L’esperto | Articoli

Violazione degli obblighi informativi: ultime sentenze

9 Marzo 2022
Violazione degli obblighi informativi: ultime sentenze

Violazione dei doveri di informazione del cliente e di corretta esecuzione delle operazioni.

La buona conoscenza del mercato finanziario da parte dell’intermediario non esclude gli obblighi informativi a suo carico. Per saperne di più, leggi le ultime sentenze.

Intermediari finanziari

In tema di servizi di negoziazione di titoli finanziari, la propensione al rischio del cliente non professionale non esclude gli obblighi informativi dell’intermediario, ma anzi li qualifica in modo peculiare, nel senso che l’esperienza dell’investitore deve orientare la selettività delle informazioni da fornire da parte dell’intermediario, dirigendosi verso quelle specifiche e non generalmente o facilmente accessibili del prodotto, tenuto conto che tanto più elevato è il rischio dell’investimento, tanto più specifiche devono essere le informazioni da fornire, essendo necessario verificare se le decisioni d’investimento si siano fondate sulla conoscenza effettiva dei rischi conoscibili del prodotto.

Pertanto il contenuto delle informazioni da fornire all’investitore deve essere così articolato: 1) la natura e le caratteristiche del titolo, con particolare riferimento alla rischiosità del prodotto finanziario offerto; 2) l’individuazione del soggetto emittente; 3) il “rating” nel periodo di esecuzione dell’operazione ed il connesso rapporto rendimento/rischio; 4) eventuali carenze di informazioni circa le caratteristiche concrete del titolo (situazioni cd. di “grey market”); 5) l’avvertimento circa il pericolo di un imminente “default” dell’emittente.

Corte appello Lecce, 01/09/2021, n.921

Violazione dei doveri di informazione da parte dell’intermediario finanziario

La violazione dei doveri che incombono sugli intermediari finanziari nei confronti dei clienti investitori (informazione e divieto di effettuare operazioni in conflitto di interesse con il cliente o comunque inadeguate al profilo patrimoniale del cliente stesso), non comporta la nullità del contratto di intermediazione finanziaria per violazione di norme imperative, ma delineano esclusivamente una responsabilità nei confronti dell’investitore, contrattuale o precontrattuale, a seconda della fase in cui si colloca la violazione.

Tribunale Ancona sez. II, 30/07/2021, n.1002

Contenuto dell’obbligo informativo dell’intermediario finanziario

La disciplina dettata dal T.U.F. pone a carico dell’intermediario finanziario l’obbligo di tutelare l’interesse dei clienti. Tale obbligo si concretizza anche nel dovere di segnalare al cliente la natura del rischio dell’investimento che egli si accinge a fare, indipendentemente dal fatto che l’investimento sia stato proposto dalla banca o che sia stato individuato direttamente dal cliente.

Sulla base delle informazioni raccolte dal cliente, l’intermediario è tenuto poi ad effettuare la valutazione di adeguatezza, con riferimento ai servizi di consulenza in materia di investimenti e di gestione di portafogli ovvero la valutazione di appropriatezza, con riferimento agli altri servizi di investimento, ad eccezione di quelli di mera esecuzione o ricezione di ordini (c.d. “execution only”), per cui gli intermediari sono esonerati anche dall’esecuzione della valutazione di appropriatezza purché ricorrano determinati condizioni espressamente indicate dal regolamento.

Tribunale Ancona sez. II, 30/07/2021, n.1002

Operazioni ad alto rischio

Gli obblighi informativi prescritti all’art. 21 TUF costituiscono un adempimento contrattuale della banca, indipendentemente dalla qualità del cliente. Qualora la banca non ottemperasse, il nesso causale tra l’inadempimento agli obblighi richiamati e il danno sofferto dal cliente è presunto e la banca non è liberata provando che il cliente fosse già aduso a simili operazioni, né dimostrando l’adeguatezza dell’investimento, ma solo dimostrando di aver dato un’informazione personale e completa circa le caratteristiche di ogni investimento.

