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Restituzione prestito: ultime sentenze

31 Ottobre 2020
Restituzione prestito: ultime sentenze

La compensazione dei crediti tra coniugi; la differenza tra il delitto di estorsione e il delitto di esercizio arbitrario delle proprie ragioni; il gioco d’azzardo; il diritto di esigere il credito vantato.

Restituzione del prestito

La regola della postergazione dettata in tema di rimborso dei finanziamenti anomali concessi dai soci di società a responsabilità limitata si applica anche alla società per azioni il cui assetto sia tale da consentire al socio finanziatore di ottenere informazioni paragonabili a quelle di cui dispone il socio di una società a responsabilità limitata.

(Nella specie, il Supremo collegio ha statuito che deve essere postergata agli altri creditori sociali la restituzione del prestito concesso, con sottoscrizione di obbligazioni, dall’azionista di maggioranza e presidente del consiglio di amministrazione di società per azioni).

Cassazione civile sez. I, 20/06/2018, n.16291

Restituzione del prestito: minaccia e violenza

Integra il reato di estorsione, e non quello di esercizio arbitrario delle proprie ragioni, la condotta di violenza o minaccia volta ad ottenere la restituzione di una somma di denaro mutuata allo scopo di commettere reati tributari, in quanto tale ripetizione è contraria a norme imperative e di buon costume e non è giuridicamente tutelata.

Cassazione penale sez. II, 07/02/2018, n.9494

Mancata restituzione del prestito

Dalla operata compensazione tra il maggior credito vantato dal marito nei confronti della moglie, derivante dalla mancata restituzione del prestito da parte di quest’ultima, e il minor credito vantato dalla seconda nei confronti dell’attore, a titolo di mancato versamento da parte del primo dell’assegno mensile di mantenimento della figlia minore, deve riconoscersi la convenuta obbligata nei confronti del marito alla restituzione integrale del prestito contratto da quest’ultimo per manutenzione della casa familiare di proprietà della moglie.

Tribunale Bari, 23/05/2016, n.2810

Pagamento di una rata costante nel tempo

Nei contratti di mutuo, il sistema di ammortamento progressivo (cd. “alla francese”), nel quale la restituzione del prestito avviene attraverso il pagamento di una rata costante nel tempo (caratterizzata da una quota interessi comunque decrescente ed una quota capitale crescente), non comporta, per definizione, alcun fenomeno di capitalizzazione degli interessi.

Tribunale Pescara, 10/04/2014

Tutela delle ragioni creditorie

Se all’interno di un gruppo societario avvengono finanziamenti da parte di una delle società, dichiarata fallita, a favore di altra società (già fallita) impossibilitata alla restituzione del prestito, è ipotizzabile la configurazione della bancarotta fraudolenta indipendentemente dalla valutazione dei vantaggi compensativi della operazione all’intero del gruppo stesso. Dinanzi a condotte distrattive non è resa inoperante, sul piano penale, il principio della autonoma tutela delle ragioni creditorie specificamente riferibili alla società fallita.

Cassazione penale sez. V, 21/02/2013, n.20039

Estinzione anticipata del contratto di prestito

La compagnia di assicurazioni che, in forza di polizza a garanzia di credito, abbia corrisposto all’istituto bancario l’importo dovuto a titolo di estinzione anticipata del contratto di prestito, per non aver il debitore principale adempiuto alla restituzione del prestito contratto, è surrogata legalmente ai sensi degli art. 1203 e 1916 c.c. nei diritti della banca nei confronti del debitore.

Tribunale Savona, 08/03/2012

Restituzione del prestito maggiorato degli interessi

Il computo di interessi moratori sugli interessi corrispettivi scaduti compresi nella rata di ammortamento del mutuo, non equivale a un anatocismo vietato, poiché l’’art. 2 della deliberazione CICR 9.2.2000 regola la capitalizzazione degli interessi maturati sui saldi di c/c bancario – attivi o passivi che siano – sancendone la legittimità a condizione che il contratto preveda in ambedue le ipotesi la stessa periodicità al fine dei regolamenti di conto e del passaggio a capitale degli interessi (attivi o passivi) maturati e nulla ha a che vedere col mutuo e le altre operazioni di finanziamento che generano obbligazioni pecuniarie soltanto a carico del cliente, e cioè la restituzione del prestito maggiorato degli interessi, sicché non è neppure ipotizzabile – nella fisiologia del rapporto – la maturazione di interessi attivi a favore del cliente e non può quindi farsi alcuna di una pari periodicità nelle chiusure del conto.

Tribunale Torino sez. II, 03/11/2006

L’assegno consegnato a restituzione del prestito

Pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante e contrario ai doveri deontologici di probità e dignità l’avvocato che, dopo aver chiesto a terzi a titolo di prestito una somma di denaro, non la restituisca e anzi si faccia protestare l’assegno consegnato a restituzione del prestito. (Nella specie è stata ritenuta congrua la sanzione della sospensione dall’esercizio della professione per mesi sei).

