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Miscellanea Nasce l’Isee corrente per chi perde il lavoro

Miscellanea Pubblicato il 4 dicembre 2013

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> Miscellanea Pubblicato il 4 dicembre 2013

Regole speciali per chi perde l’occupazione: si avrà diritto all’agevolazione se l’indicatore reddituale ha un’oscillazione di almeno il 25% rispetto al calcolo standard.

A fianco dell’indicatore “standard”, debutta l’Isee corrente, a cui si può ricorrere se si verifica una consistente contrazione del reddito a seguito della perdita o della riduzione del lavoro da parte di un componente il nucleo familiare. Si tratta, insomma, di una versione “temporanea” del normale Isee, con una efficacia limitata nel tempo (per come, tra breve, si vedrà meglio).

In questo modo, si può tener conto di eventi imprevedibili che possono modificare in modo sensibile la condizione economica della famiglia.

La condizione

Per poter utilizzare l’Isee corrente è necessario che nei 18 mesi precedenti la richiesta della prestazione fatta con l’Isee, uno dei componenti della famiglia si sia ritrovato in una delle seguenti condizioni:

1) licenziamento, sospensione o riduzione dell’attività lavorativa dipendente a tempo indeterminato; lavoratori a tempo determinato o con contratti flessibili non rinnovati e quindi senza impiego al momento di presentazione della dichiarazione sostitutiva unica (Dsu), ma che sono stati occupati per almeno 120 giorni nei 12 mesi precedenti la conclusione dell’ultimo rapporto di lavoro; lavoratori autonomi che hanno cessato un’attività svolta in via continuativa per almeno dodici mesi e non occupati quando presentano la Dsu;

2) ciò deve aver determinato una contrazione, di almeno il 25% della condizione reddituale calcolata secondo le regole dell’Isee corrente rispetto alle regole di quello “standard”. Queste regole vanno utilizzate solo per le persone della famiglia che hanno perso il lavoro. Qualora ci siano più soggetti che contribuiscono alla condizione economica del nucleo familiare, questa sarà il risultato del mix determinato dai valori rimasti invariati.

Come si calcola

Per il calcolo si applicano regole diverse dall’Isee normale. Si prendono, infatti, in considerazione, con riferimento ai 12 mesi precedenti la richiesta: i redditi da lavoro dipendente, pensione e assimilati precedenti la richiesta; quelli da attività di impresa o lavoro autonomo individuati secondo il principio di cassa come differenza tra i ricavi e i compensi percepiti e le spese sostenute; i trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari non inclusi nei redditi da lavoro dipendente, pensione e assimilati.

Per i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato, il reddito richiesto può essere calcolato moltiplicando per 6 quanto incassato nei due mesi precedenti la domanda della prestazione agevolata.

Queste voci sostituiscono quelle più numerose utilizzate in via ordinaria, mentre nulla cambia per il quadro patrimoniale e il parametro della scala di equivalenza (quello che varia in relazione al numero dei componenti il nucleo).

La durata

L’indicatore corrente ha una validità di soli due mesi per richiedere le prestazioni agevolate, ma i trattamenti concessi in tale periodo possono venire erogati anche successivamente.

note

Autore immagine: 123rf.com


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