Tribunale Perugia sez. III, 12/07/2021, n.1013

Obblighi dell’intermediario finanziario

In materia di operazioni finanziarie su prodotti derivati, la pluralità degli obblighi facenti capo ai soggetti abilitati a compiere tali operazioni (obbligo di diligenza, correttezza e trasparenza, obbligo di informazione, obbligo di evidenziarne l’appropriatezza e adeguatezza) converge verso un fine unitario, cioè quello di segnalare all’investitore la possibile non adeguatezza delle operazioni di acquisto di prodotti finanziari che si accinge a compiere; non soddisfa tale fine e gli obblighi informativi ad esso conseguenti, la semplice ‘spunta’ dell’apposita voce sul contratto quadro precompilato, né la preventiva deduzione secondo cui l’elevato rendimento del titolo sarebbe già di per sé indicativo dell’elevata rischiosità dell’investimento.

Tribunale Foggia sez. I, 12/07/2021, n.1749

Intermediazione finanziaria

La banca intermediaria, prima di effettuare operazioni, ha l’obbligo di fornire all’investitore un’informazione adeguata in concreto, tale cioè da soddisfare le specifiche esigenze del singolo rapporto, in relazione alle caratteristiche personali e alla situazione finanziaria del cliente. Altresì, la banca intermediaria, a fronte di un’operazione non adeguata, può darvi corso soltanto a seguito di un ordine impartito per iscritto dall’investitore in cui sia fatto esplicito riferimento alle avvertenze ricevute. Gli obblighi informativi si riferiscono non solo al contratto di gestione, ma a tutti i tipi di servizi di investimento, dovendo l’intermediario fornire al cliente informazioni concrete e specifiche, ritagliate sul prodotto della singola operazione.

Tribunale Napoli sez. II, 07/05/2021, n.4342

Obblighi di informarsi sulla propensione al rischio e di informare sui rischi

L’intermediario finanziario ha l’obbligo legale di informarsi sulla propensione al rischio del cliente o di rappresentare a quest’ultimo i rischi dell’investimento, ovvero che compia operazioni inadeguate quando dovrebbe astenersene, di tal che la loro violazione comporta una responsabilità contrattuale.(1)

Cassazione civile sez. I, 23/04/2021, n.10832

Dovere d’informare adeguatamente il cliente sui rischi

In tema di investimenti finanziari, in una situazione in cui viene in evidenza la violazione da parte dell’intermediario del dovere d’informare adeguatamente il cliente sui rischi dell’investimento finanziario, il danno da risarcire non necessariamente coincide con la differenza tra il costo sopportato dall’investitore nel compiere l’operazione ed il minor valore che hanno i titoli acquistati al momento della proposizione della domanda.

La conseguenza del comportamento illegittimo dell’intermediario sta nel fatto che l’investitore inconsapevole si trova esposto ad un rischio che avrebbe potuto essergli accollato solo a seguito di adeguate informazioni. E poiché lo stesso legislatore, nel dettare la normativa cui già dianzi s’è fatto cenno, muove dal presupposto che dette informazioni sono invece necessarie all’effettuazione di scelte d’investimento oculate, deve presumersi, fino a prova del contrario, che quel rischio il cliente non lo avrebbe corso se fosse stato informato come si doveva.

Tribunale Vicenza sez. I, 19/04/2021, n.816

Contenuto dell’obbligo informativo dell’intermediario finanziario

La disciplina dettata dal TUF pone a carico dell’intermediario finanziario, quale soggetto tenuto ad agire con la diligenza dell’operatore particolarmente qualificato (art. 21 lett. a TUF), l’obbligo di tutelare l’interesse dei clienti; tale obbligo si concretizza anche nel dovere di segnalare al cliente la natura del rischio dell’investimento che egli si accinge a fare (cfr. artt. 5 e 21 lett. a) TUF e art. 47 Cost.). Gli obblighi gravanti sull’intermediario finanziario in base alla disciplina del TUF vengono individuati nell’obbligo di informarsi sul tipo di prodotto finanziario negoziato, sul profilo di rischio da attribuire al cliente, nonché nell’obbligo di informare il cliente in ordine alla tipologia e all’affidabilità dell’investimento e, dunque, in ordine all’adeguatezza dello stesso al suo profilo di rischio. Concretamente la banca deve, quindi, innanzitutto informarsi e conoscere i dati relativi alla rischiosità dell’investimento da lei proposto o richiesto dall’investitore, e, successivamente, riferirli al cliente, indipendentemente dal fatto che l’investimento sia stato proposto dalla banca o che sia stato il cliente investitore ad ordinare le operazioni da effettuare.

Il contenuto dello specifico obbligo dell’intermediario è quello di assumere informazioni da parte dell’investitore, funzionale all’adempimento dell’ulteriore obbligo della banca, prima di eseguire gli ordini di negoziazione impartitigli, di fornire al cliente un’informazione che lo metta in grado di comprendere appieno le caratteristiche essenziali dell’operazione, con riguardo a costi, rischi patrimoniali e adeguatezza della stessa, nonché di verificare il livello di consapevolezza da parte del cliente del rischio assunto e l’adeguatezza dell’operazione. Qualora l’intermediario valuti un’operazione come non adeguata, ad essa potrà dare corso solo in forza di un ordine impartito per iscritto dal risparmiatore, in cui venga fatto esplicito riferimento alle avvertenze ricevute.

Tribunale Bari sez. IV, 15/04/2021, n.1510

Effetti sul contratto

La violazione degli obblighi informativi che incombono, nei confronti dei clienti investitori, sugli intermediari finanziari ed il correlato del divieto di effettuare operazioni in conflitto di interesse con il cliente o comunque inadeguate al profilo finanziario del cliente non comportano la nullità del contratto di intermediazione finanziaria per violazione di norme imperative. Tali violazioni, infatti, determinano una responsabilità precontrattuale, se realizzate nella fase precedente alla stipulazione del contratto, con conseguente obbligo di risarcimento del danno; se riguardano, invece, le operazioni compiute in esecuzione del contratto, danno luogo a responsabilità contrattuale per inadempimento, con conseguente risoluzione del contratto stesso, oltre agli obblighi risarcitori secondo i principi generali in tema di inadempimento contrattuale.

Tribunale Teramo sez. I, 24/03/2021, n.296

Condanna al risarcimento del danno

In tema di intermediazione mobiliare, ove l’intermediario sia condannato a risarcire il danno cagionato al cliente per avere dato corso a un ordine di acquisto di titoli ad alto rischio in violazione degli obblighi informativi su di lui gravanti, senza che sia pronunciata anche la risoluzione del contratto di negoziazione, si deve tenere conto che l’investitore resta in possesso dei titoli, sicché, in applicazione del criterio generale della “compensatio lucri cum damno”, dalla liquidazione va decurtato il valore residuo dei titoli acquistati – così come risultante dalle quotazioni ufficiali al momento della decisione -, nonché l’ammontare delle cedole nel frattempo riscosse.

Cassazione civile sez. I, 27/08/2020, n.17948

Investimento finanziario

In tema di intermediazione finanziaria, la violazione dei doveri di informazione del cliente e di corretta esecuzione delle operazioni che la legge pone a carico dei soggetti autorizzati alla prestazione dei servizi di investimento finanziario (nella specie, in base all’art. 6 della legge n. 1 del 1991) può dar luogo a responsabilità precontrattuale, con conseguenze risarcitorie, ove dette violazioni avvengano nella fase antecedente o coincidente con la stipulazione del contratto di intermediazione destinato a regolare i successivi rapporti tra le parti (cd. “contratto quadro“, il quale, per taluni aspetti, può essere accostato alla figura del mandato); può dar luogo, invece, a responsabilità contrattuale, ed eventualmente condurre alla risoluzione del contratto suddetto, ove si tratti di violazioni riguardanti le operazioni di investimento o disinvestimento compiute in esecuzione del “contratto quadro”; in ogni caso, deve escludersi che, mancando una esplicita previsione normativa, la violazione dei menzionati doveri di comportamento possa determinare, a norma dell’art. 1418, primo comma, cod. civ., la nullità del cosiddetto “contratto quadro” o dei singoli atti negoziali posti in essere in base ad esso.

