Cambio datore di lavoro: si perdono livello e anzianità

5 Ottobre 2020 | Autore:
Cambio datore di lavoro: si perdono livello e anzianità

Il cambio di appalto non obbliga al passaggio dei lavoratori alle dipendenze del nuovo appaltatore, salvo diversa previsione del Ccnl.

Se cambia l’appaltatore, il lavoratore può perdere il posto: il dipendente, è vero, può comunque essere impiegato dal proprio datore di lavoro in un altro appalto, ma solo se vi sono posizioni lavorative da ricoprire. Se il posto “salta”, il dipendente può essere licenziato per giustificato motivo oggettivo (motivo economico- organizzativo).

Che cosa succede, invece, se a seguito del cambio di appalto il lavoratore passa alle dipendenze del nuovo appaltatore? In questo caso, bisogna innanzitutto evidenziare che non è possibile applicare la disciplina del trasferimento d’azienda o di un suo ramo, quindi non spettano le corrispondenti tutele. In buona sostanza, il dipendente non può pretendere la continuazione del rapporto di lavoro col nuovo appaltatore e non conserva tutti i diritti che ne derivano.

Il lavoratore non ha dunque diritto alla conservazione del posto, all’anzianità aziendale pregressa ed ai relativi scatti, alla retribuzione e al livello di inquadramento relativi al precedente contratto, né alla garanzia da parte dell’appaltatore relativa ad eventuali crediti retributivi o contributivi, sorti nei confronti del vecchio datore di lavoro.

Fortunatamente, alcuni contratti collettivi prevedono condizioni di miglior favore, che di fatto equiparano il cambio di appalto alla cessione d’azienda o di ramo d’azienda; altri accordi collettivi dispongono particolari clausole sociali, che obbligano il subentrante nell’appalto all’assunzione del personale già impiegato.

Contratti collettivi: disposizioni per il cambio di appalto

Nel dettaglio, le tutele operate dai diversi Ccnl in caso di cambio di appalto non sono omogenee, ma variano in base all’accordo collettivo.

Il contratto collettivo del trasporto aereo, ad esempio, prevede il passaggio dei dipendenti rientranti nelle intese sindacali dall’azienda cedente all’azienda subentrante, in proporzione alla quota di traffico trasferita. Pertanto, non tutti i lavoratori hanno diritto alla conservazione del posto; per i dipendenti tutelati, poi, non sono previsti il periodo di prova e il preavviso, né sono garantiti gli stessi diritti e la stessa retribuzione, potendo la nuova azienda stabilire differenti condizioni retributive e normative.

Il contratto collettivo delle Telecomunicazioni prevede sia la possibilità di subentro nell’appalto con gli stessi termini, modalità e condizioni contrattuali, sia la possibilità di subentro con variazione delle modalità e delle condizioni della gestione del rapporto. Il tutto regolato da una procedura di negoziazione con le organizzazioni sindacali, definita nella clausola.

Infine, il contratto collettivo per le agenzie di somministrazione di lavoro prevede, in caso di cambio appalto pubblico, che l’agenzia debba garantire il mantenimento in organico di tutti i lavoratori già utilizzati in precedenza, sulla base delle posizioni previste dal bando di gara.


note

[1] Art. 29 Co. 3 D.lgs. 276/2003.


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