Verso l’obbligo di partita Iva per affitti multipli

5 Ottobre 2020 | Autore:
Verso l’obbligo di partita Iva per affitti multipli

La locazione breve di 4 o più appartamenti sarà considerata svolta in forma imprenditoriale, con i conseguenti obblighi contabili e fiscali e senza cedolare secca.

Partita Iva per chi ha 4 case? Presto sarà così, se verrà approvato l’emendamento al “Decreto Agosto” già passato in Commissione al Senato e sul quale ora il Governo è intenzionato a porre la fiducia.

La nuova norma interviene sul regime fiscale degli affitti brevi e prevede che a partire dal 2021 chi destina più di tre appartamenti a locazioni di durata inferiore a 30 giorni non potrà più beneficiare della cedolare secca e dovrà munirsi di partita Iva, perché si presumerà per legge che la sua attività sia svolta in forma imprenditoriale.

La stretta varata dal Governo, quindi, porta a tassazione normale, anziché all’aliquota agevolata del 21%, i proventi che il proprietario ritrae dagli affitti brevi. Ma il previsto regime imprenditoriale per chi dà in locazione più di 3 immobili significa anche obbligo di doversi munire della contabilità prevista per le imprese e di essere soggetto ai termini ed alle condizioni fiscali di versamento delle imposte previsti per i soggetti Iva.

Lo scopo della norma è quello di contrastare l’evasione fiscale ma anche quello di tutelare gli albergatori e le altre strutture ricettive tradizionali, che hanno risentito maggiormente dell’emergenza Covid.

Da qui, lo sbarramento ai privati che esercitano questa attività concorrenziale con un numero di immobili giudicato eccessivo per un piccolo proprietario che intende mettere a reddito le proprie case: d’ora in poi, se vorrà farlo dovrà operare in qualità di imprenditore.

Ma il nuovo concetto normativo del “presunto imprenditore” potrebbe causare distorsioni: il regime fiscale si applicherebbe senza considerare il volume di ricavi o delle persone soggiornanti, basandosi invece su un criterio meramente quantitativo legato al numero di immobili destinati agli affitti brevi. E se i 4 immobili avessero intestazioni di proprietà diverse, il limite non scatterebbe, consentendo facili aggiramenti.

Dopo il passaggio nell’Aula del Senato in calendario per oggi, il testo dovrà essere approvato anche dalla Camera dei Deputati entro il 14 ottobre, data entro la quale il Decreto “Agosto” dovrà essere convertito in legge.

Dura la reazione di Confedilizia, l’associazione dei proprietari di case, al provvedimento in arrivo: il presidente, Giorgio Spaziani Testa, parla di una «norma mal calibrata», che avrà l’effetto di «alimentare elusioni e sommerso, in questo caso in un comparto, quello degli affitti brevi, che non riguarda solo i turisti, ma anche lavoratori, studenti, parenti di persone ricoverate».

Confedilizia sottolinea che per evitare che l’attività di locazione breve venga snaturata – impedendo che, come ha detto il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, «chi compra un condominio abbia lo stesso trattamento di un piccolo proprietario» – non c’è bisogno di una norma come quella in approvazione:  «Sono le regole generali del Codice civile e del diritto tributario ad indicare quando un’attività debba considerarsi imprenditoriale, e l’amministrazione finanziaria le applica da decenni, con tutti gli strumenti per sanzionare chi ‘sgarra’».



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