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Institore: ultime sentenze

5 Dicembre 2020
Institore: ultime sentenze

Inquadramento professionale del preposto; costituzione di un rapporto di natura institoria; pubblicità nel registro delle imprese; rappresentanza processuale volontaria.

Chi è l’institore?

La qualità di institore è da porre in correlazione con la preposizione, operata dall’imprenditore, all’esercizio dell’impresa commerciale, indipendentemente dall’inquadramento professionale del preposto dal punto di vista della carriera, dal conferimento di procura o comunque dall’utilizzo di forme solenni, sicché il preposto ad una sede secondaria dell’impresa (nella specie, la succursale di una banca) è per ciò stesso institore, salva prova contraria, acquisendone automaticamente i relativi poteri rappresentativi e divenendo, pertanto, destinatario della notificazione di atti processuali indirizzati al preponente.

Cassazione civile sez. I, 05/08/2016, n.16532

Preposizione institoria

In materia di preposizione institoria, l’estratto autentico del Libro delle decisioni dei soci allegato alla richiesta di iscrizione presso il Registro delle imprese va ritenuta forma sostanzialmente equipollente a quella prescritta dall’art. 2206 c.c., rispettando le esigenze di certezza dei rapporti giuridici relative alla provenienza dell’atto di nomina, all’individuazione del soggetto chiamato a ricoprire la carica di institore, all’estensione dei poteri conferiti dall’institore.

Tribunale Milano, 11/10/2019

I poteri dell’institore

Costituisce un principio generale del diritto societario, valido a prescindere dal tipo di società prescelto, quello secondo cui le c.d. “operazioni di interesse primordiale” esorbitano dai poteri di gestione degli amministratori e rientrano nella competenza implicita dell’assemblea. Tale principio generale si trae, oltre che dall’art. 2361 c.c. in materia di acquisto di partecipazioni sostanzialmente modificative dell’oggetto sociale, anche dall’art. 2204 c.c., in materia di poteri dell’institore, il quale implica che all’institore, come agli amministratori, non compete di decidere di non esercitare l’impresa o di esercitare un’altra impresa rispetto a quella che l’imprenditore gli ha affidato in gestione, ovvero di svolgere la medesima attività d’impresa con una diversa azienda.

Tribunale Roma Sez. spec. Impresa, 01/04/2019

Institore: i requisiti soggettivi

L’institore rientra fra i soggetti per i quali è doverosa la produzione della dichiarazione sui requisiti soggettivi in ragione della sua posizione istituzionale all’interno dell’azienda quale è disciplinata dalla legge (art. 2203 c.c.), indipendentemente da ogni specifica previsione della “lex specialis” di gara e da ogni approfondimento su quali siano in concreto i suoi poteri rappresentativi.

Consiglio di Stato sez. IV, 20/01/2015, n.140

Querela presentata dall’institore

In tema di querela, è consentito a norma dell’art. 37 disp. att. c.p.p. che la procura speciale possa essere rilasciata dall’amministratore delegato di una società in via preventiva per la eventualità in cui si verifichino i presupposti per il compimento dell’atto al quale la procura si riferisce.

(Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto rituale la querela presentata dall’institore nei confronti dei responsabili della occupazione di un’area del demanio ferroviario senza la necessità che nella procura institoria fossero preventivamente individuati i singoli fatti costituenti reato non ancora commessi).

Cassazione penale sez. II, 01/10/2014, n.42947

Il decesso dell’institore

Il principio che nega alla morte o alla perdita della capacità della parte o del difensore effetti giuridici nel giudizio in cassazione, caratterizzato dall’impulso di ufficio e perciò sottratto alle disposizioni degli artt. 299 e 300 cod. proc. civ., è applicabile solo dopo che, con la notifica del ricorso, si è instaurato il rapporto processuale dinanzi alla Corte di cassazione perché, fino a questo momento, vi è invece l’esigenza della presenza di tutti i requisiti della impugnazione, con conseguente inammissibilità del ricorso nel caso di decesso dell’institore, che ha sottoscritto la procura speciale, prima della esecuzione della notifica, dato che, ai sensi dell’art. 1722 cod. civ., tale evento, al pari della morte del difensore, estingue la procura privandola di ogni effetto.

Cassazione civile sez. lav., 22/05/2014, n.11382

La responsabilità dell’institore

La responsabilità dell’institore per gli atti di bancarotta patrimoniale e documentale posti in essere durante la gestione affidatagli è subordinata alla sola condizione che l’imprenditore da cui egli abbia ricevuto la preposizione sia dichiarato fallito, non essendo invece necessario anche il fallimento personale dello stesso institore, atteso il disposto di cui all’art. 227 l. fall. (In applicazione del principio, la Corte ha ritenuto corretta l’affermazione di responsabilità per i reati di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale pronunciata nei confronti dell’institore nonostante la revoca del fallimento dichiarato a carico di quest’ultimo).

Cassazione penale sez. V, 14/05/2014, n.29585

L’iscrizione nel registro delle imprese di un institore

L’iscrizione nel registro delle imprese di un institore o di un procuratore generale di una società a responsabilità limitata non comporta la cessazione della legittimazione processuale dell’amministratore unico e legale rappresentante della società iscritto nel medesimo registro, ma consente al creditore di effettuare le notifiche a una qualsiasi delle persone fisiche che rappresentino l’ente.

Corte appello Lecce, 17/01/2019, n.29

A chi è riconosciuta la qualità di institore?

L’attività posta in essere da filiali o succursali di una banca – prive di personalità giuridica, così come indicato nella Direttiva CEE n. 780 del 12 dicembre 1977 ed espressamente ribadito dall’art. 1, lett. e), del d.lgs. n. 385 del 1993 – va imputata all’istituto di credito di cui costituiscono un’articolazione periferica; tuttavia, ai dirigenti preposti a tali filiali è di regola riconosciuta la qualità di institore ex art. 2203 c.c., dalla quale deriva la loro legittimazione attiva e passiva in giudizio in nome della banca preponente, con imputazione a quest’ultima dell’attività giudiziaria da essi svolta.

Cassazione civile sez. I, 26/01/2016, n.1365

Assenza del conferimento di qualifica e procura da parte dell’imprenditore

La costituzione di un rapporto di natura institoria ex art. 2203 c.c., pur potendo desumersi da elementi presuntivi anche in assenza di un formale atto di conferimento di qualifica e procura da parte dell’imprenditore, deve tuttavia essere accertata con specifico riferimento alla fattispecie concreta e mediante applicazione degli ordinari criteri di ripartizione dell’onere probatorio.

(Nella specie, la S.C. ha ritenuto non potersi desumere la qualità di institore in capo ad una società dalla sua autonoma personalità giuridica, né dalla qualità di agente generale dell’imprenditore e neppure dal rapporto di controllo o collegamento tra la società e quella asseritamente preponente, trattandosi di elementi inconferenti ai fini della prova circa la sussistenza di una preposizione institoria, solitamente riferibile alla persona fisica legata all’imprenditore da un rapporto di subordinazione organica, sebbene al massimo livello di autonomia gestionale).

Cassazione civile sez. III, 27/10/2015, n.21811

Rappresentanza processuale volontaria: legittimazione e interesse ad agire

La rappresentanza processuale volontaria può essere conferita esclusivamente a chi sia investito di un potere rappresentativo di natura sostanziale in ordine al rapporto dedotto in giudizio, come si evince dall’art. 77 c.p.c., il quale menziona, come possibili destinatari dell’investitura processuale, soltanto il “procuratore generale e quello preposto a determinati affari”, sul fondamento del principio dell’interesse ad agire (art. 100 c.p.c.), inteso non solo come obbiettiva presenza o probabilità della lite, ma altresì come “appartenenza” della stessa a chi agisce (nel senso che la relazione della lite con l’agente debba consistere in ciò che l’interesse in lite sia suo): più precisamente, dalla lettura combinata degli artt. 100 e 77 c.p.c. si desume la regola generale per cui il diritto di agire spetta a chi abbia il potere di rappresentare l’interessato nella totalità dei suoi affari (procuratore generale) o in un gruppo omogeneo di questi, paragonabile ad un’azienda commerciale o ad un suo settore (institore).

(Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva riconosciuto la legittimazione del mandatario generale a rappresentare il mandante nel procedimento prefallimentare, avendogli l’imprenditore fallito conferito l’amministrazione dei suoi beni in forza di procura generale, con poteri di rappresentanza sia sostanziale che processuale).

Cassazione civile sez. I, 03/01/2017, n.43



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