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Omissione di soccorso e fuga: ultime sentenze

5 Dicembre 2020
Omissione di soccorso e fuga: ultime sentenze

Elemento soggettivo del reato; danno alle persone; mancata prestazione dell’assistenza in caso di incidente stradale.

Fuga e omissione di soccorso: configurabilità

Il reato di omissione di soccorso si pone come reato di pericolo astratto, che richiede che la condotta dei consociati, in presenza di sinistro stradale da cui derivino lesioni alla persona offesa, si atteggi ad un obbligo di solidarietà e di intervento che ha come fulcro l’assistenza del consociato in difficoltà. Il reato è configurabile tutte le volte che questi non si fermi e si dia alla fuga, a nulla rilevando che in concreto l’assistenza sia stata prestata da altri, qualora l’investitore ignori la circostanza perché fuggito.

Cassazione penale sez. IV, 22/02/2018, n.21873

Omissione di soccorso in sinistro stradale

L’elemento soggettivo reato di omissione di assistenza in caso di sinistro stradale, può essere integrato dal dolo eventuale, il quale è riscontrabile dall’atteggiamento del prevenuto che avendo causato il sinistro, inizialmente si accosta all’auto tamponata, lasciando intendere di voler controllare i danni e le lesioni e successivamente si sia dato alla fuga, nonostante il rischio di lesioni riportate dai soggetti presenti nell’altra vettura.

Tribunale Napoli sez. III, 13/05/2020, n.3043

Reato di fuga e sosta momentanea

Il reato di fuga, ex art. 189, commi 1 e 6, c.d.s., si concretizza nella condotta di colui che, in occasione di un incidente ricollegabile al suo comportamento da cui sia derivato danno a persone, effettui sul luogo del sinistro una sosta momentanea senza consentire la propria identificazione né quella del veicolo. Il dovere di fermarsi sul luogo dell’incidente infatti deve durare per tutto il tempo necessario allo svolgimento delle prime indagini per identificare il conducente e il veicolo coinvolto.

Cassazione penale sez. IV, 25/09/2019, n.43207

Sosta momentanea: esclude il reato di fuga?

Il delitto di fuga si configura anche nel caso in cui colui che, in occasione di un incidente stradale ricollegabile al suo comportamento e da cui sia derivato un danno alle persone, effettui sul luogo una sosta momentanea del tutto insufficiente alla sua identificazione e a quella del veicolo.

Cassazione penale sez. IV, 28/03/2018, n.18406

Circolazione stradale e dolo eventuale

In tema di circolazione stradale, il reato di mancata prestazione dell’assistenza occorrente in caso di incidente, di cui all’art. 189, comma 7, cod. str., implica una condotta ulteriore e diversa rispetto a quella del reato di fuga, previsto dal comma 6 del predetto art. 189, non essendo sufficiente la consapevolezza che dall’incidente possano essere derivate conseguenze per le persone, occorrendo invece che un tale pericolo appaia essersi concretizzato, almeno sotto il profilo del dolo eventuale, in effettive lesioni dell’integrità fisica.

Cassazione penale sez. IV, 05/06/2019, n.37145

Reato di fuga: il danno arrecato alla vittima

In tema di circolazione stradale, l’elemento soggettivo del reato di cui all’art. 189 C.d.S., comma 6 (punito solo a titolo di dolo) ricorre quando l’utente della strada, al verificarsi di un incidente – idoneo a recar danno alle persone e riconducibile al proprio comportamento – ometta di fermarsi per prestare eventuale soccorso, non necessario per contro essendo che il soggetto agente abbia in concreto constatato il danno provocato alla vittima.

Cassazione penale sez. IV, 14/05/2019, n.23931

Reato di fuga dopo incidente stradale: configurabilità

In tema di reato di fuga dopo un incidente stradale con danno alle persone, affinché il precetto dell’obbligo di fermarsi sia rispettato, occorre che l’agente effettui una fermata che, per le concrete modalità, gli consenta di rendersi conto dell’accaduto ed eventualmente mettersi in condizione di prestare assistenza ai feriti, e, comunque, di essere identificato ai fini della compiuta ricostruzione dell’accaduto e di eventuali azioni risarcitorie.