Cons. Naz.le Forense, 18/12/2000, n.290

Estorsione ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni

In presenza di una pretesa in sé non ingiusta e azionabile davanti al giudice, qualora l’intensità della minaccia e della violenza sia sproporzionata rispetto al fine perseguito, deve ritenersi configurabile il delitto di estorsione e non quello di esercizio arbitrario delle proprie ragioni.

Pertanto, se l’estrinsecazione della minaccia avvenga in forme e modalità tali da andare al di là di ogni ragionevole intento di far valere un preteso diritto, devono ritenersi configurabili gli estremi del delitto di estorsione.

Nel caso di specie, la Corte d’appello ha confermato la condanna per il reato ex art. 629 c.p. nei confronti dell’imputato, il quale aveva pesantemente minacciato e ricattato i familiari di un uomo a cui aveva prestato una somma di danaro, al fine di ottenere la restituzione del prestito.

Corte appello Roma sez. II, 14/03/2018, n.2665

Restituzione del prestito, gioco d’azzardo e tentata estorsione

Non commette il delitto di calunnia chi denunzia per tentata estorsione, anziché per esercizio arbitrario delle proprie ragioni, il proprietario della bisca che lo ha sollecitato, anche in maniera violenta, per ottenere la restituzione del prestito concessogli per proseguire nelle sue puntate in un gioco d’azzardo, atteso che, ove tra il mutuo e il gioco d’azzardo sussista un collegamento funzionale, la somma mutuata deve considerarsi irripetibile e dunque deve escludersi che il denunciante abbia formulato l’accusa nonostante la consapevolezza dell’esercizio da parte del denunciato di un diritto suscettibile di tutela dinanzi al giudice.

Cassazione penale sez. VI, 25/01/2010, n.4676

Rinuncia tacita del diritto di esigere la restituzione del prestito

La remissione consiste in un negozio unilaterale ricettizio che produce effetto solo quando la dichiarazione è comunicata al debitore, ai sensi dell’art. 1237 c.c.; e anche se la rinunzia può essere dedotta da circostanze concludenti ed incompatibili con l’intenzione di avvalersi del diritto di esigere il credito vantato e, quindi, con il permanere del vincolo obbligatorio, tanto non può desumersi dal fatto che il creditore non ha chiesto la restituzione del prestito per un certo periodo, comportamento del tutto inidoneo a giustificare uno spirito di liberalità e, quindi, a configurare una rinuncia tacita del diritto di esigere la restituzione dell’importo versato a titolo di prestito.

Giudice di pace Bari, 24/05/2007, n.4517



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15 Commenti

  1. Ho ricevuto un canone di un affitto non dichiarato. In caso di controlli dell’Agenzia delle Entrate potrei dire che i soldi sono la restituzione di un prestito che ho fatto a questa persona?

    1. Per il fisco è molto più facile, rispetto al passato, identificare la presenza sul conto corrente di “bonifici in nero”. Grazie infatti all’Anagrafe dei conti correnti tutte le movimentazioni bancarie vengono comunicate periodicamente all’Agenzia delle Entrate che, così, è in grado di rilevare la presenza sul conto di denaro “non dichiarato”. Il bonifico poi, in quanto facilmente tracciabile, è sicuramente più pericoloso di un pagamento in contanti (per i quali resta, comunque, il divieto di non superare la soglia di 3mila euro). Nel quesito, il lettore vorrebbe sostenere, in caso di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate, che la somma transitata sul proprio conto e versatagli in nero dall’inquilino sarebbe la restituzione di un precedente prestito. La soluzione però appare difficilmente perseguibile per due ragioni. Innanzitutto, in caso di richiesta di chiarimenti da parte del fisco, è il contribuente a dover fornire valide giustificazioni a propria discolpa: sui versamenti in conto privi di giustificazione scatta una automatica presunzione di “evasione” la cui prova contraria spetta al contribuente; se questi non è in grado di difendersi, subirà l’accertamento fiscale. In secondo luogo la prova che deve fornire il cittadino deve essere necessariamente documentale. Non basta cioè “sostenere che i soldi sono la restituzione di un prestito” anche se tale dichiarazione è supportata dalla testimonianza di chi ha effettuato il pagamento; bisogna anche poterlo dimostrare, ad esempio con una scrittura privata (munita di data certa) con cui viene formalizzato il mutuo o con gli estratti di conto corrente bancario dai quali risulta il primo passaggio di denaro (quello cioè del prestito). Insomma, nei rapporti con l’Agenzia delle Entrate, in caso di contestazioni, la prova contraria che il contribuente deve necessariamente dare per potersi giustificare può essere solo documentale.

  2. Quali sono i requisiti per chiedere un prestito in banca? Coe funziona se una persona, ad esempio, ne ha bisogno per acquistare un’auto nuova, per ristrutturare un immobile, per sostenere gli studi universitari fuori sede di un figlio, per affrontare i costi di un matrimonio o delle spese improvvise, che richiedono una liquidità immediata. Attendo vostre notizie

    1. In generale, i requisiti minimi richiesti per tutti i tipi di prestito sono: il possesso di un’età compresa tra i 18 e 70 anni. Tuttavia, alcune banche e finanziarie concedono prestiti anche a persone di età maggiore; un reddito dimostrabile. Per questo, al momento della domanda, il richiedente deve presentare in banca una documentazione fiscale atta a certificare la propria situazione economica; la residenza nel territorio italiano; l’essere titolare di un conto corrente bancario presso l’istituto di credito al quale è stato richiesto il prestito. L’istituto di credito decide la concessione del finanziamento in ragione delle proprie politiche di rischio e dell’affidabilità creditizia del soggetto richiedente. Sotto il primo punto di vista, ogni istituto di credito valuta i dati statistici già in suo possesso al fine di mantenere le insolvenze al di sotto di una determinata soglia mentre per quanto attiene l’affidabilità creditizia, tiene conto del rapporto sussistente tra la rata di rimborso e il reddito del richiedente. Va precisato che, di solito, detto rapporto non deve superare il 30%.

      L’istituto di credito, inoltre, consulta anche i rapporti forniti dalla Centrale rischi (Crif), nei quali sono riportati eventuali mancati pagamenti o ritardi nei rimborsi di finanziamenti precedenti.

  3. Come ottenere la restituzione dei soldi prestati con carta semplice? Il fatto di aver formalizzato il mutuo su un foglio di carta semplice (scrittura privata) consente addirittura di evitare, in caso di recupero crediti, la causa

    1. Il Codice di procedura civile prevede, in tali ipotesi, la possibilità di avvalersi del cosiddetto decreto ingiuntivo, uno strumento più celere ed economico. In pratica, l’avvocato del creditore dovrà semplicemente depositare in tribunale la prova scritta del suddetto credito (ossia la scrittura privata) e chiedere che il giudice condanni il debitore a restituire l’importo. Il tutto senza la presenza di quest’ultimo a cui, però, il decreto va notificato nei successivi 60 giorni. Dalla notifica, il debitore ha 40 giorni di tempo per decidere se pagare o fare opposizione. In assenza di una delle due scelte, il decreto diventa definitivo e il creditore, in assenza di spontaneo adempimento, può passare alla fase di espropriazione forzata, ossia al pignoramento.

  4. Ho deciso di fare un piccolo investimento, però non ho i soldi per realizzarlo e non so come fare per ottenerli. Ho sentito parlare di un prestito veloce, ma no ho capito come funziona….come si richiede un prestito online?

    1. I prestiti online vengono anche detti prestiti veloci per la rapidità con cui vengono erogati. Il denaro, infatti, viene accreditato nella maggior parte dei casi entro quarantotto ore dalla concessione del finanziamento. Questo tipo di soluzione risulta ideale per chi ha la necessità di disporre di una somma di denaro con poco preavviso. La cifra concessa con i prestiti veloci varia a seconda dell’istituto di credito a cui ci si rivolge. Generalmente, va da un minimo di 1.000 euro ad un massimo di 30.000, ma ci sono istituti che arrivano ad erogare anche cifre superiori. La cifra massima è stabilita dalle condizioni di finanziamento dell’istituto creditore e dalla situazione finanziaria del richiedente. Ciò significa che andrà valutata la tua capacità di rimborsare la cifra che chiedi. Il prestito andrà poi restituito in piccole rate mensili con una cifra stabilita al momento della firma del contratto. Quest’ultima varia in base a tre fattori: la somma complessiva richiesta, il numero di rate e la disponibilità economica del cliente.

    2. Se intendi richiedere un prestito online non devi far altro che collegarti al portale della banca o della finanziaria a cui vuoi chiedere il prestito. Internet ti dà anche la possibilità di confrontare i diversi tassi d’interesse dei prestiti. Basta collegarsi su portali come quello di supermoney per poter usufruire di tale opzione. Qui, ti basterà inserire i tuoi dati anagrafici, l’importo del prestito, la finalità e la durata del finanziamento, la tua professione e il tuo reddito mensile. Ti verrà anche richiesto se hai altri finanziamenti attivi e se, in quel caso, hai mai pagato in ritardo. Riempiti tutti i campi non ti rimarrà altro che fare click su «invia». Verrai reindirizzato in un’altra pagina dove ti verrà richiesto di inserire, oltre al tuo nome e cognome, email e numero di cellulare. Fatto ciò, ti verrà mostrato qual è la banca più adatta alle tue esigenze. Poi, dovrai cliccare su «richiedi fattibilità» per scoprire se è possibile ottenere il prestito.

