Diritto e Fisco | Articoli

Danno provocato da una costruzione in rovina: chi paga?

4 Dicembre 2013 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 Dicembre 2013



Per i danni cagionati a persone o cose dal crollo o lesione di un fabbricato è responsabile il proprietario, a meno che dimostri l’assenza di vizi di costruzione e la continua esecuzione di interventi di manutenzione.

 

In base alla nostra legge, il proprietario di un edificio o di altra costruzione è responsabile dei danni causati dalla loro rovina, se non ha mantenuto l’immobile nel suo stato ottimale oppure non ha provveduto ad eliminare i difetti di costruzione [1]. Di conseguenza, colui che ha subito lesioni dalla disgregazione di un fabbricato o dal distacco, caduta o frantumazione di una sua parte, può pretendere il risarcimento danni dal proprietario.

La norma si applica per i danni subiti da qualsiasi tipologia di immobile, non soltanto case o palazzi, ma anche muri di cinta, reti metalliche, tabelloni, travi, insomma per ogni opera che sia ancorata al suolo, anche se in modo transitorio [2].

La massima tutela al danneggiato è garantita dalla presunzione di colpa in capo al proprietario: ciò significa che il proprietario è considerato sempre responsabile, a meno che non sia lui stesso a dimostrare il contrario. Vale, insomma – almeno in questo campo – il principio dell’inversione dell’onere della prova, secondo il quale non deve essere il danneggiato a provare i fatti per i quali chiede il risarcimento, ma è il chiamato in giudizio – in questo caso il proprietario – a dimostrare l’assenza di colpa per l’accaduto.

In altre parole, affinché il proprietario possa liberarsi dalla responsabilità deve provare, davanti al giudice, che:

– o il danno sia stato causato dal comportamento poco accorto del danneggiato

– oppure che il danno si è verificato per caso fortuito: una situazione cioè imprevedibile contro la quale qualsiasi prevenzione sarebbe stata inutile (si pensi al fulmine che provoca il distacco della tegola).

Diverso è il caso in cui si accerti che i danni sono stati causati da un difetto di costruzione. In tal caso il proprietario, in presenza di determinati presupposti [3], è tenuto comunque a risarcire il danneggiato, ma può rivalersi successivamente sull’appaltatore che, nel costruire l’opera, non ha rispettato i criteri necessari a mantenere il bene stabile e duraturo nel tempo. Per un approfondimento sul punto si legga l’articolo “Difetti di costruzione: quando l’appaltatore è responsabile“.

note

[1] Art. 2053 cod. civ.

[2] T.R.G.A. , sez. Bolzano, sent. n. 97/2006

[3] Art. 1669 cod. civ.
Autore immagine: 123rf.com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

1 Commento

  1. E se si tratta di balconi in un condominio? Che deve provvedere a risolvere il problema? E se è stata fatta segnalazione all’amministratore e questi non provvede e non ti risponde? Vorrei intervenire io ma so che ciò non è possibile se non con l’autorizzazione condominiale?

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI