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Le assicurazioni non possono imporre i loro avvocati

5 Dicembre 2013
Le assicurazioni non possono imporre i loro avvocati

Esclusa la possibilità per le assicurazioni che si occupano di tutela giudiziaria di imporre il loro legale: libera la scelta dell’avvocato; l’assistito può indicare il difensore di fiducia e le spese restano a carico dell’assicuratore.

Chi stipula una polizza assicurativa di tutela giudiziaria (quelle, cioè, che prevedono il rimborso, da parte dell’assicurazione, delle eventuali spese legali sostenute dal cliente per un procedimento in tribunale o davanti ad una autorità amministrativa) ha diritto di scegliere l’avvocato che preferisce e non a vedersi imporre, dalle compagnie, i loro legali.

Né l’assicurazione può imporre clausole contrattuali che prevedano il rimborso delle spese solo quando l’assistenza legale sia stata necessaria e non invece quando non lo sia (come nei casi in cui la presenza dell’avvocato in causa non è obbligatoria per legge).

A stabilirlo è stata una recente sentenza della Corte di Giustizia dell’UE [1].

Bisogna dunque lasciare massima libertà di scelta dell’avvocato a chi stipula un contratto di assicurazione di tutela giudiziaria. La società di assicurazione non può imporre paletti e limitare la possibilità di scelta ai soli casi in cui la stessa assicurazione ritenga necessario avvalersi di un consulente esterno. In caso contrario, l’assicurato non sarebbe adeguatamente tutelato.

È vero che questo potrebbe portare le assicurazioni ad aumentare gli importi relativi ai premi assicurativi, ma esse hanno comunque la possibilità di stabilire un tetto massimo delle spese rimborsabili, onde evitare di rimborsare onorari di avvocati particolarmente “cari”. L’importante è che la libertà di scelta del cittadino non venga intaccata.

Pertanto, se anche l’assicurazione prevede nel contratto che le cause debbano essere patrocinate unicamente dai propri avvocati, tali clausole sono nulle e l’assicurato resta libero di scegliere il proprio difensore di fiducia.

Secondo la Corte UE, il diritto di individuare il legale scatta anche quando l’ordinamento interno non preveda l’obbligatoria presenza di un avvocato nel procedimento nazionale.


note

[1] C. Giust. UE causa n. C-442/12 depositata il 7.11.2013.

Autore immagine: 123rf.com


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2 Commenti

  1. Sto cercando giurisprudenza sul tema della libertà nella scelta del legale, con specifico riferimento a quelle clausole che impongono di scegliere un avvocato del distretto della corte di appello del giudizio instaurato. qualcuno ha dei riferimenti?

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