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Il marchio comunitario: cos’è e come si registra

14 Marzo 2013
Il marchio comunitario: cos’è e come si registra

Che cos’è il marchio comunitario e a cosa serve: la registrazione, i costi e la durata.

Registrare un marchio (sia esso nazionale o comunitario o internazionale) permette di estendere l’ambito di tutela del proprio “segno distintivo”.

Per analizzare la procedura di registrazione del marchio comunitario, è necessario prima  comprendere che cos’è un marchio e il fine ultimo della registrazione.

Il marchio [1] è la rappresentazione di un “segno” [2] che permette di distinguere i propri prodotti e servizi da quelli di altre eventuali imprese concorrenti nel mercato di riferimento.

La natura del marchio è dunque variabile e, al fine della registrazione, è necessario individuare la tipologia cui la domanda da depositare fa riferimento.

Distinguiamo i marchi in:

– denominativo [3];

– figurativo [4];

– tridimensionale [5];

– sonoro [6].

(per le definizioni, leggi in nota)

L’iscrizione del proprio “segno” tra i marchi comunitari ha una rilevanza plurima e serve a:

– identificare l’origine dei prodotti o dei servizi rispetto al produttore;

– non permettere a terzi di usufruire del medesimo segno distintivo (per i settori commerciali richiesti in sede di deposito);

– farsi pubblicità e promozione.

La registrazione a livello comunitario permette: di allargare l’ambito territoriale di tutela del segno distintivo; di utilizzare e diffondere il marchio in tutti gli Stati appartenenti all’UE, compresi i nuovi Stati che dovessero entrare a farvi parte.

In sede di deposito della domanda è, altresì, necessario individuare le cosiddette “classi” di appartenenza del marchio [7], cioè il segmento di mercato o comunque il settore di beni e servizi per cui si richiede la protezione del medesimo. È possibile anche individuare più classi di riferimento (fino a 3 sono incluse nella tassa base).

Ci sono varie modalità di deposito della domanda di iscrizione del marchio nelle apposite liste. Queste ultime potranno essere presentate o direttamente presso l’UAMI [8] o anche presso gli uffici nazionali dei brevetti e dei marchi (per Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi trattasi dell’Ufficio dei marchi del Benelux).

Precisamente:

e-filing, deposito elettronico, che avviene attraverso l’utilizzo delle procedure descritte nel sito dell’UAMI;

posta ordinaria o corriere privato;

consegna personale presso gli uffici competenti;

– via fax al n. +34 965 131 344 (senza che a questa segua una copia di conferma).

Il deposito della domanda può essere effettuato da qualsiasi persona fisica o giuridica,  senza alcun vincolo di cittadinanza/nazionalità, tuttavia per i residenti fuori l’Unione Europea l’Ufficio Marchi richiede la nomina di un rappresentante (avvocato o mandatario abilitato).

Il costo della tassa di base [9] è pari a 900 euro (se il deposito è avvenuto attraverso la procedura e-filing) o a 1.045 euro (per tutte le altre modalità cartacee di deposito).

La tassa deve essere pagata entro il termine massimo di un mese dalla data di ricevimento della domanda, tramite addebito sul conto corrente del richiedente o mediante bonifico bancario, pena la cancellazione della domanda.

L’UAMI, ricevuta la domanda, la valuta procedendo a un esame formale dei requisiti ed effettuando una ricerca per escludere motivi contrari al deposito [10].

Un marchio, per essere idoneo, deve essere: “nuovo”, cioè non identico o anche solo confondibile con altri della medesima classe; e deve essere “distintivo”, cioè capace di differenziare un prodotto o servizio da altri similari.

Dopo queste formalità e in mancanza di opposizioni di terzi titolari di marchi simili [11] l’ufficio provvede al rilascio del certificato ed alla sua pubblicazione. Chiunque ritenga di avere dei diritti sul marchio può iniziare un procedimento di opposizione opporsi alla sua registrazione, nel termine massimo di tre mesi, dalla data di pubblicazione.

Inoltre, è bene precisare che il diritto di utilizzo esclusivo (ed i diritti connessi a quest’ultimo) del titolare del marchio comunitario potranno essere opposti ai terzi soltanto a decorrere dalla data di pubblicazione dell’avvenuta registrazione sul Bollettino dei marchi comunitari.

Il titolare, ottenuto il marchio comunitario, potrà utilizzarlo in tutta l’Unione Europea per dieci anni, avendo la possibilità di rinnovarlo illimitatamente [12].

Il marchio, a registrazione avvenuta, deve essere effettivamente utilizzato e commercializzato entro il termine di cinque anni, anche solo in alcuni Stati della Comunità Europea, altrimenti decade [13] dalla tutela riservatagli.

di MARTINA GRIMALDI

note

[1] Il concetto di marchio comunitario nasce con il regolamento CE n. 404 del 1994.

[2] Oggetto di tutela, ad esempio, può essere una parola, un disegno, un logo, un suono, oppure una particolare modalità di imballaggio di un prodotto.

[3] Il marchio denominativo è costituito da un testo scritto con i caratteri regolari presenti sulla tastiera del computer, può essere composto da lettere o numeri o segni di punteggiatura o segni di tastiera.

[4] Il marchio figurativo può essere formato sia dalla combinazione di elementi verbali e grafici, sia soltanto da elementi grafici o da elementi figurativi, siano essi colorati o meno.

[5] Il marchio tridimensionale è caratterizzato dalla forma tridimensionale oggetto di tutela, ad esempio, può essere costituito (fisicamente) dall’unione tra il prodotto e la modalità di imballaggio di quest’ultimo.

[6] Oltre ai marchi tradizionali, è possibile registrare anche il cosiddetto marchio sonoro, costituito cioè da un suono. Ciò è possibile a condizione che quest’ultimo possa essere rappresentato in forma grafica: mediante le note musicali su un pentagramma. La domanda di registrazione, quindi, deve essere corredata dell’elemento sonoro e della sua espressione figurativa.

[7] La cosiddetta Classificazione di Nizza ha introdotto e identificato le classi di appartenenza dei prodotto o servizio da tutelare.

[8] Ufficio Armonizzazione del Mercato Interno, con sede ad Alicante, in Spagna.

[9] L’importo della tassa è variabile a seconda della classe di appartenenza del marchio. Nel caso in cui vengano individuate più di tre classi di appartenenza, per ogni classe aggiuntiva si pagherà un’ulteriore tassa pari ad € 150.

[10] Tale ricerca serve dunque a comprendere se, anteriormente alla data di presentazione della domanda, era già presente il medesimo marchio o uno molto simile.

[11] Il titolare di un marchio simile – a quello di nuova registrazione – potrà opporsi nel termine di tre mesi dalla data di pubblicazione della domanda di registrazione sul Bollettino dei marchi comunitari e, nel medesimo termine, dovrà versare la tassa di importo pari ad € 350,00. La procedura per il deposito dell’opposizione è realizzabile, anche, on-line sul sito dell’UAMI.

[12] Il rinnovo del marchio ha sempre una durata decennale.

[13] La decadenza permette alle imprese concorrenti di “sfruttare” lecitamente il marchio registrato, ma non utilizzato.


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