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Concorso nella rissa: ultime sentenze

8 Ottobre 2020
Concorso nella rissa: ultime sentenze

Realizzazione di condotte atipiche; configurabilità per il reato di rissa aggravata da lesioni o morte; conseguenze di particolare gravità per l’incolumità personale.

Il reato di rissa

È configurabile il concorso esterno ex art. 110 c.p. nel reato di rissa, attraverso la realizzazione di condotte atipiche, come l’istigazione ed il rafforzamento della volontà dell’effettivo partecipe alla rissa, purché queste si traducano in un effettivo e concreto contributo alla sua consumazione.

Cassazione penale sez. V, 03/10/2019, n.51103

Tentato omicidio e rissa aggravata

Non viola il divieto di “reformatio in peius” il giudice di appello che, su impugnazione del solo imputato, proceda alla derubricazione del reato, per cui vi era stata condanna in primo grado, in altro meno grave e a un giudizio di bilanciamento delle circostanze deteriore rispetto a quello formulato dal giudice di prime cure.

(Nella specie, la Corte ha ritenuto corretto l’operato del giudice di appello che, riqualificando l’imputazione di concorso in tentato omicidio in rissa aggravata, aveva riconosciuto le circostanze attenuanti generiche subvalenti, anziché equivalenti come ritenuto dal giudice di primo grado, riducendo, però, nel complesso la pena precedentemente inflitta).

Cassazione penale sez. I, 21/03/2012, n.41279

Reati in concorso con la rissa aggravata

Con l’ipotesi delittuosa di rissa aggravata a norma dell’art. 588, comma secondo, cod. pen. concorrono, con riguardo al solo corissante autore degli ulteriori fatti, i reati di lesioni personali e omicidio da costui commessi nel corso della contesa, non avendo detti reati valore assorbente della rissa, in quanto non sono configurabili come progressivi rispetto ad essa, né essendo quest’ultima, rispetto ai primi, “reato complesso”.

Cassazione penale sez. I, 07/04/2016, n.30215

Rissa e concorso anomalo nei reati di lesioni e omicidio

La configurabilità per il reato di rissa aggravata da lesioni o morte non esclude, a carico dei corrissanti non autori materiali né morali della lesione o dell’omicidio, la concorrente responsabilità, a titolo di concorso anomalo ex art. 116 c.p. per questi ulteriori delitti, a condizione che le caratteristiche della contesa consentissero di prevedere tali sviluppi.

(Fattispecie di rissa aggravata da lesioni, in relazione alla quale la Corte, annullando con rinvio la sentenza di condanna, ha indicato la necessità di chiarire se la contesa fosse caratterizzata sin dal suo esordio da reciproci intenti lesivi, potendosi soltanto in tal caso configurare automaticamente la responsabilità, a titolo di concorso anomalo, dei corrissanti non autori del fatto lesivo, mentre, laddove si fosse trattato di uno scontro puramente verbale, degenerato in aggressione fisica a seguito dell’occasionale rinvenimento di un’arma impropria, l’affermazione della responsabilità ex art. 116 c.p. avrebbe richiesto un accertamento della prevedibilità in concreto dell’evento ulteriore, da svolgersi attraverso l’esame delle modalità dell’azione e di tutte le circostanze rilevanti del fatto).

Cassazione penale sez. V, 02/10/2019, n.45356

Responsabilità per i reati a titolo di concorso anomalo

Con l’ipotesi delittuosa di rissa aggravata a norma dell’art. 588, comma secondo, cod. pen. concorrono, con riguardo al solo corissante autore degli ulteriori fatti, i reati di lesioni personali e omicidio da costui commessi nel corso della contesa, non avendo detti reati valore assorbente della rissa, in quanto non sono configurabili come progressivi rispetto ad essa, né essendo quest’ultima, rispetto ai primi, “reato complesso”.

(In motivazione, la S.C. ha precisato che, in relazione ai corissanti non autori materiali delle lesioni o dell’omicidio, la configurabilità del delitto di rissa aggravata non esclude la loro responsabilità per gli ulteriori reati a titolo di concorso anomalo, data la loro consapevole partecipazione ad un’azione criminosa realizzata con modalità tanto accese da determinare in concreto conseguenze di particolare gravità per l’incolumità personale).

Cassazione penale sez. V, 19/02/2014, n.32027

L’esistenza di un nesso causale e psicologico

Sussiste la responsabilità per concorso anomalo in ordine al reato più grave e diverso da quello voluto (art. 116 c.p.) qualora vi siano la coscienza e volontà di concorrere con altri nella realizzazione di un reato, un evento diverso, voluto e cagionato da altro compartecipe, e l’esistenza di un nesso causale e psicologico, tra la condotta del compartecipe che ha voluto solo il reato concordato e l’evento diverso, nel senso che quest’ultimo deve essere prevedibile, in quanto logico sviluppo di quello concordato, senza che, peraltro, l’agente abbia effettivamente previsto o accettato il rischio, in quanto in tal caso sussisterebbe il concorso di cui all’art. 110 c.p.

(In applicazione di questo principio la S.C. ha ritenuto immune da censure la decisione con cui il giudice di appello ha affermato la responsabilità per il concorso di cui all’art. 116 c.p. in relazione a soggetti accordatisi per fare una spedizione punitiva ai danni di un gruppo di giovani, evidenziando che gli agenti erano partiti da casa armati di bastoni, che la rissa era continuata pur dopo l’esplosione di colpi di pistola da parte di uno di essi che aveva ucciso uno dei contendenti e che, pertanto, trattandosi di rissa, caratterizzata da elevata violenza, l’evento più grave era assolutamente prevedibile in astratto, in quanto logico sviluppo del reato di rissa concordato ed era, altresì, prevedibile in concreto, avuto riguardo alle modalità di svolgimento del fatto).

Cassazione penale sez. V, 25/10/2006, n.10995

Verifica della sussistenza del nesso causale e psicologico

In tema di concorso anomalo, ai fini dell’affermazione della responsabilità per il reato diverso commesso dal compartecipe, è necessaria la verifica della sussistenza di un nesso, non solo causale ma anche psicologico, tra la condotta del soggetto che ha voluto soltanto il reato meno grave e l’evento diverso, nel senso che quest’ultimo deve essere oggetto di possibile rappresentazione in quanto logico sviluppo, secondo l’ordinario svolgersi e concatenarsi dei fatti umani, fermo restando che la prognosi postuma sulla prevedibilità del diverso reato commesso dal concorrente va effettuata in concreto, valutando la personalità dell’imputato e le circostanze ambientali nelle quali l’azione si è svolta.

(In applicazione del principio, la Corte ha confermato la sentenza di appello che aveva escluso la configurabilità del concorso anomalo del compartecipe in una rissa aggravata rispetto all’omicidio commesso da uno dei partecipanti che era armato, ma per ragioni di servizio, in quanto guardia giurata in procinto di recarsi sul posto di lavoro, sul presupposto che appariva del tutto ragionevole, in base anche ai rapporti di amicizia con la vittima, ritenere che l’arma non sarebbe stata usata).

Cassazione penale sez. V, 18/06/2013, n.34036

Posizione dell’autore materiale dell’omicidio

La configurabilità del reato di rissa aggravata da eventi lesivi o morte non è idonea ad escludere la ricorrenza, a carico dei corrissanti non autori materiali della lesione o dell’omicidio, anche del concorso anomalo in uno di questi ulteriori reati, data la loro consapevole partecipazione a un’azione criminosa realizzata con modalità tanto accese da determinare in concreto conseguenze di particolare gravità per l’incolumità personale.

(Nell’enunciare tale principio con riferimento a una rissa aggravata dall’uccisione di uno dei partecipi, la Corte ha sottolineato che vanno considerate autonomamente la posizione dell’autore materiale dell’omicidio, il quale risponde, indifferentemente, a titolo di dolo, preterintenzione o colpa secondo i principi generali, e quella degli altri corrissanti, che rispondono a titolo di dolo, se del caso anche misto a colpa, qualora siano stati in grado di prevedere, accettandone l’eventualità, almeno un fatto di lesioni, così contribuendo causalmente alla realizzazione dell’evento più grave, pur non previsto, per non aver fatto quanto in loro potere per impedirlo).

Cassazione penale sez. I, 03/02/2010, n.16762

I reati di lesioni personali e omicidio

I reati di lesioni personali e omicidio, commessi nel corso di una rissa, concorrono con il reato di rissa aggravata ex art. 588, comma 2, c.p., anche nel caso in cui il corissante ne debba rispondere a titolo di concorso anomalo ex art. 116 c.p.

Cassazione penale sez. I, 19/11/2009, n.283

Responsabilità a titolo di concorso anomalo

Sussiste la responsabilità a titolo di concorso anomalo, ex art. 116 c.p., in ordine al reato più grave e diverso da quello voluto qualora vi sia la volontà di partecipare con altri alla realizzazione di un determinato fatto criminoso ed esista un nesso causale nonché psicologico tra la condotta del soggetto che ha voluto solo il reato meno grave e l’evento diverso, nel senso che quest’ultimo deve essere oggetto di possibile rappresentazione in quanto logico sviluppo, secondo l’ordinario svolgersi e concatenarsi dei fatti umani, di quello concordato, senza peraltro che l’agente abbia effettivamente previsto ed accettato il relativo rischio, poiché in tal caso ricorrerebbe l’ipotesi di concorso ex art. 110 c.p.; inoltre, la prognosi postuma sulla prevedibilità del diverso reato commesso dal concorrente va effettuata in concreto, valutando la personalità dell’imputato e le circostanze ambientali nelle quali si è svolta l’azione.

(In applicazione di questo principio la S.C. ha censurato la decisione con cui il giudice di appello ha affermato la responsabilità dell’imputato – che si era rivolto al “clan” per reclamare là punizionè di soggetto che aveva esploso colpi d’arma da fuoco contro il proprio esercizio commerciale – ai sensi dell’art. 116 c.p., in ordine al reato di cui all’art. 575 c.p., pur avendo evidenziato che mancavano elementi per affermare che l’imputato fosse stato informato della deliberazione dei concorrenti di usare le armi e pur essendo il mandato a punire la vittima specifico (rottura di una mano) e proveniente da soggetto con posizione di superiorità nei confronti degli esecutori materiali).

Cassazione penale sez. V, 08/07/2009, n.39339

Concorso del fatto doloso: la circostanza attenuante comune 

La circostanza attenuante comune del concorso del fatto doloso della persona offesa non è applicabile ai reati di rissa e a quelli connessi.

Cassazione penale sez. I, 05/11/2009, n.49966



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