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Autovelox su un viale: quando non pagare la multa?

7 Ottobre 2020 | Autore:
Autovelox su un viale: quando non pagare la multa?

Occhio al decreto del Prefetto che individua dove mettere un rilevatore di velocità: se non indica precisamente il tratto di strada la sanzione è illegittima.

Sei uscito/a di fretta. In ritardo, come al solito. Hai molti giri da fare e hai premuto un po’ di più il piede sull’acceleratore. Taaac: l’autovelox non perdona e ti becca in piena violazione del limite di velocità.

Nello specifico, il rilevatore maledetto è all’interno del centro urbano. Se stai pensando di contestare la multa potresti avere più di una possibilità per farlo. Il nostro intento è cercare di rispondere alla domanda autovelox su un viale: quando non pagare la multa?  Come facciamo sempre, partendo da un caso specifico – una recente sentenza della Cassazione – tenteremo di spiegarti in quali circostanze puoi evitare di mettere mano al portafogli.

Dove si può mettere un autovelox? 

Una premessa importante: c’è strada e strada dove l’autovelox può essere posizionato. In genere, li trovi su quelle extraurbane o in autostrada, ma non è poi così raro imbattersi in un rilevatore di velocità in centro o nelle vicinanze. Perché? Perché il Prefetto può decidere che, in quel punto, è necessario.

La normativa di settore [1] riporta l’intera classificazione delle strade, con apposita descrizione, che sono queste:

  • autostrade;
  • strade extraurbane principali;
  • strade extraurbane secondarie;
  • strade urbane di scorrimento;
  • strade urbane di quartiere;
  • strade locali;
  • itinerari ciclopedonali.

In particolare, gli autovelox si trovano, generalmente, su autostrade, strade extraurbane principali, strade extraurbane secondarie e strade urbane di scorrimento. Sul loro posizionamento su autostrade e strade extraurbane principali, la competenza è della polizia stradale, in base alle direttive dei ministero dell’Interno e dei Trasporti [2].

Il Prefetto, invece, può decidere di posizionare un autovelox sulle strade diverse da queste, finora le secondarie e le urbane a scorrimento. Il nuovo decreto Semplificazioni prevede che possano essere montati anche sulle strade locali e di quartiere (ne abbiamo parlato qui: “Autovelox, biciclette e tutor: novità per le multe“).

È il ministero dei Trasporti a scegliere la tipologia della strada in base alle sue caratteristiche [3], per poi inserirla nell’Archivio nazionale delle strade [4].

Come e perché si decide dove mettere un autovelox? 

Come dicevamo qualche riga fa, spetta al Prefetto stabilire su quali strade – che non siano autostrade o extraurbane principali – va posizionato un autovelox. Non a suo piacimento, ovviamente: deve farlo seguendo direttive del ministero dell’Interno e con il parere del ministero dei Trasporti.

Deve, inoltre, tenere conto delle caratteristiche fisiche della strada e, soprattutto, della sua pericolosità. Se in un viale, anche piuttosto centrale della città, si verificano spesso incidenti, magari perché trattasi di un lungo rettilineo dove gli automobilisti tendono a premere più forte l’acceleratore, quella strada potrà avere buone chance di «ospitare» un autovelox.

La legge prescrive ai Prefetti di considerare «il tasso di incidentalità, le condizioni strutturali e plano-altimetriche, di traffico o altre cause» [5]. Valutati questi aspetti, sentiti la polizia locale e il proprietario della strada, il Prefetto adotta un decreto in cui identifica precisamente il tipo di strada dove piazzare l’autovelox.

Il decreto deve anche spiegare perché la multa ti è arrivata a casa e perché non era possibile contestarti subito la violazione. La regola generale, infatti, richiederebbe il contrario, o comunque ritiene preferibile la contestazione immediata. Uno dei motivi per i quali il verbale può arrivare in differita, per posta, può essere che ci si trova su una strada dove una pattuglia della polizia locale non ti può fermare senza causare pericolo o disagio per la circolazione. Se vuoi saperne di più ti rimandiamo a questi articoli: “Multa: quando non è necessaria la contestazione immediata della contravvenzione“; “Multa nulla per mancata contestazione“.

Decreto prefettizio: quando la multa è nulla?

Secondo la Cassazione [6], la sanzione è nulla quando il decreto prefettizio non è preciso nell’individuare la strada/il tratto di strada dove viene posizionato l’autovelox o non è preciso nel classificare la strada in questione.

Nell’esempio che ti riportiamo, un automobilista ha avuto la meglio davanti alla Suprema Corte dopo aver preso una multa per eccesso di velocità su un viale abbastanza centrale. Secondo i giudici di primo e secondo grado, il pezzo di strada in questione era classificato come «strada urbana di scorrimento».

Sul decreto del Prefetto, però, mancava l’«indicazione dei tratti del viale aventi le caratteristiche» di questo tipo di strada. In poche parole: non si diceva né dove iniziava né dove finiva la parte di strada a scorrimento urbano e mancavano anche le caratteristiche per definirla come tale. Dice il Codice [7], che la strada urbana a scorrimento deve essere:

  • a carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico, ciascuna con almeno due corsie di marcia;
  • con una eventuale corsia riservata ai mezzi pubblici;
  • con banchina pavimentata a destra e marciapiedi, più eventuali intersezioni a raso semaforizzate;
  • con aree di sosta o fasce laterali esterne alla carreggiata, entrambe con immissioni e uscite concentrate.

Secondo l’automobilista queste caratteristiche non c’erano. La Cassazione ricorda che è ampiamente possibile che un decreto prefettizio si riferisca solo a una porzione di strada e non all’intero viale, ma in tal caso il tratto dev’essere identificato in modo netto. Altrimenti, la multa è illegittima. E, infatti, la Corte ha annullato con rinvio le precedenti sentenze.

In quali altri casi è nulla la multa con autovelox? 

Un breve riepilogo delle altre circostanze che possono rendere il verbale carta straccia. L’autovelox dev’essere visibile, così come la segnaletica che lo anticipa: se sono coperti da rami, fogliame e quant’altro e tu puoi accorgertene solo quando è troppo tardi, la multa è nulla, purché riesci a dimostrare – basta una foto – quello che dici.

Dev’essere ineccepibile il decreto prefettizio, come abbiamo visto; deve contenere precisamente strada/tratto di strada, la tratta chilometrica dove viene messo l’autovelox, il senso di marcia dove viene rilevata la velocità e il motivo della contestazione differita, anziché immediata.

Anche il verbale della polizia, che deve fare riferimento a quello prefettizio, va scritto in modo inappuntabile. La cosiddetta «taratura», cioè la revisione periodica cui l’impianto va sottoposto per verificare che funzioni, dev’essere indicata nel verbale, pena la nullità della sanzione, illegittima anche qualora la taratura non sia stata fatta nell’ultimo anno. Se il verbale arriva fuori tempo massimo – 90 giorni dalla violazione – non devi pagare alcunché.


note

[1] Art. 2 cod. strada.

[2] Art. 4 co. 1 legge 168/2002.

[3] Art. 8 cod. strada.

[4] Art. 226 cod. strada.

[5] Art. 4 d.l. 121/2002.

[6] Cass., sez. II civ. sent. n. 20872/20 depositata il 30 settembre.

[7] Art. 2 co. 2 lett. D. cod. strada.


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