Nuovo decreto sicurezza: ecco le novità

6 Ottobre 2020 | Autore:
Nuovo decreto sicurezza: ecco le novità

Approvato il provvedimento che sostituisce i decreti di Salvini sull’immigrazione: obbligo di salvare vite, più accoglienza, multe ridotte alle Ong.

Via libera dal Consiglio dei ministri al nuovo decreto sicurezza che manda in soffitta quelli introdotti da Matteo Salvini. Il testo proposto dall’attuale ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, è legge dopo una trattativa tra Pd e M5S.

Le principali novità riguardano l’immigrazione. Vengono stabiliti, in particolare, l’obbligo costituzionale e internazionale di soccorrere delle vite umane in mare, il divieto di espulsione e di respingimento di chi rischia delle torture o dei trattamenti disumani nel suo Paese di origine (a cui va garantita la protezione speciale) e il diritto ad essere accolti e integrati in Italia.

Vengono ridotte le multe alle Ong che aiutano gli immigrati in mare e li portano in salvo: le sanzioni arriveranno solo alla fine di un processo e non a discrezione delle prefetture e passeranno da un massimo di un milione di euro ad un massimo di 50mila euro. La nave non verrà più confiscata sempre che l’equipaggio informi di ogni salvataggio le autorità italiane. Tempi più brevi per ottenere la cittadinanza italiana.

Sarà il ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, e non più il Viminale, a determinare il divieto o la limitazione del transito di navi, anche se i ministeri della Difesa e dell’Interno dovranno esserne informati. Per dirla con le parole del premier, Giuseppe Conte, «né porti chiusi né aperti ma solo una disciplina più coerente con la Costituzione, la sicurezza e il diritto di protezione dei migranti».

Passaggi che soddisfano il segretario del Partito Democratico, Nicola Zingaretti: «I decreti propaganda di Salvini non ci sono più», commenta su Twitter. «Vogliamo un’Italia più umana e sicura. Un’Europa più protagonista». Diversa la valutazione di Salvini: «Non era la priorità di questo Paese», taglia corto il leader della Lega.

Il testo prevede anche l’istituzione di un nuovo tipo di Daspo in città contro spacciatori violenti nei luoghi di intrattenimento, l’inasprimento delle pene per il reato di rissa e nuove regole contro i siti Internet pericolosi.

Il decreto comprende, infine, una novità voluta dal ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede e che riguarda chi si trova in carcere in regime di 41bis: chi agevola questi detenuti nelle comunicazioni con l’esterno viene punito con una pena da 2 a 6 anni di reclusione anziché da 1 a 4 anni. Se c’è l’aggravante o se il reato è commesso da un pubblico ufficiale o da chi esercita la professione forense, la pena va da 3 a 7 anni.



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