Tribunale Grosseto, 11/04/2020, n.303

Violazione degli obblighi informativi

L’articolo 23, comma 6, del d.lgs. n. 58 del 1998, in armonia con la regola generale ex articolo 1218 c.c., impone all’investitore, che lamenti la violazione degli obblighi informativi posti a carico dell’intermediario di allegare specificamente l’inadempimento di tali obblighi, attraverso la pur sintetica ma circostanziata individuazione delle informazioni che l’intermediario avrebbe omesso di somministrare, nonché di fornire la prova del danno e del nesso di causalità tra inadempimento e danno: tale nesso sussiste se, qualora adeguatamente informato, l’investitore avrebbe desistito dall’investimento rivelatosi poi pregiudizievole; incombe invece sull’intermediario provare che tali informazioni sono state fornite, ovvero che esse esulavano dall’ambito di quelle dovute.

Tribunale Grosseto, 04/04/2020, n.295

Riparto dell’onere probatorio

In tema di intermediazione finanziaria, la disciplina dettata dall’articolo 23, comma 6, del d. lgs. n. 58/1998, in armonia con la regola generale stabilita dall’articolo 1218 c.c. , impone all’investitore che lamenti la violazione degli obblighi informativi posti a carico dell’intermediario, di allegare specificamente l’inadempimento di tali obblighi, mediante la circostanziata individuazione delle informazioni che l’intermediario avrebbe omesso di rendere, nonchè di fornire la prova del danno e del nesso di causalità tra inadempimento e danno, nesso che sussiste se, ove adeguatamente informato, l’investitore avrebbe desistito dall’investimento rivelatosi poi pregiudizievole; incombe invece sull’intermediario provare che tali informazioni sono state fornite, ovvero che esse esulavano dall’ambito di quelle dovute (nella specie: la particolare fluttuazione di mercato, l’inadeguatezza dell’operazione al profilo dell’investitore e l’esistenza di un conflitto d’interesse dell’istituto rispetto all’operazione eseguita per conto proprio, erano state rese dalla banca al cliente per cui era da escludersi l’integrale inadempimento agli obblighi informativi).

Corte appello L’Aquila, 13/11/2019, n.1839

Deducibilità dei costi da transazioni risarcitorie

In presenza di transazioni stipulate da una banca con i clienti per prevenire l’instaurazione di un contenzioso fondato sulla violazione degli obblighi informativi per la conclusione di contratti di investimento aventi ad oggetto obbligazioni, le spese erogate dalla banca per coprire tali costi sono pienamente deducibili, trattandosi di spese attinenti al concreto svolgimento dell’attività di impresa, e dunque inerenti ai sensi dell’art. 109 d.P.R. n. 917/1986, come sopravvenienza passiva nell’esercizio in cui la relativa spesa sia intervenuta.

Cassazione civile sez. trib., 05/11/2019, n.28355

Violazione degli obblighi informativi attivi e passivi

Le violazioni degli obblighi informativi attivi e passivi e di consulenza commesse dalla banca successivamente alla stipulazione del contratto quadro e riguardanti le singole operazioni di investimento o disinvestimento compiute in esecuzione di detto contratto normativo (cd. contratti-ordine) danno vita a responsabilità risarcitoria contrattuale. Deve, dunque, escludersi che, in assenza di un’esplicita previsione normativa, la violazione dei predetti doveri di comportamento possa determinare, a norma dell’art. 1418, comma 1,c.c., la nullità del cd. contratto quadro o dei singoli atti negoziali posti in essere in base ad esso.

Tra l’altro, in base all’art. 23, comma 6, T.U.F., nei giudizi di risarcimento dei danni cagionati al cliente nello svolgimento di servizi di investimento e di quelli accessori, è la banca intermediaria tenuta a provare di aver agito con la specifica diligenza richiesta. Ne deriva che l’investitore deve limitarsi a fornire la prova del danno subito e del nesso di causalità tra il danno e l’esecuzione dell’operazione finanziaria, mentre dovrà essere la banca, per sottrarsi alla responsabilità risarcitoria, a dover dimostrare di aver agito con la diligenza professionale richiesta dalla legge.

All’azione risarcitoria può accompagnarsi, l’azione di risoluzione del contratto, ove l’inadempimento sia stato non di scarsa importanza, avuto riguardo all’interesse dell’investitore. Anche in tal caso deve sempre trattarsi di violazioni di obblighi contrattuali o di obblighi comportamentali legali commessi successivamente alla stipulazione del contratto quadro, riguardanti le singole operazioni di investimento o disinvestimento; e a scelta del cliente, la risoluzione può investire uno, o più, o tutti i contratti-ordine, con o senza la risoluzione del contratto quadro.

