Diritto e Fisco | Articoli

Fondo di garanzia Inps: come funziona

9 Dicembre 2020
Fondo di garanzia Inps: come funziona

Se il datore di lavoro non è in grado di pagare il trattamento di fine rapporto interviene un apposito fondo istituito presso l’Istituto nazionale di previdenza sociale.

Sei stanco di non ricevere il tuo stipendio e hai deciso di dimetterti dal posto di lavoro. L’azienda, però, non ti ha mai liquidato le ultime tre mensilità e il trattamento di fine rapporto. Vuoi sapere come devi comportarti per recuperare il tuo credito. Purtroppo, situazioni come questa sono all’ordine del giorno. Il datore di lavoro, infatti, può andare incontro a problemi economici che non gli consentono di onorare tutti i propri debiti verso i lavoratori, i fornitori, gli enti, etc.

I crediti del lavoratore sono assistiti da uno speciale privilegio ma, a volte, questo non basta per soddisfare la pretesa del dipendente.

Come recuperare, dunque, mensilità di stipendio arretrate e Tfr? Lo strumento è il Fondo di garanzia Inps. Ma come funziona? Te lo spiegheremo in questo articolo. I crediti del lavoratore, infatti, non sono paragonabili agli altri posti che assolvono una funzione di sostentamento del lavoratore e della sua famiglia.

Cos’è il Fondo di garanzia Inps?

Il Fondo di garanzia per il trattamento di fine rapporto, comunemente noto come Fondo di garanzia Inps, è istituito presso l’Istituto nazionale di previdenza sociale al fine di garantire ai lavoratori il pagamento del trattamento di fine rapporto, al posto del datore di lavoro, in caso di insolvenza di quest’ultimo [1].

Nel corso del tempo, la legge ha affidato al Fondo compiti ulteriori. In particolare, a partire dal 1992 [2], il Fondo di garanzia Inps interviene anche quando il datore di lavoro ha omesso di pagare le ultime tre retribuzioni del lavoratore.

Il principio a cui si ispira il Fondo è di tipo mutualistico: tutti i datori di lavoro pagano un contributo a tale istituto al fine di assicurarsi in caso di insolvenza.

La ratio del Fondo è tutelare il reddito del lavoratore, anche considerando la sua funzione alimentare e di sostentamento.

Fondo di garanzia Inps: come si finanzia?

Come abbiamo detto, il Fondo di garanzia Inps si ispira ad una logica mutualistica. Proprio per questo, la legge [3] prevede che il fondo afferisca alla “Gestione Prestazioni Temporanee ai lavoratori dipendenti”. Le risorse del fondo vengono alimentate da un contributo posto a carico dei datori di lavoro di misura pari allo 0,20% della retribuzione imponibile del lavoratore. Nel caso di rapporto di lavoro con i dirigenti delle aziende industriali, la contribuzione è maggiore ed è pari a 0,40% della retribuzione imponibile del manager.

Fondo di garanzia Inps: come funziona?

L’intervento del Fondo di garanzia Inps assume caratteri diversi a seconda che il datore di lavoro sia soggetto alle procedure concorsuali o meno [4].

In particolare, se il datore di lavoro è soggetto alle procedure concorsuali, per ottenere l’intervento del fondo sono necessari i seguenti requisiti:

  • cessazione del rapporto di lavoro dipendente;
  • accertamento dello stato d’insolvenza e apertura di una procedura concorsuale di fallimento, concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa o di amministrazione straordinaria;
  • accertamento dell’esistenza del credito del lavoratore a titolo di trattamento di fine rapporto e/o delle ultime tre mensilità della retribuzione.

Con riferimento a tale ultimo requisito occorre precisare che nel fallimento, amministrazione straordinaria e liquidazione coatta amministrativa l’accertamento si realizza con l’ammissione del credito del dipendente nello stato passivo della procedura. È proprio la somma di denaro per cui è stato ammesso nella procedura il credito del lavoratore che cristallizza e determina la misura dell’obbligazione del Fondo di garanzia Inps.

Quando, invece, il datore di lavoro non è soggetto alle procedure concorsuali, l’intervento del Fondo di garanzia Inps è possibile solo al ricorrere dei seguenti requisiti:

  • cessazione del rapporto di lavoro subordinato;
  • non applicabilità delle procedure concorsuali al datore di lavoro;
  • sussistenza del credito per trattamento di fine rapporto rimasto insoluto;
  • esperimento dell’esecuzione forzata da parte del lavoratore e riscontrata insufficienza delle garanzie patrimoniali del datore di lavoro.

Da tale ultimo requisito si evince che, prima di chiedere l’intervento del Fondo di garanzia Inps, il lavoratore deve tentare di recuperare il suo credito con l’esecuzione forzata, ma senza successo.

Attenzione, infine, alle tempistiche di inoltro della domanda di intervento del Fondo che variano a seconda del tipo di procedura concorsuale che ha interessato il datore di lavoro.


note

[1] Art. 2, L. 29 maggio 1982, n. 297.

[2] Artt. 1 e 2, D.lgs. 27 gennaio 1992, n. 80.

[3] Art. 24, L. 8 marzo 1989, n. 88.

[4] Circolare Inps 15 luglio 2008, n. 74.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube