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Infortunio sul lavoro: il rischio elettivo

7 Dicembre 2020
Infortunio sul lavoro: il rischio elettivo

Il lavoratore deve attenersi alle istruzioni fornite dal datore di lavoro per ridurre il rischio di infortuni o malattie professionali.

Sei un lavoratore dipendente. Lavori in una fabbrica in cui ci sono numerosi rischi per la salute e la sicurezza dei dipendenti. Hai commesso una gravissima leggerezza sul lavoro che ti è costata un brutto infortunio. Vuoi sapere se puoi ottenere un risarcimento del danno o se il tuo comportamento scorretto esclude qualsiasi tutela nei tuoi confronti.

Quando un lavoratore si procura un infortunio sul lavoro, in alcuni casi, ha diritto ad ottenere una protezione economica dall’Inail e dal datore di lavoro. Esiste un caso in cui la tutela economica Inail prevista per l’infortunio sul lavoro non si applica: è il rischio elettivo. In questo caso, infatti, il lavoratore ha posto in essere un comportamento talmente scorretto e abnorme da escludere qualsiasi forma di tutela nei suoi confronti. Spesso, tuttavia, il confine tra rischio elettivo e mera imprudenza del lavoratore è molto labile.

Che cos’è un infortunio sul lavoro?

Lo svolgimento dell’attività lavorativa può determinare numerosi rischi per la salute e la sicurezza del dipendente. In particolare, i principali rischi che corre il lavoratore sono connessi alla possibilità di essere vittima di un infortunio sul lavoro o di una malattia professionale.

L’infortunio sul lavoro è un evento repentino, che si verifica in ambiente di lavoro, e che determina un danno alla salute del lavoratore. La malattia professionale, invece, è un morbo che si sviluppa in maniera progressiva nel tempo a causa dell’ambiente di lavoro.

Il tipico esempio di infortunio sul lavoro è rappresentato dalla caduta dall’alto. Basti pensare ad un lavoratore edile che sta lavorando su un ponteggio e che cade di sotto. Viceversa, l’esempio classico di malattia professionale è il tumore al polmone determinato dall’esposizione prolungata all’amianto, presente sul posto di lavoro.

La differenza fondamentale tra infortunio e malattia è rappresentata dalla velocità con cui il danno alla salute si produce. Nell’infortunio, il danno si produce in maniera repentina a causa di un evento immediato. Nel caso della malattia, invece, il danno si produce lentamente.

Infortunio sul lavoro: la tutela del lavoratore

Tutti i lavoratori dipendenti sono assicurati contro gli infortuni sul lavoro presso l’Inail. In caso di infortunio, l’azienda deve inviare prontamente la denuncia all’Inail che erogherà al lavoratore una serie di tutele economiche. In particolare, il dipendente infortunato riceverà, per tutti i giorni di assenza determinata dall’infortunio, un’indennità economica a carico dell’Istituto assicurativo.

Inoltre, se il danno biologico determinato dall’infortunio supera determinate percentuali, il lavoratore potrà ottenere una somma una tantum a titolo di risarcimento del danno biologico oppure una rendita vitalizia.

Alla tutela economica dell’Inail si può aggiungere, in alcuni casi, anche il risarcimento del danno differenziale a carico del datore di lavoro. In particolare, se l’infortunio è stato determinato dalla mancata adozione, da parte dell’impresa, delle misure di prevenzione richieste dalla legge [1] e dall’obbligo di sicurezza che grava sul datore di lavoro [2], il lavoratore può chiedere al datore di lavoro il risarcimento del danno nella misura pari alla differenza tra il danno civilistico complessivamente subito e quanto già indennizzato dall’Inail.

Infortunio sul lavoro: il rischio elettivo

In alcuni casi, tuttavia, l’infortunio sul lavoro non è determinato dalla negligenza del datore di lavoro che non ha apprestato tutte le misure di prevenzione necessarie ma dalla leggerezza del lavoratore nello svolgimento della prestazione di lavoro oppure dal fatto che il dipendente ha tenuto un comportamento abnorme.

Se c’è un semplice concorso di colpa, vale a dire il lavoratore ha sicuramente contribuito con la sua condotta scorretta alla causazione dell’infortunio ma non in maniera esclusiva, il lavoratore potrà comunque accedere alla tutela Inail e al risarcimento del danno a carico del datore di lavoro.

La tutela economica Inail e il risarcimento del danno del datore di lavoro devono, invece, essere completamente esclusi in caso di rischio elettivo. Con questa locuzione si intende un comportamento volontario palesemente abnorme posto in essere dal lavoratore. In questo caso, la tutela infortunistica Inail e la responsabilità datoriale sono automaticamente escluse [3].

Secondo la Cassazione, il rischio elettivo deve essere sempre distinto dai casi di mera imprudenza o negligenza del lavoratore.

Inoltre, il rischio elettivo è escluso quando:

  • l’evento si è verificato per necessità o a causa di forza maggiore;
  • nonostante il comportamento sia anormale, non si è comunque interrotto il collegamento tra l’azione e il fine lavorativo.

note

[1] D.lgs. 81/2008.

[2] Art. 2087 cod. civ.

[3] Cass. n. 30679/2019.


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