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Cosa contiene la nuova legge di Bilancio

8 Ottobre 2020 | Autore:
Cosa contiene la nuova legge di Bilancio

Lavoro e Fisco: ecco i due perni attorno ai quali gira la manovra da circa 40 miliardi che tra una decina di giorni arriverà in Parlamento.

È ora di fare i conti. Tra una settimana, il 15 ottobre, dal ministero dell’Economia uscirà un plico verso Bruxelles, destinataria la Commissione europea, contenente il Documento programmatico di Bilancio e una bozza del Recovery plan. Cinque giorni più tardi, il 20 ottobre, ne uscirà un altro che, questa volta, resterà a Roma. Destinatario il Parlamento. All’interno, la nuova legge di Bilancio.

A pochi giorni da questo doppio appuntamento, dunque, si può già avere un quadro di quello che il Governo intende inserire nella manovra autunnale di quest’anno. Una manovra che toccherà i 40 miliardi di euro. Di questi, 36 miliardi, pari al 2% circa del Pil, rappresenteranno la parte espansiva della legge di Bilancio: 14 miliardi arriveranno dall’Europa tramite il Recovery Fund ed il Fondo React Eu, ovvero quello destinato «all’assistenza alla ripresa per la coesione e i territori d’Europa», come indica il suo acronimo in inglese. Gli altri 22 miliardi saranno in deficit. Poi, ci saranno altri 4-5 miliardi destinati agli interventi fiscali: piano cashless, revisione delle detrazioni, taglio di qualche sussidio ritenuto dannoso per l’ambiente, fondo anti-evasione.

Il tutto per raggiungere un triplice obiettivo: ridurre il debito pubblico al 155,6% del Pil, tenere a bada il deficit sotto il 7% e, non ultimo, tentare di far rimbalzare il prodotto interno lordo del 6%, dopo il bagno di sangue provocato quest’anno dall’emergenza Covid.

Come si traduce tutto questo in interventi concreti? In primis, si cercherà di intervenire sul lavoro. Verrà rifinanziata la cassa integrazione in deroga con 3 miliardi di euro, in attesa di una probabile modifica del trattamento di integrazione salariale che potrebbe coinvolgere le imprese. Un altro miliardo sarà destinato al rinnovo dei contratti della Pubblica Amministrazione. Anche la cultura e la scuola avranno la loro fetta.

Sempre per dare impulso all’occupazione, questa volta femminile, si pensa di destinare fino a 6 miliardi di euro alla decontribuzione al 100% per favorire l’ingresso delle donne nel mercato del lavoro. Mentre la stessa misura verrà applicata al Sud al 30%. Previsto l’allargamento del bonus di 100 euro che ha sostituito il bonus Renzi ai redditi fino a 40mila euro, con un importo decrescente a partire dai 28mila euro. Infine, un ritocco alle aliquote fiscali del ceto medio, ancora da definire. Altri 6 miliardi finanzieranno gli assegni familiari.

Le imprese potranno ottenere dei benefici dal potenziamento del progetto Industria 4.0, con sconti per la conversione digitale delle attività e qualche novità sugli ammortamenti. Si cercherà di rendere strutturale il superbonus del 110% per l’efficienza energetica degli edifici: l’idea è quella di farla diventare un’agevolazione fissa, superando la scadenza attualmente prevista del 31 dicembre 2021.

Più spinoso il capitolo dedicato alle detrazioni fiscali, sulle quali il Governo intende, comunque, metterci le mani in uno di questi due modi: abbassare di un punto l’attuale percentuale, cioè dal 19% al 18%, oppure stabilire un tetto annuale oltre il quale non si avrà più diritto agli sconti. Della serie «chi prima arriva meglio si accomoda».



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