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Affidamento condiviso cane: ultime sentenze

31 Ottobre 2020
Affidamento condiviso cane: ultime sentenze

Il contrasto sulla titolarità dell’animale insorto tra persone già conviventi che se ne sono prese cura può disporne l’affido condiviso.

L’affido condiviso del cane

Nel vuoto normativo, alla luce dell’importanza del legame affettivo tra persone ed animali e del rispetto dovuto a questi ultimi quali esseri senzienti, non vi è dubbio che la normativa più vicina alla fattispecie sia quella relativa all’affidamento del figlio.

Tribunale Lucca, 24/01/2020

L’affido, il legame e l’affetto del cane

Nell’ambito di un giudizio restitutorio, il Tribunale può disporre l’affido condiviso del cane, ancorché di proprietà di uno solo dei due conviventi che ne reclamano il possesso esclusivo. In assenza di una disciplina normativa ad hoc, infatti, all’animale di affezione è applicabile analogicamente la normativa prevista per i figli minori, cosicché il Giudice deve assumere i provvedimenti che lo riguardano tenendo conto esclusivamente dell’interesse materiale – spirituale – affettivo dell’animale. Detta disciplina si applica anche qualora i due “padroni” della bestiola non siano legati da vincolo di coniugio, giacché il legame e l’affetto del cane per ciascuno di loro è indipendente dal regime giuridico che li legava.

Tribunale Roma sez. V, 15/03/2016, n.5322

I criteri di assegnazione del cane

Alla luce della necessaria protezione del sentimento di affezione per un animale come un gatto, quale valore meritevole di tutela, e tenuto conto altresì della necessità di assicurare il benessere e il miglior sviluppo della sua identità, si deve disporre l’assegnazione esclusiva di esso al coniuge che appare maggiormente in grado di far fronte a tali esigenze.

Non ravvisandosi ragioni particolari che orientino in senso diverso, deve invece disporsi l’assegnazione condivisa, con collocazione alternata presso ciascuno dei coniugi, del cane, indipendentemente dall’eventuale intestazione risultante dal microchip.

Tribunale Sciacca, 19/02/2019

Analogia con la disciplina riservata ai figli minori

Non esiste nel nostro ordinamento una norma che disciplini l’affidamento di un animale domestico in caso di separazione dei coniugi o dei conviventi, benché, attualmente, siano sempre più frequenti le cause in cui coniugi o conviventi si rivolgono al giudice per l’affidamento di un animale. Il criterio seguito in talune pronunce emesse in tal senso è stato esclusivamente quello materiale-spirituale-affetttivo dell’animale, in analogia alla disciplina riservata ai figli minori.

Nella fattispecie, in attuazione del predetto criterio, si è ritenuto che il regime giuridico in grado di tutelare l’interesse del cane oggetto di causa, contemperandolo con l’interesse affettivo delle parti in causa, fosse l’affido condiviso con divisione al 50% delle spese per il suo mantenimento. Ed infatti, era emerso che il cane si era abituato a vivere, dopo la fine della convivenza instaurata tra le parti in causa, a periodi alterni, con una sola di loro, in abitazioni e luoghi diversi e che entrambe le parti avevano provveduto alle cure necessarie per lo stesso. Altresì, era irrilevante che le parti non fossero sposate, atteso che l’affetto ed il legame istaurato con l’animale prescindeva dal regime giuridico che legava le parti in causa.

Tribunale Roma, Sezione 5, Civile, sentenza, 15/03/2016, n. 5322

Separazione di coniugi o conviventi: l’affidamento del cane

In caso di separazione di coniugi o conviventi, nell’interesse del cane e in quello affettivo di entrambe le parti, all’affidamento degli animali d’affezione è applicabile la disciplina dell’affidamento condiviso che può essere disposto a prescindere dallo status delle parti.

Tribunale Roma sez. V, 15/03/2016, n.5322

Affido dell’animale domestico e ripartizione delle spese

Anche in caso di separazione giudiziale, il giudice può pronunciarsi circa l’affidamento dell’animale domestico ad una delle parti, ovvero disponendo l’affidamento condiviso, nonché la ripartizione delle spese per la sua cura e mantenimento.

Tribunale Sciacca, Civile, Decreto, 19/02/2019

Contrasto sulla titolarità di un cane e affido condiviso

Il giudice, in caso di contrasto sulla titolarità di un cane, insorto tra persone già conviventi che per il passato se ne sono prese cura, può disporne l’affido condiviso, in applicazione analogica della disciplina in tema di affidamento dei figli minori, adottando altresì le statuizioni consequenziali in tema di collocamento, diritto di visita, mantenimento (nella specie, il cane era conteso da due ex conviventi, ciascuno dei quali assumeva di esserne il proprietario; il tribunale ne ha disposto il collocamento per sei mesi consecutivi presso ciascuna parte).

Tribunale Roma sez. V, 15/03/2016, n.5322



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2 Commenti

  1. I cani sono un pezzo di cuore. E’ come se fossero dei figli. Io non riesco a capire quei disgraziati che li abbandonano per strada, quegli psicopatici che ci giocano fin quando sono piccoli e poi se e liberano come se il momento di accudirli fosse stato superato

  2. Io e il mio ex ci siamo separati. Per fortuna non c’erano in mezzo figli, ma sono i cani miei che mi aveva regalato. Ad un vcerto punto, in preda alla rabbia, voleva fare il bambino e a comportarsi come tale dicendo che voleva avere l’affidamento del cane, ma l’ho cresciuto io il cane

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