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Polizia penitenziaria: può fare le multe?

8 Dicembre 2020 | Autore:
Polizia penitenziaria: può fare le multe?

Oltre alla polizia stradale e ai vigili urbani, esistono altre autorità che possono elevare verbali di contravvenzione al codice della strada?

La rilevazione e contestazione delle infrazioni al Codice della Strada per legge spetta a diverse autorità di polizia, ciascuna delle quali ha poteri e attribuzioni specifiche. Alcune hanno competenza generale su tutte le strade ed autostrade (vedi la polizia stradale) altre, invece, solo sulle strade (si pensi ai carabinieri o alla guardia di finanza). Parimenti, alcuni agenti accertatori possono elevare contravvenzioni limitatamente ad un luogo geografico come ad esempio la polizia provinciale che può operare unicamente nell’ambito della Provincia di appartenenza oppure la polizia urbana che può comminare multe solo nel territorio del Comune di riferimento.

A partire dal 2008, anche la polizia penitenziaria può fare le multe, essendole stata riconosciuta la facoltà di svolgere il servizio di polizia stradale. A tal proposito va evidenziato come fino a poco tempo fa tale potere era solo formale poiché la polizia penitenziaria non riusciva ad emettere e a notificare i verbali di contravvenzione non essendo dotata degli strumenti gestionali ad hoc.

La situazione è cambiata dopo la sottoscrizione di un accordo con Poste Italiane Spa che consente alla polizia penitenziaria di accedere al servizio integrato per le notifiche dei verbali di violazione al codice stradale.

Polizia penitenziaria: cos’è e quali compiti svolge

Il corpo di polizia penitenziaria è una delle cinque forze dell’ordine italiane, insieme alla polizia di Stato, ai carabinieri, alla guardia di finanza e ai vigili del fuoco, dipendente dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria del ministero della Giustizia.

La polizia penitenziaria svolge principalmente il compito di gestione delle persone sottoposte a provvedimenti di restrizione o limitazione della libertà personale. Espleta, altresì, attività di polizia stradale, partecipa al mantenimento dell’ordine pubblico, svolge attività di polizia giudiziaria e pubblica sicurezza anche al di fuori dell’ambiente penitenziario, svolge attività di scorta a tutela di personalità istituzionali (ministro della giustizia, sottosegretari di Stato) e di magistrati.

La polizia penitenziaria garantisce l’esecuzione dei provvedimenti restrittivi della libertà personale oltre che l’ordine pubblico e la tutela della sicurezza all’interno degli istituti, partecipa alle attività di osservazione e trattamento dei detenuti.

Espleta anche servizi di ordine e sicurezza pubblica e di pubblico soccorso, nonché di traduzione dei ristretti, da istituto a istituto, presso le aule giudiziarie per lo svolgimento dei processi e presso i luoghi esterni di cura e, in caso di ricovero, espleta il servizio di piantonamento.

Come si qualificano gli agenti della polizia penitenziaria

Gli agenti che appartengono alla polizia penitenziaria sono sostituti ufficiali di pubblica sicurezza, limitatamente agli appartenenti ai ruoli direttivi. I restanti ruoli subordinati si qualificano come agenti di pubblica sicurezza.

I commissari, gli ispettori e i sovraintendenti sono ufficiali di polizia giudiziaria su tutto il territorio nazionale, anche fuori servizio, al pari di polizia e carabinieri.

Come si diventa agente di polizia penitenziaria

Per diventare agente di polizia penitenziaria occorre superare un concorso pubblico per esami attraverso un bando di concorso del ministero della Giustizia. A seconda della qualifica, possono esserci delle aliquote riservate al personale già in servizio oppure ai figli delle “vittime del dovere”.

Dopo il superamento del concorso, bisogna obbligatoriamente sostenere un corso di formazione, la cui durata varia a seconda della qualifica:

  • 9 mesi per gli allievi agenti;
  • 4 mesi per i vice sovrintendenti;
  • 12 mesi per i vice ispettori;
  • 24 mesi per i commissari.

La polizia penitenziaria può fare multe?

Il Codice della strada ricomprende la polizia penitenziaria tra gli organi ai quali è consentito elevare e notificare contravvenzioni per infrazioni stradali [1].

