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Corte di Cassazione: com’è strutturata?

8 Dicembre 2020 | Autore:
Corte di Cassazione: com’è strutturata?

In Italia, il potere giudiziario è affidato ai giudici. Quali sono le funzioni e la composizione dell’organo supremo della magistratura? Che valore hanno le sue pronunce?

Nell’ordinamento giudiziario italiano l’organo di vertice è rappresentato dalla Corte Suprema di Cassazione, che svolge la funzione di giudice di legittimità delle sentenze, sia civili sia penali, emesse dalla magistratura ordinaria. Ha un’unica sede a Roma e competenza su tutto il territorio dello Stato. In tal modo garantisce l’esatta osservanza e un’identica interpretazione delle leggi a livello nazionale. Le sue decisioni servono da orientamento per gli altri giudici i quali, di solito, prima di decidere, tengono conto di quanto già stabilito dalla Corte di Cassazione. Com’è strutturata e quali funzioni essa svolge è possibile apprenderlo leggendo questo articolo.

Preliminarmente, va comunque evidenziato che per ogni controversia sono consentiti tre gradi di giudizio. Se la parte soccombente nel giudizio di primo grado, quello cioè che si è svolto dinanzi al giudice di pace o al tribunale, non è soddisfatta della decisione, può impugnare la sentenza e rivolgersi alla corte di appello. Si apre così un giudizio di secondo grado laddove si rivedono totalmente gli aspetti della causa. Contro la sentenza del giudice di appello è possibile ricorrere alla Corte di Cassazione che, però, non è competente per i fatti del processo ma solo per accertare se vi è stata o meno una violazione di legge.

Quando è nata la Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione venne istituita per la prima volta nel Regno di Sardegna e lo Statuto Albertino ne stabilì la sede a Torino. Dopo l’avvento del Regno d’Italia vennero istituite altre sedi in diverse Regioni. Più precisamente a Torino, per i territori dell’ex Regno di Sardegna e per il Regno Lombardo-Veneto, a Firenze, per il Granducato e i Ducati, a Roma, per i territori appartenuti allo Stato Pontificio, a Napoli e a Palermo, per l’ex-Regno delle Due Sicilie.

Durante il regime fascista, le cinque corti furono unificate in una sola, con sede a Roma, e l’organo assunse la denominazione di Corte Suprema di Cassazione.

Come sono chiamati i giudici della Corte Suprema di Cassazione

Nelle occasioni più formali, come ad esempio per l’inaugurazione dell’anno giudiziario, il primo presidente della Corte di Cassazione, il primo presidente aggiunto e i presidenti di sezione indossano una toga di velluto rosso bordata di pelliccia di ermellino. Proprio per tale motivo i giudici di Cassazione vengono chiamati “Ermellini”.

L’abbigliamento è completato da un cappello di velluto, detto tocco, un collare di tela battista e da un paio di guanti bianchi.

Com’è strutturata la Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione è un organo collegiale, strutturato in più sezioni, distinte per attribuzioni differenziate per materia.

Nello specifico, si hanno:

  • sei sezioni civili, tra cui quelle del lavoro e tributaria;
  • sette sezioni penali.

Ogni sezione è composta da cinque membri: un presidente e quattro consiglieri. Il presidente può accedere alla carica dopo 8 anni di esercizio all’interno della Corte di Cassazione.

Presso la Corte di Cassazione è istituita anche una Procura della Repubblica con a capo un procuratore coadiuvato da vari sostituti. La sezione feriale è quella che si occupa dei processi a rischio prescrizione e delle misure cautelari.

Cosa significa che la Corte di Cassazione decide a Sezioni Unite?

Quando una questione giuridica dà luogo a un particolare contrasto giurisprudenziale o si tratta di una decisione di rilevante importanza, la Suprema Corte, su sollecito della procura generale, di una sezione semplice oppure del difensore di una delle parti, decide a Sezioni Unite (SS.UU.), le quali sono composte da 8 consiglieri e dal primo presidente o da un suo delegato.

Le decisioni assunte dalla Corte di Cassazione a Sezioni Unite sono assai autorevoli tanto da rappresentare dei “precedenti vincolanti“. Infatti, per regolamento della Suprema Corte, un giudice non può emettere una sentenza di avviso diverso da una precedente delle Sezioni Unite, senza la preventiva autorizzazione di queste.

Come si compone la Corte di Cassazione

I magistrati che fanno parte della Corte Suprema di Cassazione sono giudici ordinari, civili, penali ed amministrativi, che possiedono particolari requisiti.

Più precisamente, per poterne fare parte, devono:

  • avere un’anzianità di carriera in magistratura di almeno 20 anni, maturata tra tribunali di primo grado e corti d’appello;
  • essere particolarmente preparati nelle materie giuridiche;
  • essersi distinti nella carriera di magistrato per serietà e impegno.

Quali sono le funzioni della Corte di Cassazione

La legge sull’ordinamento giudiziario definisce i compiti della Corte di Cassazione [1], specificando che tale organo assicura:

  • l’osservanza e l’uniforme interpretazione della legge (così detta funzione nomofilattica);
  • l’unità del diritto oggettivo nazionale;
  • il rispetto dei limiti delle diverse giurisdizioni;

Regola, altresì, i conflitti di competenza e di attribuzioni ed adempie gli altri compiti ad essa conferiti dalla legge.

