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Piccolo spaccio di droga: è legale l’arresto?

7 Ottobre 2020 | Autore:
Piccolo spaccio di droga: è legale l’arresto?

Spaccio di lieve entità: cos’è? La cessione di sostanze stupefacenti è sempre punibile con l’arresto in flagranza?

Secondo la legge italiana, lo spaccio di droga è in assoluto uno dei reati più gravi, tanto da essere punito con pene che possono giungere sino ai vent’anni di reclusione. Un diverso trattamento punitivo è, invece, riservato ai piccoli spacciatori, cioè a coloro che vendono modesti quantitativi di sostanza stupefacente, magari rientranti nel novero delle cosiddette droghe leggere. A questo trattamento sanzionatorio segue l’arresto in flagranza: lo spacciatore che è colto nell’atto di cedere la droga viene arrestato e prelevato dalla polizia. È legale l’arresto per il piccolo spaccio di droga?

Si pensi a chi viene sorpreso a passare a un’altra persona una bustina contenente della marijuana, oppure all’individuo che spacci piccolissime quantità di hashish. Per costoro scatterebbe l’arresto se fossero colti in flagrante? Cosa dicono legge e giurisprudenza a riguardo? Su un caso di piccolo spaccio di droga si è espressa recentemente la Corte di Cassazione, pronunciandosi per certi versi in maniera sorprendente. Se l’argomento ti incuriosisce, ti invito a proseguire nella lettura: vedremo insieme se è legale l’arresto per lo spaccio di lieve entità.

Spaccio di droga: com’è punito?

Per legge, chiunque, senza avere apposita autorizzazione ministeriale, coltiva, produce, fabbrica, estrae, raffina, vende, offre o mette in vendita, cede, distribuisce, commercia, trasporta, procura ad altri, invia, passa o spedisce in transito, consegna per qualunque scopo sostanze stupefacenti, è punito con la reclusione da sei a venti anni e con la multa da 26mila a 260mila euro [1].

Per spaccio di droga non si deve intendere solamente la vendita onerosa della sostanza stupefacente: anche la cessione gratuita costituisce spaccio penalmente perseguibile

A seguito di una sentenza della Corte Costituzionale [2] che ha dichiarato illegittima l’equiparazione tra droghe leggere e droghe pesanti, oggi per lo spaccio di droghe leggere (cannabis, ecc.) la pena è della reclusione da due a sei anni e della multa da euro 5.164 a euro 77.468.

Spaccio: quand’è di lieve entità?

Secondo la legge, la pena prevista per lo spaccio di sostanze stupefacenti è ridotta (reclusione da sei mesi a quattro anni e multa da 1.032 a 10.329 euro) se la condotta criminosa, per i mezzi, la modalità o le circostanze ovvero per la qualità e quantità delle sostanze, è di lieve entità.

Lo spaccio di droga è di lieve entità quando, in considerazione del complessivo quantitativo o del fatto che la sostanza sia detenuta senza particolari accorgimenti o cautele e in pubblico, sia evidente che il crimine abbia una portata tutto sommata modesta.

Nello spaccio di lieve entità rientra sicuramente il piccolo spaccio, cioè la cessione di scarse dosi di droga, magari leggere (hashish, marijuana, ecc.), a fronte di un guadagno minimo.

Spaccio di sostanze stupefacenti: c’è l’arresto?

La legge prevede l’arresto in flagranza per lo spaccio di sostanze stupefacenti. In pratica, chi è colto nell’atto di cedere della droga, viene arrestato dalle autorità. Lo stesso accade a chi sia trovato con addosso le tracce del reato immediatamente dopo aver commesso il fatto: in questo caso, si parla di quasi flagranza.

Si pensi a colui che, dopo aver venduto della cocaina, si dia alla fuga vedendo le sirene della polizia. In un caso del genere, l’inseguimento può culminare legittimamente con l’arresto dello spacciatore.

Piccolo spaccio: cos’è l’arresto facoltativo?

Per lo spaccio di lieve entità, l’arresto non è obbligatorio ma facoltativo. Secondo la legge [3], la polizia giudiziaria può arrestare i piccoli spacciatori soltanto se la misura è giustificata:

  • dalla gravità del fatto;
  • dalla pericolosità del soggetto, desunta dalla sua personalità o dalle circostanze del crimine.

Insomma: il piccolo spacciatore può essere arrestato in flagranza di reato solamente se la polizia ritenga che l’episodio è particolarmente grave (ad esempio, in ragione del quantitativo di droga detenuto), ovvero se lo spacciatore è particolarmente pericoloso (ad esempio, perché sorpreso con armi oppure perché conosciuto per i notevoli precedenti).

Spaccio di lieve entità: quando si può procedere all’arresto?

In relazione all’arresto (facoltativo) dei piccoli spacciatori, per la Corte di Cassazione è irrilevante il quantitativo minimo della sostanza ceduta e l’esiguità della somma detenuta, se il fatto è stato realizzato in concorso con un altro soggetto, anche se non identificato [4].

Secondo i giudici, il concorso con altre persone fa presumere l’inserimento del piccolo spacciatore all’interno del commercio al dettaglio della droga, rendendo così molto pericolosa la sua condotta.

La cessione di una singola dose di droga, dunque, può essere elemento sufficiente per dare legittimità all’arresto operato dalle forze dell’ordine.

La Corte di Cassazione, con la sentenza in commento, ribalta peraltro la decisione del Gip, il quale non aveva convalidato l’arresto facoltativo, escludendo la gravità dell’offesa e la pericolosità della persona, e ponendo in evidenza che la condotta consisteva nella cessione di una sola dose di sostanza stupefacente (sebbene di cocaina) e che l’autore del reato non poteva valutarsi socialmente pericoloso, in assenza di pregresse esperienze criminali, per il solo fatto di essere senza fissa dimora e disoccupato.

Il principio espresso dalla Corte di Cassazione può essere così sintetizzato: lo spaccio di lieve entità può comportare l’arresto in flagranza se è ragionevole presumere che lo spacciatore sia inserito in un’organizzazione dedita alla cessione di sostanze stupefacenti.


note

[1] Art. 73, d.P.R. n. 309/90.

[2] Corte Cost., sent. n. 32/2014.

[3] Art. 381 cod. proc. pen.

[4] Cass., sent. n. 27253 del 1° ottobre 2020.

Autore immagine: Unspalsh.com


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