Diritto e Fisco | Articoli

Cos’è il Fondo Espero?

2 Novembre 2020
Cos’è il Fondo Espero?

I fondi pensione contribuiscono a rafforzare la tutela pensionistica dei lavoratori.

Le riforme del sistema pensionistico che si sono succedute nel corso degli anni hanno indubbiamente indebolito la tutela previdenziale del lavoratore che raggiunge i requisiti per il pensionamento. Il passaggio al sistema di calcolo della pensione contributivo, infatti, ha determinato e determinerà mediamente una riduzione dell’assegno pensionistico che i lavoratori riceveranno una volta andati in congedo. Inoltre, nel corso del tempo, è stata innalzata sempre di più l’età pensionabile.

A fronte della riduzione di tutele del sistema previdenziale pubblico, si sono dunque diffusi i fondi pensione. Nell’ambito della scuola, si parla spesso del Fondo Espero. Ma che cos’è il Fondo Espero? Come vedremo, tale fondo è stato costituito nel settore scolastico per offrire ai lavoratori della scuola un rafforzamento della tutela previdenziale ottenibile una volta raggiunti i requisiti per il pensionamento.

Fondo Espero: che cos’è?

Come abbiamo accennato in premessa, a partire dalla metà degli anni novanta, il legislatore si è reso conto che il sistema pensionistico italiano non era più sostenibile dal punto di vista finanziario.

In particolare, mancava una sostenibilità economica a causa del rapporto tra contributi versati dal lavoratore durante il rapporto di lavoro e somme di denaro ottenute dallo stesso dipendente una volta in pensione.

La riforma Dini [1] ha avuto il compito di riportare il sistema in equilibrio attraverso il passaggio al metodo di calcolo contributivo dell’assegno pensionistico. Tale strumento di calcolo consente allo Stato di erogare al lavoratore una pensione proporzionale ai contributi versati durante il rapporto di lavoro.

Parallelamente, consapevole che tale riforma avrebbe ridotto l’ammontare delle pensioni, il legislatore ha puntato sul cosiddetto terzo pilastro del sistema pensionistico ossia, la previdenza complementare.

Sono quindi nati, nei vari settori produttivi, dei fondi previdenziali volti a tutelare il lavoratore con una prestazione pensionistica aggiuntiva rispetto a quella erogata dall’Inps.

Nell’ambito della scuola, è stato istituito il Fondo Espero, ovvero, il fondo di previdenza complementare del settore scolastico.

Chi può aderire al Fondo Espero?

Al Fondo Espero può aderire, su base volontaria, ogni dipendente che lavora nell’ambito della scuola.

In particolare, possono aderire al Fondo Espero i lavoratori dipendenti della scuola statale, ossia:

  • docenti;
  • personale Ata;
  • personale Afam (alta formazione artistica musicale e coreutica).

Possono aderire al Fondo Espero i lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato sia a tempo indeterminato che determinato. I lavoratori a termine, tuttavia, possono aderire al fondo solo se la sottoscrizione avviene almeno tre mesi prima dello spirare del termine contrattuale.

Possono aderire al fondo anche i lavoratori part-time ed i lavoratori dipendenti di scuole private parificate e legalmente riconosciute.

Fondo Espero: come si finanzia?

La finalità del Fondo Espero, al pari di tutti i fondi di previdenza complementare, è quella di erogare al lavoratore, una volta raggiunti i requisiti per il pensionamento, un trattamento previdenziale aggiuntivo rispetto a quello statale. Ciò sul presupposto che la pensione pubblica sarà sempre più bassa a causa delle riforme che si sono susseguite nel corso del tempo.

Per avere diritto a questo ulteriore trattamento previdenziale, il lavoratore deve contribuire durante il proprio rapporto di lavoro al Fondo Espero versando una determinata contribuzione.

Il vantaggio è che, quando il lavoratore decide di aderire al Fondo Espero, il datore di lavoro è automaticamente obbligato a versare anch’egli una quota di contribuzione a proprio carico.

Il finanziamento del Fondo Espero avviene attraverso:

  • quote a carico del lavoratore;
  • quote a carico del datore di lavoro;
  • quote di trattamento di fine rapporto maturate durante l’anno.

È il datore di lavoro, direttamente in busta paga, a trattenere la quota di contribuzione al Fondo Espero, sia con riferimento alla somma a proprio carico che con riferimento alla quota a carico del lavoratore, e a versarla al fondo entro il giorno 15 del mese successivo a quello di riferimento.

Nel corso del rapporto di lavoro, il lavoratore può decidere di variare la percentuale di contribuzione al Fondo Espero rispettando, ovviamente, la quota minima obbligatoria prevista dal regolamento del fondo.

Fondo Espero: quali prestazioni eroga?

Il Fondo Espero eroga delle prestazioni prima del pensionamento e delle prestazioni dopo il pensionamento.

In particolare, dopo almeno 8 anni di iscrizione al fondo, il lavoratore può chiedere un’anticipazione delle quote versate per le seguenti finalità:

  1. acquisto prima casa;
  2. spese sanitarie;
  3. spese sostenute durante i congedi per la formazione.

In caso di cessazione del rapporto di lavoro, il lavoratore può chiedere al fondo il riscatto del montante erogato sino a quella data.

Dopo il pensionamento, il Fondo Espero eroga pensioni complementari a quelle pubbliche (di vecchiaia e di anzianità). In alcuni casi, il lavoratore può chiedere, al posto della pensione integrativa, l’erogazione di una rendita.

Maggiori informazioni sul Fondo Espero sono disponibili nel relativo portale.


note

[1] L. 335/1995.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube