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Donazione indiretta: devo pagare le tasse?

10 Ottobre 2020
Donazione indiretta: devo pagare le tasse?

Mio zio vorrebbe regalare a me e mia sorella, tramite bonifico, una somma consistente, che dovremmo utilizzare per saldare alcuni debiti. Vorremmo accompagnare questa donazione con una scrittura privata dove sono specificati i motivi del regalo. Si tratta di una donazione indiretta? In tal caso possiamo non pagare l’imposta di donazione?

La donazione si definisce indiretta allorquando si realizza come effetto ulteriore di un negozio giuridico, ad esempio un contratto, tipicamente utilizzato per una causa diversa.

L’esempio più frequente è quello della compravendita, normalmente impiegata per realizzare un trasferimento del diritto di proprietà a titolo oneroso, dove il compratore acquista il bene col corrispettivo versato dal donante (per ipotesi, un genitore). Oppure cointestare un conto corrente col donatario, con firma e disponibilità disgiunte, e contestualmente versare su tale conto una somma di denaro appartenente ad uno solo dei cointestatari, si può considerare una donazione indiretta se il donante, nel momento in cui ha effettuato il deposito, non aveva altro fine che quello di realizzare una liberalità [1].

Alla luce di tali caratteristiche le operazioni da lei paventate in quesito non possono corrispondere ad una donazione indiretta. Precisamente, la presenza di una scrittura privata, per così dire, accompagnatoria, in cui verrebbero specificati i motivi della semplice elargizione di denaro, non escluderebbe la realizzazione di una vera e propria donazione diretta. Infatti, le liberalità così compiute sarebbero l’effetto principale e la causa stessa di questi negozi giuridici.

D’altra parte non deve nemmeno ignorare che anche le cosiddette liberalità indirette sono soggette all’applicazione dell’imposta. Fanno eccezione a questa regola soltanto quelle donazioni che sono eseguite attraverso la compravendita o la costituzione di diritti immobiliari o mediante il trasferimento di un’azienda [2]. In questi casi, infatti, sono già previste e versate determinate imposte. Sono, inoltre, escluse dalla tassazione le donazioni indirette di modico valore [3].

Pertanto, ogni liberalità indiretta diversa da quelle appena descritte andrebbe, comunque, registrata [4] presso la competente Agenzia delle Entrate per essere sottoposta all’imposta dovuta (nel suo caso il 6%).

A questo punto, quindi, per l’elargizione di denaro a vostro favore, allo scopo di estinguere i vostri debiti, per rendere valida la donazione, visto che si tratta di una somma consistente, e non eludere gli obblighi fiscali, dovrete recarvi dal notaio per stipulare il necessario atto pubblico.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Marco Borriello


note

[1] Cass. civ. ord. n. 26777/2019

[2] Art. 1 co. 4bis del D.lvo n. 346/1990.

[3] Art. 56bis del D.lvo n. 346/1990.

[4] Art. 56bis co. 3 del D.lvo n. 346/1990.


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