(Nella specie, in cui l’imputato si era fermato dopo aver investito un pedone ed era rimasto sul luogo dell’incidente fino all’arrivo dell’ambulanza, la Corte ha annullato la sentenza impugnata che aveva riconosciuto la responsabilità dell’imputato senza accertare se, nel dato contesto di fatto, fosse possibile o meno per lo stesso lasciare i propri dati identificativi alla donna ferita o ad altra persona, prima o dopo l’arrivo dell’ambulanza, e quanto tempo dopo l’incidente fosse sopraggiunta la polizia municipale, non essendo esigibile un’attesa senza termine dell’arrivo sul posto degli operatori di polizia).

Cassazione penale sez. IV, 11/02/2020, n.9212

Circolazione stradale, sinistri e omesso soccorso

In materia di circolazione stradale, la mancata cooperazione con le forze di polizia da parte dell’autore dell’incidente che resta sul posto in “incognito”, senza farsi identificare come autore del sinistro, non può essere equiparata, ai fini dell’omesso soccorso, all’allontanamento.

Per la Corte non c’è un obbligo di assumere un ruolo attivo nel corso dell’intervento delle forze dell’ordine, ma è sufficiente che la persona sia a disposizione, spettando all’autorità fare gli accertamenti. Ad affermarlo è la Cassazione che esclude così una rigorosa interpretazione dell’articolo 18 la mera presenza fisica sul luogo dell’accaduto non può essere equiparabile all’immediato allontanamento.

Cassazione penale sez. IV, 24/04/2019, n.33789

L’omissione dell’obbligo di fermarsi e prestare assistenza

In tema di circolazione stradale, solo l'”utente della strada”, da intendersi come colui che attivamente ne fa uso, può essere autore dei reati di omissione dell’obbligo di fermarsi e di prestare assistenza in caso di incidente, di cui all’art. 189, commi 6 e 7, cod. strada., sicché – eccetto i casi di concorso nel reato – deve escludersi la responsabilità per tali reati del semplice “trasportato”, in quanto soggetto che non fa uso attivo della strada.

(Fattispecie in cui la Corte ha annullato la sentenza che aveva ritenuto la responsabilità del trasportato omettendo qualsivoglia riferimento alla sussistenza di una condotta di sollecitazione o di rafforzamento della volontà del conducente alla fuga e all’omissione di soccorso).

Cassazione penale sez. IV, 21/03/2019, n.26888

Reato di omissione di soccorso e lesioni dell’integrità fisica

Il reato di mancata prestazione dell’assistenza occorrente in caso di incidente, di cui all’art. 189 C.d.S., comma 7, implica una condotta ulteriore e diversa rispetto a quella del reato di fuga, previsto dal comma 6 del predetto art. 189, non essendo sufficiente la consapevolezza che dall’incidente possano essere derivate conseguenze per le persone, occorrendo invece che un tale pericolo appaia essersi concretizzato, almeno sotto il profilo del dolo eventuale, in effettive lesioni dell’integrità fisica.

Cassazione penale sez. IV, 23/01/2019, n.5914

Fuga e omissione di soccorso: la riparazione del danno

In tema di circolazione stradale non trova applicazione ai reati di fuga e di omissione di soccorso la circostanza attenuante dell’integrale riparazione del danno di cui all’art. 62 n. 6 c.p., trattandosi di reati di pericolo che non hanno come bene giuridico protetto l’integrità della persona o la salvaguardia dei suoi beni.

Cassazione penale sez. IV, 17/01/2019, n.5050

Fuga e omesso soccorso stradale: cosa occorre per la condanna?

Risponde dei reati di fuga e omissione di soccorso stradale, anche per dolo eventuale, chi – nel cagionare un sinistro – ometta di arrestare la marcia e prestare assistenza agli altri conducenti rimasti infortunati, a prescindere dell’effettivo stato di bisogno e/o dell’intervento di terzi.

Cassazione penale sez. IV, 16/01/2019, n.3452

Fuga dopo un investimento e mancata prestazione dell’assistenza occorrente

Integra il reato di fuga, ex articolo 189 comma 6 del Codice della strada, la condotta di colui che effettua sul luogo del sinistro una sosta momentanea senza consentire la propria identificazione, né quella del veicolo. Ad affermarlo è la Cassazione che ribadisce la distinzione tra il reato di fuga dopo un investimento e quello di mancata prestazione dell’assistenza occorrente.

