiene anche lavorando, se il reddito conseguito è inferiore a 4800 euro annui, in caso di attività autonoma, o a 8125 euro annui, in caso di lavoro subordinato o parasubordinato.

Se la situazione di incompatibilità si manifesta dopo la concessione della pensione d’invalidità civile, l’invalido ha l’obbligo di comunicarlo all’Inps entro 30 giorni dalla notifica del provvedimento con il quale gli viene riconosciuto da parte di un altro ente il trattamento pensionistico di invalidità incompatibile.

Come chiedere il riconoscimento dell’invalidità civile?

Per ottenere il riconoscimento della pensione d’invalidità civile è necessaria la certificazione di una riduzione della capacità lavorativa generica in misura almeno pari al 74%. Questa certificazione si ottiene attraverso il riconoscimento della minorazione, previo accertamento medico legale e rilascio del verbale sanitario.

A tal fine, il medico di base (o altro medico convenzionato Ssn) deve:

  • inviare telematicamente all’Inps il certificato medico introduttivo, nel quale sono indicate le patologie o le menomazioni dell’interessato e le sue condizioni di salute generali (per il riconoscimento dell’invalidità civile, della non autosufficienza, dell’handicap, della cecità o della sordità);
  • rilasciare all’interessato il certificato medico introduttivo con il codice allegato, da inserire nella domanda di accertamento sanitario.

Chi richiede il riconoscimento dell’invalidità deve innanzitutto richiedere l’accertamento sanitario all’apposita commissione medica Asl- Inps. La domanda deve essere inoltrata all’Inps attraverso il servizio “Invalidità civile – Procedure per l’accertamento del requisito sanitario (InvCiv2010).”

Al termine della compilazione della domanda online, il sistema stabilisce una data per l’appuntamento con la commissione medica; può accadere che all’interessato sia resa nota la data di convocazione in un momento successivo. Il richiedente può domandare la visita a domicilio, qualora il medico curante certifichi gravi difficoltà per gli spostamenti.

Per approfondire, leggi: “Domanda d’invalidità civile“.

L’iter di riconoscimento si conclude con l’invio da parte dell’Inps del verbale di invalidità civile tramite raccomandata A/r o all’indirizzo Pec (se fornito dall’utente) e resta disponibile nel servizio Cassetta postale online.

Come chiedere il riconoscimento della pensione d’invalidità civile?

Ricevuto il verbale con il riconoscimento dell’invalidità civile in misura almeno pari al 74%, il cittadino deve presentare all’Inps, per ricevere la pensione, il modello AP70– verifica dei requisiti socioeconomici per il diritto alle prestazioni. Per inviare il modulo, deve utilizzare il servizio Invalidità civile – Invio dati socioeconomici e reddituali per la concessione delle prestazioni economiche.

L’invio del modello può essere anticipato, in determinati casi, al momento dell’inoltro della domanda di invalidità– Accertamento sanitario.

È comunque possibile avvalersi del contact center Inps (chiamando il numero 803.164 o 06.164.164 da cellulare) e dei servizi dei patronati.

Conferma diritto alla pensione d’invalidità civile

Una volta riconosciuta la pensione d’invalidità civile, è necessario verificare annualmente il requisito relativo allo stato di disoccupazione: per consentire questa verifica, l’interessato ogni anno deve presentare all’Inps, attraverso la compilazione di un modulo che si chiama Iclav, una dichiarazione sostitutiva, con la quale si attesta di prestare o non prestare attività lavorativa.

Nel dettaglio, l’invalido deve dichiarare all’interno del modello Iclav i dati necessari per confermare la permanenza dei requisiti previsti per l’assegno mensile di assistenza, sulla base dei redditi percepiti nell’anno richiesto e della mancanza di attività lavorativa.

La presentazione del modello Iclav, con l’indicazione degli eventuali redditi conseguiti nel periodo di riferimento della dichiarazione, deve essere presentata dagli:

  • invalidi parziali, non ricoverati, con solo diritto all’assegno;
  • invalidi parziali, ricoverati, con solo diritto all’assegno;
  • invalidi parziali, non ricoverati, titolari di altro reddito, con solo diritto all’assegno;
  • invalidi parziali, ricoverati titolari di altro reddito, con solo diritto all’assegno;
  • invalidi parziali, privi di perequazione automatica ma con limite di reddito personale pari o inferiore a quello stabilito per legge.

È necessario dichiarare, nello specifico:

  • i redditi derivanti dallo svolgimento di attività di lavoro dipendente, anche con contratti a tempo determinato e part time;
  • i redditi derivanti da lavoro parasubordinato- contratti di collaborazione, come co.co.co e co.co.pro;
  • i redditi derivanti da lavori socialmente utili Lsu;
  • i redditi derivanti dallo svolgimento di attività di lavoro autonomo o d’impresa;
  • i redditi derivanti da attività commerciali non esercitate abitualmente, lavoro autonomo occasionale, redditi d’impresa o professionali conseguiti dagli aderenti al regime forfettario o dei contribuenti minimi;
  • i redditi, appartenenti a una di queste categorie, previsti per l’anno in corso.

