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Interruzione della corrente elettrica: quali sono le conseguenze per l’attività commerciale

16 Ottobre 2014 | Autore:
Interruzione della corrente elettrica: quali sono le conseguenze per l’attività commerciale

L’Ente preposto alla distribuzione deve risarcire i danni.

Tra l’esercizio commerciale e la Società di erogazione del servizio di energia elettrica intercorre sempre un contratto di somministrazione. Questa circostanza assume particolare rilievo, laddove l’attività comprenda la lavorazione, la conservazione e la vendita di prodotti freschi: è il caso di caseifici, macellerie o panifici.

Se si verifica una improvvisa interruzione di corrente elettrica, con conseguente paralisi della lavorazione e della produzione dei prodotti, nonché il deperimento della materia prima non utilizzata e degli altri prodotti conservati in congelatori e nei frigoriferi presenti nel locale e destinati alla vendita, il danno subito dalla attività potrebbe risultare ingente.

Quando accadono simili incidenti si configura, pertanto, la responsabilità del gestore del servizio.

Cosa accade se il contratto viene stipulato con Società diversa dall’Ente Nazionale per la distribuzione sul territorio dell’energia elettrica?

Vi è una responsabilità solidale, a titolo di inadempimento contrattuale, tra la società con cui l’azienda ha stipulato il contratto di somministrazione di corrente elettrica e quindi venditrice di energia elettrica; e l’Ente preposto alla distribuzione dell’energia nel territorio nazionale e quindi distributore di energia ai venditori, a titolo di fatto illecito se non anche di inadempimento contrattuale.

Le Società che forniscono tale servizio sono sempre responsabili, poiché dovrebbero porre in essere una adeguata e costante manutenzione delle proprie strutture per garantire agli utenti – contraenti – una regolare fruizione della corrente elettrica.

È evidente, dunque, che si tratta di semplice ed imperdonabile difetto di controllo e di manutenzione, e non già – come invece spesso le Società intendono far credere – di causa di forza maggiore. Questa, è bene ricordare, consiste invece nel verificarsi di quell’evento imprevedibile, eccezionale ed irresistibile idoneo a superare qualsiasi tipo di controllo da parte del soggetto che la invoca.

Le società devono eseguire i controlli, ovvero effettuare una manutenzione adeguata ed efficace di tutti quegli elementi che prevedibilmente, e non in modo eccezionale, sono soggetti a logorii ed usura, di modo da evitare il verificarsi dei guasti.

Quando un’attività commerciale viene colpita da un sinistro come l’interruzione della corrente elettrica, per la stessa si determina una forte riduzione delle vendite.

Non va trascurato, altresì, che nel determinare il mancato guadagno in questione va anche considerato che nel periodo dell’interruzione, oltre a non riuscire a vendere nulla, l’azienda comunque dovrà sostenere precisi costi: giornata dei dipendenti addetti alla produzione e alla vendita; oltre a quelle spese che, benché materialmente pagate in relazione all’intero mese (fitto locale, riscaldamento ed altre utenze cd. domestiche), non sono state fruite negli specifici e singoli giorni.

Al predetto mancato guadagno va aggiunto senz’altro il costo delle materie prime, non utilizzate e dei prodotti deperiti in quanto conservati nei congelatori e frigoriferi non funzionanti e destinati alla vendita.

Qualora la questione dovesse essere portata a conoscenza del Magistrato occorrerà chiedere sia che venga dichiarata la responsabilità della Società erogatrice del servizio di Energia elettrica, sia la condanna di quest’ultima a risarcire i danni.


note

Autore immagine: 123rf com


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