Entrando più nel dettaglio, tra le funzioni principali della Corte di Cassazione rientra quella di giudice dell’impugnazione di ultimo grado. Infatti, rivolgersi a tale organo rappresenta l’ultima possibilità di ricorso contro una sentenza che è stata emessa in secondo grado, prima che diventi definitiva. Tuttavia, la Corte di Cassazione è solo un giudice di legittimità, cioè non giudica la questione nel merito bensì si accerta della legittimità o meno della decisione. In altre parole verifica se la stessa è stata pronunciata rispettando le norme di diritto.

La Corte di Cassazione, inoltre, si pronuncia in ordine ai:

  • conflitti di competenza, cioè quelli sorti tra due giudici ordinari. Per comprendere tale concetto bisogna partire dal presupposto che ogni giudice può decidere solo in relazione a specifiche cause, individuate in base all’oggetto, al valore dei beni contesi ed al territorio a cui si riferiscono. Pertanto, se un giudice decide una controversia relativa ad una materia diversa da quelle che può trattare – vedi un giudice di pace che decide una causa su una materia che spetta al tribunale oppure il magistrato che decide una controversia sorta in un luogo geografico che non è ricompreso nel suo territorio – spetta alla Corte di Cassazione individuare il giudice effettivamente competente per materia o per territorio;
  • conflitti di giurisdizione, che possono nascere tra un giudice ordinario ed uno speciale, italiano o straniero. In questo caso la Corte di Cassazione indica chi deve decidere la causa. Ad esempio in una causa relativa ad un reato commesso da un militare, della quale viene chiamato a decidere un giudice penale, le parti possono rivolgersi alla Corte di Cassazione. La stessa deve pronunciarsi sul difetto di giurisdizione, in quanto sui reati militari è competente a decidere la magistratura militare (speciale) e non quella penale (ordinaria).

La Corte di Cassazione ha anche la funzione di decidere in merito alle misure cautelari, adottate dalle giurisdizioni penali inferiori. L’organo verifica se i provvedimenti pronunciati nei procedimenti penali nel periodo compreso tra l’inizio del processo e l’esecuzione della sentenza e che comportano una restrizione della libertà personale, sono stati adottati legittimamente. Accerta cioè se sono presenti i presupposti richiesti dalla legge, che motivano l’applicazione della misura cautelare.

Infine, la Corte di Cassazione svolge funzioni di natura non giurisdizionale in materia di elezioni amministrative e di referendum popolare per l’abrogazione di leggi.

Quale può essere l’oggetto del ricorso per Cassazione

Il ricorso per Cassazione può essere proposto contro le sentenze civili emesse dai giudici ordinari in secondo grado o in unico grado (giudici speciali) per:

  • motivi di giurisdizione;
  • ragioni di competenza;
  • violazione o falsa applicazione di norme di diritto o contratti e accordi collettivi nazionali;
  • nullità della sentenza o del procedimento;
  • omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio.

Un regime simile è previsto per i ricorsi per Cassazione in materia penale.

Quando è ammesso il ricorso per Cassazione

Secondo quanto previsto dalla nostra Costituzione [2] è sempre ammesso il ricorso per Cassazione per violazione di legge contro qualunque provvedimento sia dei giudici ordinari sia di quelli speciali nonché contro i provvedimenti che incidono sulla libertà personale. Si pensi ad esempio ad una sentenza penale di condanna a una pena detentiva oppure ad un’ordinanza in materia di misure cautelari personali.

Contro le decisioni del Consiglio di Stato e della Corte dei conti il ricorso è ammesso per soli motivi inerenti alla giurisdizione [3].

Come vengono decisi i ricorsi per Cassazione

I ricorsi per Cassazione vengono assegnati all’apposita sezione, la quale deve decidere se accoglierli o rigettarli.

I giudici possono decidere:

  1. direttamente la controversia senza che sia necessario un ulteriore giudizio (così detta cassazione senza rinvio);
  2. oppure rinviare la causa ad un giudice inferiore, il quale deve emettere un’altra sentenza (così detta cassazione con rinvio).

Le decisioni della Corte di Cassazione sono vincolanti?

Se la Corte Suprema di Cassazione rileva l’esistenza di un vizio nella sentenza impugnata non solo deve cassare la decisione adottata dal giudice di grado inferiore ma deve anche enunciare il principio di diritto al quale dovrà attenersi il giudice di rinvio al momento del riesame dei fatti di causa. In questo caso la pronuncia della Corte di Cassazione è vincolante per il giudizio al quale si riferisce.

Invece, se il giudice deve decidere una causa diversa, i principi stabiliti dalla Corte di Cassazione non sono vincolanti anche se in generale le sue decisioni costituiscono un precedente influente.

Cos’è l’Ufficio del Massimario

Presso la Corte Suprema di Cassazione è incardinato l’Ufficio del Massimario, che ha il compito di massimare le sentenze dalla stessa pronunciate. Tale attività è svolta anche da specifici uffici interni del Consiglio di Stato e della Corte dei Conti.

La massima di una sentenza consiste in una sintesi dei punti fondamentali di una pronuncia, nella quale viene evidenziato il principio di diritto in questa affermato. Tutte le sentenze massimate durante ogni anno giudiziario sono raccolte in un Massimario annuale.

Al Massimario della Cassazione sono addetti trentasette giudici di carriera, divisi in un Ufficio del ruolo e del massimario civile ed un Ufficio del ruolo e del massimario penale. Attraverso l’attività di massimazione delle sentenze si ha la consolidazione della giurisprudenza della Cassazione.


note

[1] Art. 65 L. n. 12 del 30.01.1941.

[2] Art. 111 co. 7 Cost.

[3] Art. 111 co. 8 Cost.


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