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Proroga stato di emergenza: cosa farà il centrodestra

5 Ottobre 2020
Proroga stato di emergenza: cosa farà il centrodestra

Opposizione in bilico tra astensione e voto contrario ma, tra le due, la soluzione più probabile è la prima.

In arrivo nuove misure per contrastare l’avanzata del Coronavirus. Oggi, la discussione in Consiglio dei ministri, domani l’illustrazione dei provvedimenti che il Governo intende prendere per arginare la nuova ondata. La firma del nuovo decreto del presidente del Consiglio dei ministri è attesa, invece, per mercoledì. La maggioranza chiede compattezza e tende la mano all’opposizione, che è a un bivio.

Sulle nuove misure antiCovid, dalla proroga dello stato di emergenza al 31 gennaio alla stretta su feste, movida e cerimonie, il centrodestra dovrà scegliere tra un voto contrario e un’astensione. Segno, quest’ultimo, che non sarebbe di adesione, ma nemmeno di contrasto aperto. Il momento non è facile: in pieno ritorno alla normalità, i contagi dilagano. Secondo alcuni osservatori ed esperti come Massimo Galli, direttore del reparto Malattie infettive all’ospedale Sacco di Milano, il rischio di ritrovarsi come a marzo, quando l’Italia era in pieno lockdown, è concreto.

Una limitazione così invasiva delle libertà, al momento, non è nei programmi dell’Esecutivo. Ma il Governo chiede sostegno anche all’opposizione, per coinvolgerla sulle misure che si appresta a varare nel nuovo dpcm: mascherine obbligatorie e restrizioni a movida, eventi e cerimonie. L’atteggiamento, nella coalizione di centrodestra, è attendista: si aspetta di ascoltare il ministro per avere idee più chiare nel merito. Con poca fiducia, però, soprattutto dalla Lega: finora «ogni tentativo di collaborazione è finito male», fanno notare dal partito di Matteo Salvini.

Stesso arroccamento per Fratelli d’Italia: Giorgia Meloni & Co. si trincerano nell’attesa di saperne di più. Il dente è ancora avvelenato per il rigetto della loro mozione per rendere pubblici i dati del Comitato tecnico scientifico.

Neanche Forza Italia, per ora, se la sente rivendicare una posizione netta. «Decideremo nelle prossime ore, alla luce di quanto farà sapere il Governo», è la linea della capogruppo Mariastella Gelmini. Il voto non apertamente sfavorevole potrebbe essere la soluzione di compromesso tra un sì incondizionato e un «bastian contrario» improduttivo.



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