Cassazione penale sez. IV, 14/03/2019, n.25142



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7 Commenti

  1. Ma con che coraggio la gente provoca un incidente con feriti e scappa? Posso capire la paura delle conseguenze, ma il senso di umanità e dovere di responsabilità dovrebbero frenarlo e farlo ragionare un attimo frenandolo su quel che sta succedendo e dandogli l’input per attivarsi e aiutare i feriti chiamando ad esempio i soccorsi

    1. In caso di incidente stradale con feriti, l’automobilista ha due obblighi: fermarsi e attendere l’arrivo delle autorità per fornire i dati della propria assicurazione e consentire così l’identificazione di tutti i soggetti coinvolti nel sinistro (tanto anche al fine di agevolare le pratiche di risarcimento con l’assicurazione e la compilazione del verbale che resta pur sempre un atto pubblico); prestare il soccorso a chi ne ha necessità. Ciò, ovviamente, non implica improvvisarsi medici, fare manovre particolari o respirazioni “bocca a bocca”, ma chiamare il 118 (o la polizia) e vegliare la persona ferita per ogni evenienza, anche al fine di metterla al sicuro dal traffico dei veicoli che sopraggiungono sulla stessa strada. L’omissione di soccorso scatta a prescindere dall’entità delle lesioni per la vittima (lesioni che, tuttavia, devono essere percepibili a occhio nudo). Il reato scatta anche quando l’assistenza diventa inutile perché la vittima è in fin di vita, a meno che la persona da assistere è già morta.

  2. Io mi auguro che quelli che si comportano così vengano pescati dalle telecamere circostanti e vengano condannati seriamente. Non è possibile che delle povere vittime siano lasciate al loro destino quando magari un intervento immediato avrebbe potuto salvargli la vita.

  3. Ma se l’incidente è causato dall’automobilista e con lui in auto c’è un passeggero. Il passeggero è responsabile anche se dice all’autista responsabile dell’incidente di fermarsi? Cioè cosa può fare il passeggero? Mica può prendere in mano la situazione

    1. La responsabilità penale è solo personale: di chi cioè si comporta in modo illecito. Nessun altro può cioè rispondere per i reati commessi da altri. Pertanto, sostiene la Cassazione, in caso di incidente con feriti, il passeggero non ha l’obbligo di imporre al conducente della macchina di fermarsi e prestare l’assistenza occorrente: con la conseguenza che non può subire alcun procedimento penale. Le cose vanno però diversamente se, dalle indagini, emerge che il terzo trasportato ha incitato il guidatore a fuggire o omettere soccorso. In tal caso, risponderanno tutti e due, a titolo di concorso, del reato di fuga (ossia omissione dell’obbligo di fermarsi) e di omissione di soccorso.

  4. Un mio amico è un po’ distratto alla guida. Un giorno, nel fare un parcheggio ha urtato un’auto e poi è scappato. L’auto era ferma e ovviamente non c’era alcun ferito. Però un comportamento del genere è reato? Cosa può rischiare?

    1. In generale, il Codice della strada impone ad ogni automobilista, in caso di incidente, di fermarsi e fornire gli estremi della propria assicurazione all’altro conducente per avviare le pratiche assicurative di risarcimento. Ciò però non è sempre possibile quando l’auto danneggiata è ferma e vuota (succede ad esempio nelle manovre di entrata o uscita da un parcheggio). In questi casi è obbligatorio – e non solo “buona educazione” – lasciare i propri recapiti telefonici o comunque mettersi in contatto con il proprietario affinché questi possa chiedere l’indennizzo alla propria compagnia. Chi non lo fa, però, non commette reato ma una semplice violazione amministrativa sanzionata con una “multa” da 296 a 1.184 euro. Il che ovviamente presuppone che qualcuno abbia visto la scena e possa riferirlo al diretto interessato. Oltre a tutto questo c’è ovviamente il risarcimento del danno da pagare all’altro conducente, danno tuttavia che in questi casi, dovrebbe essere coperto dall’assicurazione.

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