Più precisamente, l’espletamento dei servizi di polizia stradale spetta:

  • in via principale alla specialità polizia stradale della polizia di Stato;
  • alla polizia di Stato;
  • all’arma dei carabinieri;
  • al corpo della guardia di finanza;
  • ai corpi e ai servizi di polizia provinciale, nell’ambito del territorio di competenza;
  • ai corpi e ai servizi di polizia municipale, nell’ambito del territorio di competenza;
  • ai funzionari del Ministero dell’interno addetti al servizio di polizia stradale;
  • al corpo di polizia penitenziaria e al corpo forestale dello Stato, in relazione ai compiti di istituto.

Sulla base del predetto disposto del Codice stradale, quindi, anche la polizia penitenziaria può fare multe. In materia, peraltro, la stessa può vantare una prerogativa esclusiva. Infatti, non solo può fermare gli automobilisti per la contestazione immediata delle violazioni bensì può effettuare, grazie alla presenza a bordo del detenuto, verbalizzazioni a distanza senza il vincolo della contestazione immediata.

Polizia penitenziaria: come svolge l’attività di polizia stradale?

Il servizio di polizia stradale del corpo di polizia penitenziaria esiste dal gennaio 2008, al momento dell’istituzione con provvedimento del capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap), ed è attivo dal 2011 anche se sprovvisto di un assetto gestionale per farlo funzionare.

Ora in virtù di un accordo sottoscritto con Poste Italiane Spa, il personale della polizia penitenziaria può pienamente assolvere alle funzioni di polizia stradale, utilizzando una piattaforma tecnologica per la gestione e la notifica delle sanzioni amministrative conseguenti a violazioni di norme del codice della strada.

In cosa consiste l’accordo con Poste Italiane Spa

Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha aderito al “Sin atti”, il Servizio integrato di notifiche, proposto da Poste Italiane Spa. Pertanto, la polizia penitenziaria può accedere a tale servizio al fine di gestire la postalizzazione e la notifica dei verbali di contravvenzione al codice della strada e gli incassi derivanti dagli atti notificati.

Tra i servizi integrati accessibili attraverso l’utilizzo della piattaforma, rientrano anche:

  • la gestione della flotta auto;
  • il collegamento alle banche dati. Grazie a tale funzione la polizia penitenziaria può identificare prontamente il proprietario del veicolo e, quindi, l’autore della violazione stradale;
  • le visure sui trasgressori;
  • la gestione dei punti-patente al fine della loro decurtazione;
  • le contravvenzioni all’estero;
  • la conservazione delle cartoline degli avvisi di ricevimento per il periodo di 5 anni previsto dalla legge, come prova dell’avvenuta notifica dell’atto.

Quando è possibile opporsi ad un verbale della polizia penitenziaria

Il verbale di contravvenzione al codice della strada elevato dalla polizia penitenziaria è opponibile al pari di quello redatto dagli altri organi che svolgono il servizio di polizia stradale.

Pertanto, l’impugnazione è proponibile se il verbale è illegittimo perché:

  1. non è stato notificato nel termine prescritto dalla legge, cioè 90 giorni dall’accertamento della violazione. Ad esempio gli agenti della penitenziaria elevano una contravvenzione perché un automobilista ha lasciato parcheggiato il proprio veicolo in uno degli spazi loro riservati. Il verbale va notificato nel termine di 90 giorni dal rilevamento dell’infrazione altrimenti è nullo.
  2. oppure presenta un vizio di forma o di sostanza, che lo ha reso invalido. Per quanto attiene ai vizi di forma bisogna partire dal presupposto che il verbale deve presentare determinati elementi al fine di garantire al trasgressore l’esercizio del diritto di difesa e la facoltà di pagamento. La mancanza di uno o più di tali elementi ne determina la nullità. Si pensi ad un verbale elevato dalla polizia penitenziaria, sprovvisto dell’indicazione relativa alla data, all’ora o alla località nella quale è avvenuta l’infrazione oppure a quello in cui manca la targa del veicolo multato o l’esposizione dei fatti. Per quanto riguarda i vizi di sostanza, sono tali quelli che dipendono dal mancato rispetto delle regole previste dal codice della strada, da parte dell’amministrazione che ha elevato la contravvenzione. Ad esempio il verbale elevato dalla polizia penitenziaria è illegittimo se viene notificato al vecchio proprietario dell’autovettura dopo il passaggio di proprietà oppure se nel posto nel quale è stata rilevata l’infrazione (si pensi ad un divieto di sosta), mancava la segnaletica indicante la presenza dello specifico divieto.

Come opporsi alle contravvenzioni elevate dalla polizia penitenziaria

Esistono diversi strumenti per opporsi ad un verbale illegittimo per difetto di notifica o per vizi di forma o di sostanza, elevato della polizia penitenziaria. In merito, è bene ricordare che la nullità non è automatica ma deve essere pronunciata dall’autorità competente. Il trasgressore deve impugnare il verbale nei modi e tempi previsti dalla legge al fine di evitare che lo stesso diventi definitivo e, di conseguenza, non sia più opponibile.

Quindi, il trasgressore può proporre ricorso:

  1. al giudice di pace, entro 90 giorni dalla contestazione immediata o dalla notifica del verbale, mediante deposito in cancelleria oppure inviandolo con raccomandata a/r. È consentita anche la presentazione telematica attraverso il sito gdp.giustizia.it;
  2. al prefetto, nel termine di 60 giorni dalla contestazione immediata o dalla notifica del verbale. A tal proposito va ricordato che il prefetto non compie una valutazione nel merito del caso ma controlla solo la regolarità formale dell’atto. Tale tipo di opposizione, quindi, è consigliata quando nel verbale si riscontrano evidenti difetti o errori di forma. Il ricorso può essere presentato direttamente all’ente che ha elevato la contravvenzione oppure inviato mediante raccomandata a/r;
  3. in autotutela, all’ente che ha emesso il verbale, mediante raccomandata a/r oppure via pec. Per questo tipo di opposizione non sono previsti termini per la proposizione; tuttavia è opportuno tenere a mente i termini prescritti per il ricorso al giudice di pace e al prefetto perché se decorrono e il ricorso in autotutela viene rigettato, non sarà più possibile impugnare il verbale con queste due opzioni.

note

[1] Art. 12 cod. strada.


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2 Commenti

  1. Magari non ho letto bene l’articolo ma non capisco cosa significhi che polizia penitenziaria e corpo forestale possano espletare servizi di polizia stradale “in relazione ai compiti di istituto”, in quanto non capisco quale competenze possano avere e contributo possano dare come servizio di polizia stradale.
    Per tutti i Corpi di Polizia e militari è innegabile una diffusa propensione ad arrogarsi il diritto di derogare al rispetto delle norme che avrebbero il diritto di far rispettare come compito d’istituto, indipendentemente dalle direttive ed al dovere della compostezza comportamentale. Sono umani, come noi, ma dovrebbero essere sgrossati dalle nostre debolezze e selezionati per qualità e propensione. L’evidenza ed il raffronto con le casistiche sui rilievi d’infrazione, dimostrerebbero il contrario, come venissero assunti per un nobile lavoro ma addestrati per farne uno tutt’altro che attinente al servizio alla comunità.
    Per quanto premesso e per la “prerogativa esclusiva” della p. penitenziaria sulle verbalizzazioni a distanza, mi viene spontanea una freddura (per non piangere) su un problemino molto serio, ritengo.
    Tra le testimonianze fotografiche della mia carriera di automobilista osservatore, ho quella di un cellulare penitenziario che percorreva la Mi-Bo tutta sulla corsia centrale. Vuol dire che potevano verbalizzare a distanza tutti coloro che li superavano procedendo sulla prima corsia, magari per sorpasso a destra?
    Mi sembra la logica e verosimilmente reale conseguenza della premessa, in quanto non riconoscerebbero infrante le regole che loro sono abituati a trasgredire: uso improprio corsie e dispositivi ottici ed antinebbia, indicatori di direzione, indicazioni e posizione sulle rotatorie, ecc, ossia tutte quelle comportamentalità che nelle casistiche bisogna cercare col lumicino!

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