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Quanto bisogna spendere per avere il bonus carta di credito

6 Ottobre 2020 | Autore:
Quanto bisogna spendere per avere il bonus carta di credito

Il rimborso del 10% garantito solo per un limite massimo di spesa e un numero minimo di transazioni. Come funziona il «superpremio».

Tecnicamente, si chiama «cashback» ma, nel linguaggio popolare, il termine più comprensibile sarebbe «bonus pagamenti elettronici» o «bonus carta di credito». Altro non è che un rimborso del 10% di quanto è stato speso in un anno con la moneta elettronica (compresi anche Bancomat e app). E fin qui, tutto sembrerebbe semplice: spendo 12mila euro in un anno (in media mille euro al mese) e lo Stato mi riconosce 1.200 euro. È così facile? Non proprio. Perché, come per ogni agevolazione che preveda un ritorno di soldi nella tasca del contribuente, anche in questo caso, ci sono dei limiti e dei vincoli ben precisi. C’è un massimo di spesa riconosciuto e un minimo di transazioni da fare. Insomma: quanto bisogna spendere per avere il bonus carta di credito?

Il problema non è solo quanto spendere ma quante volte bisogna utilizzare la moneta elettronica per avere diritto al bonus. È possibile, ad esempio, fare quattro spese al mese da 250 euro l’una per un totale di 48 spese all’anno? O bisogna farne di più, anche di valore più ridotto per avere indietro il 10%? Insomma, c’è la probabilità che, come il vecchio sacerdote nel confessionale, il Fisco ti chieda prima di concederti il bonus: «Quante volte, figliolo?».

Facciamo un ripasso di come funziona il cashback e quanto bisogna spendere per avere il bonus carta di credito, giusto per sapersi regolare durante l’anno con l’uso della moneta elettronica.

Bonus carta di credito: che cos’è?

I cashback o bonus carta di credito è un’agevolazione introdotta dal Governo per spingere sempre più i consumatori verso l’utilizzo della moneta elettronica come alternativa al pagamento in contanti. Già, dal 1° luglio 2020, è stata abbassata la soglia dell’uso delle banconote di carta e degli spiccioli a 1.999,99 euro, limite che scenderà ancora a gennaio 2022, quando verrà fissato a 999,99 euro. Poi, la decisione dell’Esecutivo di fare un ulteriore passo avanti, riconoscendo ai cittadini dal 1° dicembre 2020 una parte di quanto spendono con strumenti alternativi ai contanti.

Il bonus consiste nel rimborso del 10% della spesa fatta, appunto, con moneta elettronica, intesa come carta di credito, Bancomat o app (Satispay, Apple Pay, Samsung Pay, ecc.) ma anche come bonifico bancario.

C’è un tetto di spesa, però: viene riconosciuto il 10% di un massimo di 3.000 euro all’anno, o di 1.500 euro al semestre, che poco cambia. Alla fine dell’anno, il consumatore che ha speso almeno quella cifra si vedrà riconoscere 300 euro.

Sono escluse dal beneficio le operazioni di e-commerce, cioè di acquisti online: il cashback, infatti, è nato per premiare chi sostituisce il più possibile i contanti con la moneta elettronica, non chi già utilizza carte di credito o Bancomat per fare shopping su Internet.

Bonus carta di credito: il limite massimo di spesa

Come appena detto, per avere il bonus carta di credito bisogna spendere almeno 3.000 euro in un anno. Facendo due conti, si tratta di 250 euro al mese. Meno, cioè, di quello che mediamente spende una coppia al supermercato. Significa che il consumatore avrà al massimo un bonus di 300 euro, cioè il 10% di quei 3.000 posti come tetto di spesa.

Questi soldi torneranno indietro al cittadino secondo diverse modalità: o verranno versati sul suo conto corrente oppure saranno restituiti per ogni operazione effettuata con riaccredito immediato.

Bonus carta di credito: il limite minimo di operazioni

Fermiamoci un attimo sull’esempio che abbiamo appena fatto, cioè quello della coppia che mediamente spende ogni mese al supermercato più di 250 euro tra cibo, bevande, detersivi e via consumando. Mettiamo il caso che quella cifra viene raggiunta con tre scontrini. Significa che tre operazioni al mese con carta di credito, Bancomat, ecc. per un totale di 36 operazioni all’anno danno già diritto al bonus? Non è proprio così.

Abbiamo detto che l’intenzione del Governo è quella di sostituire il più possibile i pagamenti in contanti con quelli elettronici. Che vantaggio ci sarebbe a premiare chi con poche operazioni all’anno raggiunge i 3.000 euro e per tutto il resto utilizza le banconote di carta? Pensa a chi deve cambiare a gennaio il televisore e a settembre il forno di casa: arrivare a 3.000 euro è un attimo. Ma le operazioni in un anno saranno state soltanto due. Insomma, in questo modo non si risolve il problema dei contanti.

E allora, ecco che subentra un altro limite: quello del numero minimo delle transazioni da effettuare per avere diritto al rimborso del 10%. Una cinquantina in un semestre, secondo le indicazioni ministeriali. Significa dover utilizzare i pagamenti elettronici un centinaio di volte all’anno per ottenere il bonus.

Perché questo limite? Semplice: quello che il Governo vuole è che la carta di credito non venga usata solo per fare un acquisto importante o per pagare la cena con la famiglia, l’albergo delle vacanze, ecc. Anche le piccole spese, affinché il cashback abbia un senso, devono essere fatte con moneta elettronica, secondo l’Esecutivo. L’aperitivo, il pane dal fornaio, persino il caffè. Ci sarà, poi, un problema da risolvere, ed è quello che già impegna autorità e commercianti, ovvero l’importo delle commissioni per l’utilizzo del Pos, che restano l’ostacolo principale per l’uso delle carte.

Ad ogni modo, solo pagando in questo modo anche i piccoli acquisti si può arrivare al numero minimo di transazioni richiesto per avere il bonus. Altrimenti, in quanti vorrebbero usare 50 volte la carta di credito in sei mesi solo per importi di una certa consistenza e solo per avere indietro un massimo di 300 euro?

Bonus carta di credito: il «superpremio»

Così come esistono l’Enalotto e il Superenalotto, esistono anche il cashback e il supercashback. In sostanza, il Governo ha creato un doppio binario per favorire l’uso della moneta elettronica a discapito dei contanti.

Oltre al rimborso del 10% su una spesa massima di 3.000 euro, viene riconosciuto anche un «superpremio» a chi avrà effettuato il maggior numero di transazioni. Suona un po’ a televendita, lo hanno già detto in tanti, ma il concetto è questo: ai primi 100mila consumatori che avranno usato di più la carta di credito, il Bancomat, le app, ecc. arriverà un premio in denaro, per ora stabilito in 3.000 euro.

Quindi, attenzione: non conta quanti soldi vengono spesi ma quel «quante volte, figliolo» che abbiamo citato prima, cioè il numero delle transazioni, indipendentemente dal loro valore. Come a dire: 10 pacchetti di caramelle valgono più di una moto ai fini del superpremio.



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