Tribunale Benevento sez. II, 16/10/2019, n.1752

Nesso di causalità tra inadempimento e danno

In tema di intermediazione finanziaria, la disciplina dettata dall’articolo 23, comma 6, del Dlgs 58/1998, in armonia con la regola generale stabilita dall’articolo 1218 del Cc, impone all’investitore, il quale lamenti la violazione degli obblighi informativi posti a carico dell’intermediario, nel quadro dei principi che regolano il riparto degli oneri di allegazione e prova, di allegare specificamente l’inadempimento di tali obblighi, mediante la pur sintetica ma circostanziata individuazione delle informazioni che l’intermediario avrebbe omesso di somministrare, nonché di fornire la prova del danno e del nesso di causalità tra inadempimento e danno, nesso che sussiste se, ove adeguatamente informato, l’investitore avrebbe desistito dall’investimento rivelatosi poi pregiudizievole. Incombe, invece, sull’intermediario provare che tali informazioni sono state fornite, ovvero che esse esulavano dall’ambito di quelle dovute.

Cassazione civile sez. VI, 25/07/2019, n.20253

Le informazioni da trasmettere al cliente

In tema di violazione degli obblighi informativi, non ha alcuna rilevanza il profilo di rischio dell’investitore e la sua esperienza in materia, perché le informazioni da trasmettere al cliente debbono essere concrete e specifiche in riferimento a ogni singolo prodotto d’investimento e le stesse vanno comunque fornite, indipendentemente dalle inclinazioni al rischio dell’investitore e dal peso dell’investimento rispetto al patrimonio complessivamente investito, perché proprio sulla base delle informazioni fornite dall’intermediario l’investitore può selezionare quelle, secondo lui, con maggiori probabilità di successo.

Cassazione civile sez. I, 11/06/2019, n.15709

Prova positiva della diligenza dell’intermediario finanziario

Nel giudizio di risarcimento del danno proposto da un risparmiatore, il giudice di merito, per assolvere l’intermediario finanziario dalla responsabilità conseguente alla violazione degli obblighi informativi previsti dalla legge, non può limitarsi ad affermare che manca la prova della sua negligenza ovvero dell’inadempimento, ma deve accertare se sussista effettivamente la prova positiva della sua diligenza e dell’adempimento delle obbligazioni poste a suo carico e, in mancanza di tale prova, che è a carico dell’intermediario fornire (art. 23 del D.Lgs. n. 58 del 1998), questi sarà tenuto al risarcimento degli eventuali danni causati al risparmiatore. Ne consegue che, in caso di operazione non adeguata, l’intermediario può darvi corso solo a seguito di un ordine impartito per iscritto dall’investitore, in cui sia fatto esplicito riferimento alle avvertenze ricevute.

Corte appello Firenze sez. I, 09/12/2019, n.2965

Intermediazione finanziaria e responsabilità dell’intermediario

In tema di intermediazione finanziaria, la responsabilità dell’intermediario che ometta di informarsi sulla propensione al rischio del cliente o di rappresentare a quest’ultimo i rischi dell’investimento, ovvero che compia operazioni inadeguate quando dovrebbe astenersene, ha natura contrattuale, investendo il non corretto adempimento di obblighi legali facenti parte integrante del contratto-quadro intercorrente tra le parti, sicché il danno invocato dal cliente medesimo non può essere limitato al mero interesse negativo da responsabilità precontrattuale.

Tribunale Bolzano sez. I, 10/05/2019, n.476

Azzardo finanziario: violazione degli oneri informativi e responsabilità della banca

Non avendo assolto ai propri obblighi informativi, o non avendo provato di averlo fatto, la banca deve rispondere dei danni causati agli investitori, i quali avrebbero verosimilmente compiuto scelte d’investimento diverse e più prudenti ove consci dell’azzardo finanziario che andavano a compiere.

Corte appello Firenze sez. I, 23/10/2018, n.2463



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube