Richeldi (Gemelli): “Più rischi morte da Covid con fibrosi polmonare idiopatica”

7 Ottobre 2020
Richeldi (Gemelli): “Più rischi morte da Covid con fibrosi polmonare idiopatica”

Roma, 7 ott. (Adnkronos Salute) – Si manifesta con dispnea, tosse, affaticamento, rantoli e bassa diffusione del monossido di carbonio. Colpisce in particolare gli uomini dopo i 50 anni. E’ la fibrosi polmonare idiopatica (Ipf), una patologia rara e aggressiva che provoca la formazione di tessuto fibroso tra gli alveoli, danneggiando così il polmone. La maggior parte dei pazienti presenta la malattia in uno stadio moderato o avanzato al momento della diagnosi: in generale la sopravvivenza media delle persone oscilla tra i 3 e i 5 anni successivi alla diagnosi e, quanto più questa è precoce tante più possibilità ci sono di poter mettere in atto strategie volte a rallentarne il decorso. Ma se chi è affetto da Ipf si ammalasse di Covid-19? “I pazienti di sesso maschile con più di 60 anni e una diagnosi di fibrosi polmonare idiopatica hanno maggior rischio di mortalità in ospedale se colpiti dal virus Sars-CoV-2, rispetto ai pazienti che hanno una infezione da Covid ma non una fibrosi polmonare idiopatica sottostante. Per i primi il rischio è raddoppiato”.



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