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Come si annulla un matrimonio alla Sacra Rota?

11 Ottobre 2020 | Autore:
Come si annulla un matrimonio alla Sacra Rota?

Un matrimonio religioso può essere dichiarato nullo da una sentenza del tribunale ecclesiastico: quali sono i motivi, l’iter, i tempi occorrenti e i costi? Tale sentenza è efficace per lo Stato italiano?

Un film di qualche anno fa diretto ed interpretato da Carlo Verdone si intitolava “L’amore è eterno finché dura”. Ed è proprio così! Sebbene nella maggior parte dei casi gli sposi arrivano all’altare convinti che il loro matrimonio li terrà uniti nella buona e nella cattiva sorte e che solo la morte li potrà separare, in realtà può succedere che con il passare del tempo l’amore svanisce. Perciò, se l’armonia tra marito e moglie viene meno ed insorgono contrasti tali da non consentire più la prosecuzione della vita matrimoniale, non resta che rivolgersi ad un avvocato per la separazione/divorzio.

Se le nozze sono state celebrate in chiesa, è possibile sciogliere anche il vincolo religioso, purché sussistono determinate condizioni indicate dal codice di diritto canonico. Ma in concreto, come si annulla un matrimonio alla Sacra Rota? Bisogna seguire una apposita procedura, riformata, in parte, da Papa Francesco. Infatti, nel 2015 il Pontefice ha approvato una legge con cui sono state introdotte novità rilevanti in materia.

Le motivazioni che giustificano il ricorso al tribunale della Santa Sede sono state suddivise tra quelle che portano all’annullamento ordinario e quelle che portano all’annullamento breve e i tempi sono stati notevolmente ridotti.

In cosa consiste l’annullamento di un matrimonio alla Sacra Rota

Preliminarmente, è opportuno fare una precisazione: parlare di annullamento del matrimonio alla Sacra Rota non è corretto anche se si tratta di un’espressione comunemente adoperata.

In virtù del principio indiscutibile di diritto divino dell’indissolubilità del vincolo matrimoniale, il tribunale della Santa Sede non ha il potere di annullare un matrimonio religioso, ovvero di dichiaralo inefficace. Può solo stabilire che lo stesso è da ritenersi nullo in origine, come se non fosse stato mai esistito.

Verificata la presenza di una delle cause di nullità prescritte dal diritto canonico, la Sacra Rota riconosce la nullità del matrimonio e dispone lo scioglimento dei coniugi dai diritti ed obblighi di coniugio.

Successivamente al riconoscimento della nullità del matrimonio da parte della Sacra Rota si riacquisisce lo stato libero canonico e, dunque, la possibilità di risposarsi in chiesa.

Quando è possibile l’annullamento di un matrimonio alla Sacra Rota

I motivi che possono portare alla pronuncia dell’annullamento del matrimonio da parte della Sacra Rota sono specificatamente previsti dal Codice di diritto canonico.

Più precisamente è possibile ricorrere al tribunale della Santa Sede in caso di:

  • mancanza del consenso al matrimonio da parte di uno o di entrambi i coniugi, ivi compresa la riserva mentale e la simulazione, che si verifica quando i coniugi prima delle nozze, si accordano per non adempiere agli obblighi o per non esercitare i diritti che discendono dal matrimonio. Vedi il caso di un’italiana e di uno straniero che si sposano solo per fare ottenere la cittadinanza a quest’ultimo, convenendo di divorziare subito dopo il matrimonio oppure quello di un italiano che prende moglie unicamente per farle ottenere la pensione di reversibilità alla sua morte;
  • uno dei coniugi non tiene fede ad almeno una delle finalità essenziali del matrimonio religioso (fedeltà, procreazione ed indissolubilità del matrimonio). Si pensi alla donna che contrae matrimonio ma non vuole avere figli (assenza di desiderio di prole) oppure all’uomo che si sposa con l’intenzione di tradire la partner (infedeltà e tradimento) oppure di divorziare in qualsiasi momento e senza alcuna motivazione valida;
  • mancata consumazione del matrimonio, ossia quando i coniugi non hanno avuto un rapporto sessuale completo;
  • quando un coniuge è vittima di violenza fisica da parte dell’altro o di intimidazioni (Sara sposa Marco perché teme che in caso contrario, la possa uccidere);
  • impotenza sessuale di uno dei due coniugi;
  • errore sulla persona del coniuge, che può ricadere su una qualità di uno dei coniugi oppure si può verificare nel caso di matrimonio celebrato per procura. Ad esempio Franco sposa Veronica nella convinzione che la stessa sia un magistrato mentre in realtà non è nemmeno laureata; Carla che risiede all’estero, in presenza di gravi motivi, contrae un matrimonio per procura, sposando Filippo anziché Michele;
  • mammismo. Si tratta di una nuova condizione coniata dalla Sacra Rota per indicare la condizione di uno dei coniugi che non riesce a staccarsi dai genitori, creando difficoltà psicologiche e di quotidianità nella nuova famiglia.

Annullamento con processo breve: quali sono i motivi?

A seguito della riforma approvata da Papa Francesco è possibile ottenere l’annullamento di un matrimonio alla Sacra Rota seguendo un iter diverso da quello ordinario, ossia mediante un processo breve, in presenza di uno di tali motivi:

  • mancanza di fede da parte di uno o di entrambi i coniugi, dalla quale sia derivata una simulazione del consenso;
  • brevità della convivenza coniugale;
  • aborto procurato;
  • recidività al tradimento;
  • occultamento della sterilità;
  • non dichiarata paternità o maternità di figli nati da una precedente relazione;
  • occultamento dei trascorsi da carcerato/a di uno dei coniugi.

È possibile richiedere l’annullamento con processo breve in altri due casi:

  • entrambi i coniugi sono d’accordo nella richiesta e sul contenuto della domanda;
  • i motivi dell’annullamento sono talmente evidenti da non richiedere approfondimenti.

Come si annulla un matrimonio alla Sacra Rota

Il tribunale ecclesiastico competente a decidere sulla richiesta di annullamento è quello del luogo di celebrazione del matrimonio o del domicilio della parte convenuta; eventualmente è possibile rivolgersi anche al tribunale ecclesiastico competente in base al domicilio della parte attrice ovvero del luogo in cui si trova la maggior parte delle prove.

Esistono due tipi di processo: quello ordinario e quello breve a seconda dei motivi che sottendono alla richiesta.

Processo ordinario

Il processo ordinario inizia presentando il libello, ovvero la richiesta di annullamento, nel quale vanno spiegate le ragioni del ricorso.

La presentazione può avvenire solo da una della parti. L’altra, invece, può decidere di partecipare al processo o di subirlo passivamente. Successivamente alla presentazione del libello, il vicario giudiziale designa un collegio giudicante che ha il compito di raccogliere ed analizzare gli elementi di prova e di sentire i coniugi. Espletate le indagini necessarie, se la richiesta è fondata, il tribunale ecclesiastico dichiara il matrimonio nullo.

Per la redazione del libello e l’assistenza durante il processo è necessario rivolgersi ad un legale. A tal fine si possono chiedere informazioni alla propria parrocchia, alla curia o consultare l’Albo rotale, nel quale sono riportati gli avvocati ecclesiastici. Va precisato che tali professionisti non hanno limiti territoriali e, quindi, possono esercitare su tutto il territorio nazionale.

Processo breve

Il processo breve si svolge dinanzi al vescovo e non al tribunale ecclesiastico. I coniugi devono prendere appuntamento con il referente diocesano, con l’aiuto del quale formulano il libello, esponendo le proprie motivazioni, raccontando gli eventi e cercando di dimostrare con testimonianze e prove la veridicità delle motivazioni per le quali richiedono l’annullamento.

Successivamente il libello viene presentato al vescovo il quale se ritiene sussistenti i presupposti richiesti per il processo breve, firma il decreto di ammissione e nomina il giudice istruttore, il notaio ed il difensore del vincolo.

Il giudice istruttore sente le parti in udienza e poi pubblica gli atti del processo per permettere al difensore del vincolo di prenderne visione. Quindi, il fascicolo ritorna dal vescovo per la pronuncia della sentenza definitiva di annullamento.

Quanto tempo occorre per l’annullamento di un matrimonio religioso

La riforma introdotta da Papa Francesco ha ridotto i tempi necessari per l’annullamento di un matrimonio religioso. Infatti, se prima per la sentenza definitiva occorrevano almeno due anni, ora un processo ordinario ha una durata di circa un anno mentre il processo breve dura 30 giorni. Inoltre, non c’è più bisogno di una doppia sentenza per la conferma dell’annullamento ma è sufficiente una sola sentenza per potersi nuovamente sposare.

Quanto costa l’annullamento di un matrimonio religioso

L’annullamento di un matrimonio religioso comporta dei costi, che si possono così quantificare:

  • 525 euro di tassa da pagare per la Sacra Rota;
  • l’onorario dell’avvocato rotale, che è compreso tra un minimo di 1.575 euro e un massimo di 2.995 euro, a cui bisogna aggiungere l’Iva e la Cassa di previdenza forense.

In ogni caso se si riesce a dimostrare tramite idonea documentazione, di non riuscire a versare la somma di 525 euro, l’importo viene ridotto oppure detratto in toto.

È possibile anche avvalersi del gratuito patrocinio se le condizioni economiche sono precarie. Anche in questo caso occorre presentare apposita documentazione come ad esempio la dichiarazione dei redditi o l’Isee.

La richiesta di ammissione al gratuito patrocinio va presentata al tribunale ecclesiastico competente. Se la richiesta viene accolta, il decano della Rota nomina un avvocato, denominato patrone d’ufficio, che verrà remunerato dalla Sacra Rota.

Cos’è la delibazione della sentenza di annullamento della Sacra Rota

La sentenza di annullamento di un matrimonio pronunciata dalla Sacra Rota per essere riconosciuta dalla legge civile, va sottoposta ad un giudizio di delibazione, che si svolge dinanzi alla corte d’appello competente. In tale modo la sentenza acquista efficacia anche nello Stato italiano. Tuttavia, non è possibile delibare lo scioglimento di un matrimonio se la convivenza è durata per un periodo superiore a tre anni dalla celebrazione e uno dei coniugi si oppone.

Più precisamente, il matrimonio potrà essere annullato dalla Sacra Rota ma la sentenza del tribunale ecclesiastico non verrà delibata, quindi, non assumerà efficacia per lo Stato italiano. Viceversa, se il coniuge non si oppone, la delibazione sarà possibile anche se è decorso il triennio.

Quali sono gli effetti civili dell’annullamento alla Sacra Rota

La dichiarazione di annullamento del matrimonio pronunciata dalla Sacra Rota ha effetti civili, se è seguita dalla delibazione. In questo caso, infatti, viene meno ogni tipo di dovere o tutela nei confronti del coniuge economicamente più debole, salvo alcune eccezioni.

In altre parole, non si è più tenuti al mantenimento o a pagare gli alimenti in favore dell’ex coniuge. Invece, a seguito del divorzio cessano gli effetti civili del matrimonio ma rimangono inalterati quelli religiosi. Per la chiesa l’unione rimane valida anche dopo la sentenza di divorzio.

I figli nati dall’unione dichiarata nulla sono legittimi e si considerano come nati da un matrimonio putativo, che cioè si credeva effettivamente esistente. Sarà il tribunale civile a statuire in ordine alla loro custodia e al mantenimento.



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