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Trattamento di epilazione: ultime sentenze

31 Ottobre 2020
Trattamento di epilazione: ultime sentenze

Liquidazione del danno biologico e da lesione all’integrità psicofisica; negligenza e utilizzo scorretto del macchinario da parte dell’operatrice; pubblicità ingannevole. 

La tutela del consumatore

È ingannevole il messaggio pubblicitario di un trattamento per la depilazione volto ad attribuire al prodotto un’ efficacia “definitiva” e “radicale”, in presenza di documentazione insufficiente a comprovarne la veridicità, nella misura in cui l’art. 4 d.lg. n. 74/1992 prevede che se la prova richiesta è insufficiente a fornire la dimostrazione, i dati di fatto devono essere considerati inesatti.

T.A.R., (Lazio) sez. I, 08/06/2005, n.8113

Trattamento di epilazione: risarcimento

Il danno biologico, quale pregiudizio derivante da un illecito lesivo dell’integrità psicofisica della persona e, dunque, quale evento interno al fatto lesivo della salute, deve necessariamente ritenersi sussistente in presenza di accertate lesioni e prescinde dal danno correlato alla capacità di produzione del reddito. Ai fini del risarcimento tale pregiudizio deve essere considerato in relazione all’integralità dei suoi riflessi pregiudizievoli rispetto a tutte le attività, le situazioni e i rapporti in cui la persona esplica se stessa nella propria vita.

Il danno biologico, inoltre, deve essere di volta in volta personalizzato dall’organo giudicante, il quale è tenuto a valutare le sofferenze fisiche e psichiche patite dal soggetto leso nella loro effettiva consistenza, al fine di pervenire a un ristoro del danno nella sua interezza.

(Nella specie ai fini della liquidazione del danno biologico e da lesione all’integrità psicofisica subito dall’attrice in seguito al trattamento di epilazione, il giudice ritiene di condividere e applicare i valori previsti dalle tabelle del tribunale di Milano per l’anno 2013).

Tribunale Milano sez. VII, 25/09/2013, n.11815

Risoluzione del contratto per inadempimento

L’impegno di procurare l’epilazione definitiva tramite particolari trattamenti estetici fa sorgere una obbligazione di risultato, il cui mancato raggiungimento giustifica la risoluzione del contratto per inadempimento (Nel caso di specie, un centro estetico prometteva una “epilazione radicale” attraverso un trattamento al laser, che tuttavia non produceva gli effetti sperati).

Tribunale Modena, 30/06/2011, n.1067

Trattamento di epilazione permanente

Deve essere annullato, in applicazione dell’art. 1439 c.c. ed in quanto viziato da dolo, il contratto avente ad oggetto un trattamento di depilazione pubblicizzato attraverso un messaggio pubblicitario giudicato ingannevole dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato e rivelatosi inidoneo al raggiungimento dei risultati promessi in seguito al completamento del ciclo di applicazioni concordato, allorché solamente un’epilazione davvero permanente avrebbe giustificato gli elevati costi prospettati, a nulla rilevando che il consumatore abbia successivamente sottoscritto un secondo contratto volto ad effettuare un ciclo ulteriore di sedute, conseguenza del primo ciclo i cui effetti non si erano dimostrati definitivi.

Tribunale Bologna sez. II, 28/09/2009

Danno conseguente al trattamento estetico

E’ fondata la domanda esperita dall’istante la quale, avendo acquistato presso un centro estetico un trattamento di epilazione a luce pulsata della durata di tre mesi, chieda il risarcimento dei danni riportati in conseguenza delle lesioni causate dal trattamento, oltre che per le cure cui la stessa si sia dovuta sottoporre in conseguenza della grave negligenza nell’esecuzione del trattamento estetico.

Accertata dunque l’esistenza di un nesso causale tra il trattamento estetico e la manifestazione delle lesioni, non è necessario indagare se il fatto si sia verificato in conseguenza di un inesperto utilizzo del macchinario ovvero ad una mancata pulizia o manutenzione dell’apparecchio medesimo, essendo onere della convenuta dimostrare la riconducibilità dell’evento ad un diverso processo causale.