  5. Un mio caro parente mi ha chiesto un prestito…Io mi vorrei affidare alla sua correttezza derivante dal rapporto di parentela. Mi sembra scortese fargli firmare un contratto, però ne ho sentite tante che vorrei sapere come tutelarmi, grazie

    1. Se temi che il prestito non ti venga restituito, puoi farti rilasciare delle garanzie. Di norma, si ricorre alla firma di cambiali con data di scadenza successiva alla scadenza del mutuo o a tante cambiali per quante sono le rate, ciascuna con scadenza successiva alla singola rata (proprio per verificare se questa viene regolarmente corrisposta). C’è chi ricorre all’assegno postdatato, ma si tratta di una modalità irregolare: difatti, per incassare un assegno bisogna sempre attendere che si compia la data in esso indicata. Un altro modo per garantirsi in caso di prestito è chiedere una garanzia personale. Ad esempio, puoi far firmare il contratto di mutuo anche a un’altra persona, magari più solvibile del mutuatario, di modo ché se quest’ultimo non dovesse corrispondere il dovuto potresti rivolgerti all’altro contraente. Quest’ultima soluzione è molto simile alla fideiussione: la fideiussione, però, è un autonomo contratto con cui un’altra persona, preso atto del prestito ricevuto dal debitore principale, si impegna a pagare le somme che quest’ultimo non dovesse corrispondere nei termini. Ne deriverebbe una doppia responsabilità tra garante e garantito che consente al mutuante di agire indifferentemente nei confronti dell’uno o dell’altro.

  6. Ho prestato dei soldi ad un amico. Non ho ricevuto la restituzione delle somme prestate alla scadenza prefissata… Cosa posso fare? Come posso difendermi in questo caso di mancata restituzione delle somme del prestito?

    1. Se non ricevi la restituzione delle somme prestate alla scadenza convenuta, puoi ricorrere al giudice. La procedura è più celere se hai un documento scritto firmato dal mutuatario. In tale ipotesi, infatti, puoi chiedere un decreto ingiuntivo. Altrimenti, dovrai procurarti le prove dell’esistenza del prestito e avviare un giudizio ordinario. Chiaramente, la causa deve essere gestita da un avvocato, ma prima di andare in tribunale devi procedere con la cosiddetta mediazione obbligatoria (solo per somme inferiori a 50mila euro): un tentativo di conciliazione che si esplica al di fuori delle aule di tribunale. 

  7. Salve. Un mio zio mi ha prestato dei soldi. Ora, io gli ho dato quanto mi aveva prestato, ma sembra che lui insieme ai miei cugini vogliano fregarmi. Purtroppo, non c’è un contratto scritto, quindi come posso dimostrare l’esistenza dello scambio del denaro se esso è avvenuto con i contanti? Cosa posso fare?aiuto

    1. Il Codice civile stabilisce il divieto di utilizzare i testimoni come fonte di prova quando il credito controverso supera l’importo di 2,58 euro. Tuttavia, il giudice può ammettere ugualmente la prova testimoniale se esistono elementi (ad esempio la parentela tra le parti) che giustificano il pagamento anche di ingenti somme senza formale documentazione.  Il tetto dei 2,58 euro è lo stesso che aveva fissato il legislatore del 1942 quando scrisse il codice civile. Tale valore non è mai stato aggiornato perché si è sempre fatto affidamento della “deroga” che consente al giudice di superare il tetto tutte le volte in cui le circostanze del caso facciano ritenere verosimile che le parti non abbiano voluto/potuto concludere un contratto scritto. 

      Mariano e Roberta, due amici di lunga data, si mettono d’accordo per un prestito di 10mila euro che la seconda erogherà al primo. Le parti, però, non firmano un contratto. Mariano non restituisce più i soldi e Roberta si trova a fargli causa. Volendo dimostrare il prestito con un terzo amico testimone, il giudice probabilmente non le consentirà di farlo, ritenendo inverosimile che le parti abbiano deciso di stipulare un mutuo così elevato senza riportare nulla per iscritto. Ma se i due fossero familiari, ad esempio fratello e sorella, l’ammissione della prova testimoniale sarebbe più probabile. Se, quindi, la prova testimoniale non è ammessa per contratti di importo superiore a 2.58 il giudice può, tuttavia, ammetterla anche per dimostrare crediti oltre quel limite, considerata “la qualità delle parti”, “l’oggetto del contratto e ogni altra circostanza”. L’ammissione della prova testimoniale oltre i limiti di valore stabiliti dalla legge “costituisce un potere discrezionale del giudice di merito”: non è, quindi, un dovere, ma un potere esercitabile a seconda dell’idea che il magistrato si è fatto del caso concreto. 

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