L’esperto | Articoli

Emergenza sanitaria: ultime sentenze

12 Novembre 2020
Emergenza sanitaria: ultime sentenze

Il potere extra ordinem di ordinanza del sindaco; la tutela della salute pubblica; le ordinanze contingibili e urgenti.

Come affrontare le emergenze sanitarie

Al Sindaco è conferito il potere extra ordinem di ordinanza, ai sensi dell’art. 50, co. 5, del T.U. 2000/267 è conferito al Sindaco, per affrontare accadimenti materiali, recanti pericolo di un grave ed imminente pregiudizio per la salute della collettività locale, ovvero un’emergenza sanitaria a carattere esclusivamente locale, per i quali non sono applicabili gli strumenti ordinari di amministrazione attiva.

T.A.R. Lecce, (Puglia) sez. II, 11/06/2018, n.983

Malattie infettive e tutela della salute

La l. 23 dicembre 1978 n. 833 (Istituzione del Servizio Sanitario) ha delegato alle regioni la profilassi delle malattie infettive e diffusive e la Regione Toscana con la l. n. 16 del 2000 ha demandato la competenza ai comuni e, in specie, al Sindaco (c. art. 4). Tale potestà cautelare, ivi compreso il provvedimento di sospensione dell’attività di lavorazione delle carni avicole per inosservanza di ordinanze Ministeriali attuative di precetti comunitari, è ulteriormente giustificato con il richiamo all’art. 50 t.u. n. 267 del 2000, il quale, al comma 5, prevede la competenza del Sindaco per adottare ordinanze contingibili e urgenti in caso di emergenza sanitaria.

T.A.R. Firenze, (Toscana) sez. II, 05/10/2006, n.4259

Il protocollo per la gestione della malattia

E’ illegittima l’ordinanza sindacale che prevede ( fino all’adozione da parte del Ministero della salute di specifici provvedimenti) il divieto di dimora, anche occasionale, presso qualsiasi struttura di accoglienza, per persone prive di regolare documento di identità e di regolare certificato medico, nonché l’obbligo, da parte dei soggetti privi di regolare permesso di soggiorno ovvero di tessera sanitaria ed individuati nel corso di accertamenti da parte della Polizia Locale, di sottoporsi entro tre giorni a visite mediche presso l’ASL competente.

Tale ordinanza, infatti, non dimostra la posizione differenziata del Comune in ordine al tasso di rischio cui si espone la popolazione locale, poiché i pochi casi rilevati di scabbia o di epatite C non sono idonei a giustificare quella particolare gravità legittimante l’ordinanza contingibile e urgente, mentre, con riguardo al virus Ebola, il protocollo per la gestione della malattia redatto dall’ASL ha escluso la sussistenza di un’emergenza sanitaria.

T.A.R. Venezia, (Veneto) sez. III, 15/07/2015, n.801

Il diritto degli addetti ai servizi di emergenza sanitaria

Gli addetti ai servizi di emergenza sanitaria, operanti su turni di dodici ore, hanno diritto, una volta superate le sei ore di lavoro, alla funzione di una pausa giornaliera non inferiore ai dieci minuti, con conseguente risarcibilità del danno subìto, non rilevando in senso contrario il fatto che tali lavoratori abbiano regolarmente fruito di buoni pasto da consumare all’interno del turno di lavoro.

Tribunale Cassino sez. lav., 12/07/2018, n.64

L’equilibrio economico-finanziario del sistema sanitario

La sottoposizione della Regione al Piano di rientro per l’emergenza sanitaria presuppone ex lege un disavanzo eccessivo nel settore della spesa sanitaria; comporta l’obbligo della sua riduzione a livelli sostenibili; persegue contestualmente e paritariamente due obiettivi entrambi vincolanti e sottoposti a penetranti controlli nelle sedi nazionali, con conseguenti meccanismi premiali o sanzionatori, e cioè l’esigenza di ripristinare l’equilibrio economico-finanziario del sistema sanitario regionale interessato e la necessità di salvaguardare il pieno rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni secondo gli standard acquisiti in campo nazionale; ne consegue che il peso del Piano di rientro deve distribuirsi secondo criteri di massima ragionevolezza su tutti i settori di spesa in eccesso, con particolare riferimento alle prestazioni ulteriori rispetto ai livelli essenziali, atteso che la stessa legge prevede che anche questi siano commisurati in sede nazionale in relazione alle risorse disponibili, secondo criteri di massima appropriatezza e di costi standard, salvo il rispetto di un limite irriducibile consistente nel diritto fondamentale alla salute.

Consiglio di Stato sez. III, 27/02/2015, n.982

Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale

Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale dell’intero testo del d.l. 7 giugno 2017, n. 73 e degli artt. 1, commi 1, 1-ter, 2, 3, 4 e 6-ter; 3; 3-bis; 4; 5; 5-quater e 7 del medesimo d.l., come convertito dalla l. 31 luglio 2017, n. 119, censurati, per violazione dell’art. 77, comma 2, Cost., in quanto prevedono dieci vaccinazioni obbligatorie per i minori fino a sedici anni di età, inclusi i minori stranieri non accompagnati, stabilendo, per i casi di inadempimento, sanzioni amministrative pecuniarie e il divieto di accesso ai servizi educativi per l’infanzia. Infatti, a fronte di una copertura vaccinale insoddisfacente nel presente e incline alla criticità nel futuro, deve ritenersi che rientri nella discrezionalità — e nella responsabilità politica — degli organi di governo apprezzare la sopraggiunta urgenza di intervenire, alla luce dei nuovi dati e dei fenomeni epidemiologici frattanto emersi, anche in nome del principio di precauzione che deve presidiare un ambito così delicato per la salute di ogni cittadino come è quello della prevenzione.