Gli importi da indicare sono quelli corrispondenti al reddito imponibile ai fini fiscali: i redditi devono essere riportati indipendentemente dal loro ammontare, anche se inferiori alle soglie limite.

Redditi rilevanti per la pensione d’invalidità civile

Ai fini della soglia di reddito annuale per il diritto all’assegno di assistenza, rilevano solo i redditi personali percepiti nell’anno dall’invalido, mentre non si considerano i redditi dei familiari.

In generale, rilevano i redditi di qualsiasi natura calcolati ai fini Irpef (imponibile Irpef) al netto degli oneri deducibili e delle ritenute fiscali. In base a quanto chiarito in una recente informativa dell’Inail [1], sia ai fini della pensione di invalidità civile, che ai fini della pensione d’inabilità civile (che spetta agli invalidi civili al 100%, con soglie annue di reddito più elevate) i redditi da considerare sono i seguenti:

  • stipendi, pensioni, terreni, fabbricati, redditi da impresa e da lavoro autonomo, assegno di mantenimento pagato al coniuge separato o divorziato, etc.:
  • redditi soggetti a tassazione separata riferiti ad anni precedenti a quelli di effettiva corresponsione;
  • redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o ad imposta sostitutiva (interessi derivanti da depositi bancari o postali, titoli di Stato, etc.);
  • redditi prodotti all’estero che, se prodotti in Italia, sarebbero assoggettabili all’Irpef;
  • redditi da lavoro, conseguiti presso enti internazionali operanti in Italia e non soggetti alla normativa tributaria italiana;
  • redditi da pensione concessa da organismi esteri o enti internazionali;
  • redditi relativi a indennità corrisposte ai cittadini colpiti da tubercolosi;
  • trattamenti di fine rapporto e le anticipazioni sugli stessi.

Secondo quanto indicato dall’Inps nelle istruzioni del modello AP70 (dati socioeconomici necessari per la concessione e l’erogazione delle prestazioni d’invalidità civile), è necessario riportare, tra i vari redditi, anche gli arretrati, i conguagli, le indennità di fine rapporto e le eredità.

Redditi non rilevanti per la pensione d’invalidità civile

I redditi che non devono essere considerati nella soglia limite per il diritto alla pensione d’invalidità civile sono invece i seguenti:

  • pensioni, assegni e indennità corrisposti o da corrispondere agli invalidi civili: si tratta di prestazioni esenti dall’Irpef;
  • rendite infortunistiche Inail aventi natura di risarcimento;
  • assegni per l’assistenza personale continuativa;
  • rendita Inail ai superstiti, in caso di morte del titolare della rendita;
  • assegno funerario;
  • rendite di passaggio per silicosi e asbestosi;
  • pensioni di guerra di ogni tipo, assieme alle relative indennità accessorie;
  • assegni annessi alle pensioni privilegiate ordinarie;
  • pensioni annesse alle decorazioni dell’Ordine Militare d’Italia;
  • soprassoldi concessi ai decorati al valore militare;
  • sussidi e prestazioni assistenziali pagati dallo Stato e da altri Enti pubblici;
  • sussidi a carattere assistenziale e prestazioni assimilate;
  • rendite corrisposte in Italia dall’assicurazione vecchiaia e superstiti svizzera AVS.

In base a recenti chiarimenti Inps, non rileva il reddito dell’abitazione principale.

Superamento limiti di reddito per la pensione d’invalidità civile

Se l’invalido supera i limiti di reddito annui previsti per la pensione di invalidità civile, entro 30 giorni deve inviare un’immediata comunicazione all’Inps del venir meno dei requisiti richiesti per il diritto prestazione economica. Questa comunicazione può essere inviata attraverso il modello AP 70.

Lo stesso modello può essere utilizzato per comunicare il sorgere di un’eventuale situazione di incompatibilità dovuti alla percezione non solo di redditi, ma anche di trattamenti incompatibili.

Pensione d’invalidità civile dopo i 67 anni

Non è più possibile richiedere la pensione d’invalidità civile dopo i 67 anni, ma può essere riconosciuto l’assegno sociale, se i redditi propri e del coniuge non superano la soglia massima e sussistendo gli altri requisiti per la prestazione. Può essere concessa anche la pensione di cittadinanza, qualora sussistano, in capo all’intero nucleo familiare, i requisiti reddituali, patrimoniali e amministrativi previsti dalla legge [2].

Se l’invalido che già percepisce la pensione di invalidità civile compie 67 anni, il trattamento viene convertito in assegno sociale sostitutivo.

Per approfondire, leggi: “Invalidità dopo i 67 anni“.


note

[1] DL 104/2020.

[2] DL 4/2019.


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