Tribunale Treviso, Civile, Sentenza, 11/07/2013, n. 1315

Trattamento di epilazione: ustioni provocate al paziente

Risponde per “culpa in vigilando” del reato di lesioni colpose di cui all’art. 590 c.p. il legale rappresentante di un centro estetico che, non avendo verificato che gli operatori del centro adottassero le ordinarie precauzioni nell ‘utilizzo di un macchinario per la depilazione, abbia provocato ustioni di primo grado ad un paziente sottoposto al trattamento depilatorio, a nulla rilevando che le lesioni fossero state cagionate da un uso palesemente scorretto del macchinario e dal mancato uso di gel refrigerante da pane dell’operatrice addetta al trattamento.

Corte di Cassazione, Sezione 4, Penale, Sentenza, 15/04/2010, n. 13069

Trattamento per la depilazione ad efficacia risolutiva

È ingannevole il messaggio pubblicitario di un trattamento per la depilazione ad efficacia risolutiva nel quale si affermi che gli operatori demandati ad applicarlo avrebbero conseguito un “master in depilazione” e si faccia riferimento ad un corso universitario di livello superiore rispetto al corso effettivamente tenuto, nonché relativo a metodiche estranee ai mezzi concretamente utilizzati dagli operatori medesimi.

Garante concorr. e mercato, 06/06/2007, n.16910

Trattamento di epilazione con apparecchiatura laser

Un centro estetico nel quale viene svolta attività consistente in trattamenti di medicina estetica, con l’uso di apparecchiatura laser per la depilazione, deve essere qualificato come “ambulatorio”. Per l’apertura o il mantenimento in esercizio dello stesso è quindi necessaria l’autorizzazione sanitaria prevista dall’art. 193 t.u. delle leggi sanitarie n. 1265 del 1934.

(La S.C. ha precisato che l’autorizzazione in parola è richiesta per tutte le strutture che abbiano un’interna organizzazione di mezzi e personale diretta alla cura di talune malattie, anche di natura dermatologica, le quali in relazione alla loro funzione assumono un’individualità propria distinta da quella dei sanitari che vi prestano la propria opera. Sono invece esclusi dall’autorizzazione gli studi dei professionisti liberi ove il singolo sanitario esercita la propria professione e dove si accede normalmente per appuntamento.

Cassazione penale sez. III, 18/04/2007, n.21806

Pubblicità ingannevole e informazione obiettiva: differenza

Costituisce ipotesi di pubblicità ingannevole, sub specie di pubblicità occulta, la pubblicazione di articoli giornalistici i quali, sotto l’apparenza di un’informazione obiettiva, nascondano la promozione di un determinato prodotto (nella specie, trattamento di depilazione presentato come definitivo).

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 08/10/2005, n.8113

Trattamento di epilazione: messaggio pubblicitario ingannevole

Il dolo è causa di annullamento del contratto ai sensi dell’art. 1439 c.c., quando i raggiri usati siano stati tali che, senza di essi, l’altra parte non avrebbe prestato il proprio consenso, essendo, al riguardo, sufficienti semplici menzogne; deve, pertanto, essere annullato, in quanto viziato da dolo, con conseguente restituzione al consumatore del prezzo corrisposto oltre agli interessi legali, il contratto avente ad oggetto un trattamento di depilazione pubblicizzato attraverso un messaggio pubblicitario giudicato ingannevole dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato e rivelatosi inidoneo al raggiungimento dei risultati promessi in seguito al completamento del ciclo di applicazioni concordato, allorché solamente un’epilazione davvero permanente avrebbe giustificato gli elevati costi prospettati (nel messaggio pubblicitario oggetto di censura, l’inserzionista prometteva una depilazione permanente in assenza di evidenze scientifiche idonee a comprovare la veridicità di quanto affermato e in assenza di riferimenti alla circostanza che il successo del trattamento dipendeva da molteplici fattori individuali).

Tribunale Bologna sez. II, 28/09/2009



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