Inoltre, l’asserita irragionevolezza dell’obiettivo del 95 per cento delle coperture vaccinali che rappresenterebbe una soglia ottimale, ma non critica, per il conseguimento della cosiddetta “immunità di gregge”, appare destituita di fondamento, atteso che una tale distinzione non sembra avere riscontro in alcuno degli atti di indirizzo delle competenti istituzioni nazionali e internazionali. Il fatto poi che l’epidemia di morbillo dell’anno 2017 colpisca specialmente una certa fascia (adulta) della popolazione non contraddice l’opportunità di incrementare la profilassi nella popolazione in età evolutiva, sia per la protezione di quest’ultima, sia per invertire la tendenza al calo delle coperture.

Neppure potrebbe negarsi che i provvedimenti adottati abbiano di per sé efficacia immediata, atteso che la normativa in esame dispone un obbligo non differibile, sia pure scandendo specifici termini per ciascuna delle vaccinazioni previste e articolando i necessari passaggi procedurali, secondo una tecnica normativa ragionevole, considerata la capillarità dell’impatto.

Infine, rientra nella discrezionalità del Governo e del Parlamento intervenire prima che si verifichino scenari di allarme e indipendentemente da una crisi epidemica in atto e decidere — a fronte di una prolungata situazione di insoddisfacente copertura vaccinale — di non attendere oltre nel fronteggiarla con misure straordinarie, anche in vista delle scadenze legate all’avvio dell’anno scolastico (sentt. nn. 171 del 2007, 93 del 2011, 16, 170 del 2017).

Corte Costituzionale, 18/01/2018, n.5

Procedure di assegnazione degli incarichi convenzionali

È incostituzionale l’art. 135 l. reg. Piemonte 17 dicembre 2018 n. 19, nella parte in cui consente al personale medico, in servizio presso le strutture del sistema di emergenza-urgenza territoriale 118 delle aziende sanitarie della regione Piemonte e con un’anzianità lavorativa di almeno tre anni, ma privo dell’attestato di formazione in medicina generale, di accedere alle procedure di assegnazione degli incarichi convenzionali a tempo indeterminato nell’emergenza sanitaria territoriale.

Corte Costituzionale, 06/03/2020, n.38

Emergenza sanitaria: turni di reperibilità domiciliare

In tema di personale sanitario convenzionato, l’art. 68, comma ottavo, del d.P.R. 28 luglio 2000, n. 270, con cui è stato recepito l’accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale, va interpretato nel senso che al personale medico impiegato nei turni di reperibilità domiciliare di 12 ore, organizzati al fine di fronteggiare assenze improvvise dei medici incaricati del turno di lavoro, va riconosciuto il compenso unitario stabilito dalla norma, per ogni ora dell’incarico attribuito nell’ambito del servizio di emergenza sanitaria territoriale.

Cassazione civile sez. lav., 22/03/2013, n.7310

Emergenza sanitaria: la riorganizzazione degli ospedali

Nel regime sia anteriore che successivo alla riorganizzazione degli ospedali, ai sensi degli art. 13 e 14 d.P.R. n. 128 del 1969 (recante “Ordinamento interno dei servizi ospedalieri”) e dell’art. 14 l. reg. Marche 30 ottobre 1998 n. 36 (recante “Sistema di emergenza sanitaria”), negli ospedali minori cosiddetti di Zona o di supporto privi di un reparto di Pronto Soccorso della Regione Marche è consentito utilizzare nei servizi di pronto soccorso presso i punti di primo intervento il personale sanitario, medico e chirurgico appartenente a reparti di degenza e cura, con conseguente legittimità della assegnazione al medesimo delle relative mansioni.

Cassazione civile sez. lav., 21/07/2004, n.13567

Pericolo di un grave ed imminente pregiudizio per la salute della collettività

Sono illegittime le ordinanze contingibili ed urgenti n. 28 del 21 giugno 2012 e n. 29 del 26 giugno 2012 adottate dal Sindaco di Ostuni al fine di impedire l’esecuzione di provvedimenti amministrativi adottati dalla Regione Puglia (Piano di Riordino della Rete Ospedaliera di cui al regolamento regionale 7 giugno 2012 n. 11) e dalla competente A.S.L. di Brindisi (Piano delle emergenze estate 2012) e, quindi, per un fine palesemente estraneo a quelli per i quali il potere extra ordinem è conferito al Sindaco e cioè di affrontare accadimenti materiali, recanti pericolo di un grave ed imminente pregiudizio per la salute della collettività locale (ossia un’emergenza sanitaria a carattere esclusivamente locale), per i quali non possano in concreto trovare applicazione gli strumenti ordinari di amministrazione attiva apprestati dall’ordinamento.

T.A.R. Lecce, (Puglia) sez. II, 23/01/2013, n.92



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

1 Commento

  1. Quella che stiamo vivendo è un’emergenza sanitaria. Questa pandemia ci sta portando all’esaurimento nervoso. Siamo stanchi delle mille restrizioni a causa di chi non rispetta le regole.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube