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Chi tradisce il coniuge cosa rischia?

8 Ottobre 2020
Chi tradisce il coniuge cosa rischia?

Il tradimento è causa di addebito ma non influisce sull’affidamento e sulla collocazione dei figli. 

Ci si separa più per la scoperta di un tradimento che per incompatibilità caratteriale. E così, l’infedeltà gioca un ruolo chiave nel successivo processo. Chi tradisce il coniuge cosa rischia? Il problema si pone soprattutto quando c’è da decidere sulle questioni che, normalmente, assumono maggiore rilievo nella causa di divorzio: l’affidamento dei figli, l’assegnazione della casa, la determinazione dell’assegno di mantenimento. 

In questa breve guida faremo il punto della situazione, tenendo conto delle più recenti sentenze della giurisprudenza. 

Quando c’è tradimento?

Il tradimento consiste non solo nel rapporto carnale con una persona diversa dal coniuge ma anche nel rapporto platonico quando, da questo, risulta un coinvolgimento sentimentale o anche solo un’attrazione fisica. Potrebbe essere tale lo scambio di messaggi in una chat su Internet.

Dunque, affinché si verifichino le conseguenze di cui a breve parleremo, non è necessario fornire al giudice la prova di una relazione fisica (stabile oppure occasionale che sia) con l’amante; bastano anche i comportamenti che, in pubblico, possano dare adito ad equivoci e maldicenze (si pensi all’uomo che va in giro a braccetto con la segretaria, incurante del fatto che lo vedano anche persone conosciute).

Il tradimento rileva poi solo tra le coppie sposate. Non c’è alcuna conseguenza in caso di tradimento tra coppie di conviventi.

Conseguenze del tradimento

Il giudice, verificate nel corso del processo le prove del tradimento, dichiara il cosiddetto addebito, ossia attribuisce la causa della fine del matrimonio al coniuge fedifrago.

Tuttavia, il tradimento non è né un reato, né un illecito amministrativo. L’ordinamento non fa scaturire quindi alcuna sanzione alla violazione dell’obbligo di fedeltà tra marito e moglie.

Sono previste solo due conseguenze dall’addebito ossia in capo a chi tradisce il coniuge:

  • la perdita del diritto a chiedere il mantenimento al coniuge tradito (se mai ne dovessero sussistere i presupposti);
  • la perdita dei diritti sull’eredità del coniuge tradito (che spetta unicamente nel caso in cui uno dei due coniugi muoia prima del divorzio. Il divorzio cancella definitivamente ogni diritto successorio).

Ne consegue pertanto che: 

  • se a tradire dovesse essere la moglie e questa dovesse avere un reddito inferiore all’ex marito, non potrebbe mai chiedergli l’assegno di mantenimento (quello cioè successivo alla separazione) o l’assegno divorzile (quello cioè successivo al divorzio);
  • se a tradire dovesse essere il marito e questi dovesse avere un reddito superiore all’ex moglie, per quest’ultima sarebbe del tutto irrilevante far dichiarare l’addebito a carico dell’uomo. Infatti, con o senza addebito, la donna avrebbe ugualmente diritto al mantenimento. Tutt’al più, il marito, in caso di morte prematura della moglie, non potrebbe avanzare pretese di successione;
  • se i coniugi hanno lo stesso reddito, l’accertamento dell’addebito per causa del tradimento sarebbe ininfluente in quanto, anche in tale ipotesi, non essendoci una differenza di potere economico tra i due, non è dovuto l’assegno di mantenimento.

Tali conseguenze derivano da un’importante considerazione: l’assegno di mantenimento non è una sanzione per aver violato le regole del matrimonio ma una conseguenza della disparità di reddito tra i due ex coniugi. Con o senza addebito, quindi il mantenimento scatta tutte le volte in cui lo stipendio di un coniuge è nettamente superiore rispetto a quello dell’altro. 

Quando il tradimento non determina conseguenze

Il tradimento non ha conseguenze – e non comporta quindi l’addebito – quando risulta che il matrimonio fosse, già da prima, agli sgoccioli per altre cause. Difatti, in tale ipotesi, non è l’infedeltà il motivo di cessazione della convivenza. Si pensi ad una donna che tradisca il marito dopo che questi è andato via di casa senza una ragione o perché viene puntualmente picchiata e umiliata dall’uomo.

In tali casi, non c’è quindi alcun addebito.

Conseguenze del tradimento sull’affidamento dei figli

L’affidamento dei figli è del tutto sconnesso dall’accertamento di un tradimento a carico di uno dei due coniugi. L’addebito per infedeltà non fa venir meno il rapporto coi figli. Questo significa che:

  • se il giudice intende collocare i figli a vivere presso la madre, potrà farlo anche se risulta che questa ha tradito il marito;
  • il giudice disporrà l’affidamento condiviso dei minori in capo a entrambi i coniugi, con diritto di visita del padre, anche se il tradimento fatto da quest’ultimo dovesse essere stato la causa esclusiva della cessazione del matrimonio. 

Conseguenze del tradimento sull’assegnazione della casa

Se la casa dovesse essere di proprietà di un solo coniuge (ad esempio, il marito) e i figli dovessero essere collocati presso l’altro genitore (la moglie), la casa del primo andrebbe alla seconda. Difatti, l’assegnazione del tetto coniugale segue la collocazione dei figli. Si tratta, infatti, di un provvedimento emesso per tutelare i minori e consentire loro di continuare a vivere nello stesso habitat domestico nel quale sono cresciuti fino ad allora. 

Dunque, il marito che dovesse scoprire il tradimento della moglie sarebbe costretto, in presenza di figli, ad andare via da casa propria per lasciare il posto all’ex coniuge con i bambini. Sembra paradossale ma è così.

Conseguenze del tradimento sul diritto di visita coi figli

La regola vuole che l’affidamento dei minori sia condiviso tra i due genitori e che il genitore non convivente veda i figli secondo il calendario concordato con l’ex o, in assenza di intesa, deciso dal giudice. Il fatto che il genitore non convivente abbia subito l’addebito per tradimento non elimina il suo diritto a incontrare la prole: una cosa infatti sono i rapporti con l’ex coniuge, un’altra quelli con i figli. 


note

Autore immagine: it.depositphotos.com


8 Commenti

  1. Ormai, siamo tutti cornuti. Io sono uscito da un matrimonio in cui avrei messo non solo la mano, ma mi ci sarei buttato per intero nel fuoco. Eppure, mi sbagliavo sulla fedeltà di mia moglie. Ho assunto un detective privato e l’ho fatta seguire, perché era da diversi mesi che non aveva voglia di stare con me e invece se la faceva con un altro. Lei diceva che non si sentiva bene e che era stanca…sempre! Cioè vi fare logico stare con la propria donna o il proprio uomo un paio di volte al mese? A me non proprio. E poi ho trovato quali erano le ragioni di tanto malessere e di tanta stanchezza della povera casalinga annoiata. Gliele farò vedere in tribunale le conseguenze di queste belle scappatelle

  2. Io e mio marito stiamo insieme da anni. All’inizio eravamo entusiasti e trascorrevamo un sacco di tempo insieme. Poi, ovviamente, non è che puoi sempre dedicarti alla vita di coppia, ma sopraggiungono impegni e responsabilità per cui arrivi la sera e sei stanca. Ammetto che qualcosa si era rotto dopo il suo primo e unico tradimento, così io mi sono allontanata. Ho provato a perdonarlo, ma lui non ha fatto nulla per rimediare in maniera concreta. Quindi, poii per ripicca anche io mi sono trovata un altro e poi ho deciso di chiedere la separazione. Ovviamente, lui non ha mai saputo di quest’uomo

  3. Scusate, dal commento che ho letto su sembra assurdo di come il tradimento sia diventato una scusa valida per andare con altre persone anche se non hai tradito per primo/a. Ma in caso di tradimento per ripicca, se il tradimento viene sgamato, per legge cosa succede? Qual è la conseguenza?

    1. Tradire “per primi” il marito o la moglie è contro la legge. Non è un reato, ma un illecito civile che implica, come conseguenza, la perdita del diritto al mantenimento. Chi tradisce per secondo, invece, anche come conseguenza dell’altrui infedeltà, non rischia alcuna conseguenza o sanzione, né perde il mantenimento. Quindi tradire per vendetta o ripicca è lecito e, a subire l’addebito, è solo il coniuge, che ha tradito per primo, rendendo intollerabile la convivenza, causa originaria della rottura dell’unione.

  4. Ora vi racconto brevemente una storia triste che è successa ad un mio amico di vecchia data e che è molto simile a quella della signora Barbara ma lei alla fine è stata scoperta. La moglie era disoccupata mentre lui aveva uno stipendio nella norma. Un giorno, lui ha trovato una chat tra la moglie e un altro uomo. Lui solleva un polverone sul tradimento e lei gli rinfaccia lo stesso comportamento che lui aveva tenuto qualche mese prima e che lei aveva tentato di perdonare. Alla fine, il giudice ha dichiarato l’addebito a carico del marito.

  5. Mia moglie mi ha tradito in passato. Mi sono preso le colpe, cercando di ragionare sul perché sia successa una cosa del genere. Io non le ho mai fatto mancare niente. Poi, penso di essere arrivato ad una conclusione. Lei ha ceduto alla corte di un ragazzo più giovane che ha cercato di raggirarla per fare la bella vita con i miei soldi. Nonostante questa cosa mi avesse mandato in tilt, io la amavo ed ho provato a perdonarla. Poi, mi si è presentata l’occasione e anche io l’ho tradita. Ora, vorrei capire però come posso dimostrare il tradimento per ripicca per evitare l’addebito

    1. Il tradimento è un comportamento talmente grave rispetto ai doveri matrimoniali da ritenersi sempre, di per se stesso, causa di rottura dell’unione materiale e materiale dei coniugi. Sicché, dinanzi alla prova di un tradimento a carico di un coniuge, spetterà a quest’ultimo – per evitare la pronuncia di addebito – dimostrare che il matrimonio era già naufragato per altre ragioni. Il fatto di aver in precedenza dichiarato di perdonare un tradimento dell’ex, non impedisce al coniuge tradito di sollevare, in un momento successivo, dinanzi al giudice, nell’ambito di una causa di separazione, la richiesta di addebito se risulta che la coppia non è riuscita a superare il momento di crisi. Una cosa, infatti, è mostrarsi disponibili a tentare di ricucire il rapporto, un’altra è invece riuscirci.

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