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Residenza elettiva: ultime sentenze

7 Dicembre 2020
Residenza elettiva: ultime sentenze

Rilascio del titolo di soggiorno; deroga al generale obbligo di motivare i provvedimenti amministrativi per motivi di sicurezza e di ordine pubblico; allegazione di una condizione di invalidità da parte dello straniero extracomunitario.

Il visto per residenza elettiva

Il visto per residenza elettiva rientra nella deroga (prevista dall’art. 4 comma 2, d.lg. n. 286 del 1998) al generale obbligo di motivare i provvedimenti amministrativi per motivi di sicurezza e di ordine pubblico; tuttavia, l’Amministrazione non è certo legittimata ad agire arbitrariamente, mantenendo cioè la potestà di negare il visto anche nel caso in cui non vi sia alcuna legittima ragione per farlo, non potendosi quindi esimere dal fornire, quantomeno in sede giurisdizionale, le opportune spiegazioni.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. III, 11/06/2018, n.6421

Rilascio permesso di soggiorno: presupposti

Dispone l’art. 11, comma 1, del d.P.R. n. 394 del 1999 che “il permesso di soggiorno è rilasciato, quando ne ricorrono i presupposti, per i motivi e la durata indicati nel visto d’ingresso o dal testo unico, ovvero per uno dei seguenti altri motivi:(…)c-quater) per residenza elettiva a favore dello straniero titolare di una pensione percepita in Italia”.

La titolarità di una pensione, quindi, costituisce titolo autonomo per soggiornare in Italia, purché non intervengano motivi ostativi di altro tipo (ad es., la pericolosità sociale), ed opera per il solo fatto oggettivo che lo straniero goda di una fonte legittima di sostentamento quale, appunto, la pensione, indipendentemente dalle ragioni della sua presenza in Italia e dalle pregresse modalità di ingresso nel nostro Paese, nei limiti del divieto di reingresso per precedente espulsione ai sensi dell’art. 4, comma 6, e dell’art. 13, comma 13, del d.lg. n. 286 del 1998, e con esclusione altresì dei casi di ingresso clandestino o irregolare.

T.A.R. Reggio Calabria, (Calabria) sez. I, 17/12/2015, n.1272

Cos’è il permesso di soggiorno per residenza elettiva?

Il permesso di soggiorno per “residenza elettiva” è un titolo di soggiorno il cui rilascio, per un verso, non è subordinato al possesso, da almeno cinque anni, di un permesso di soggiorno in corso di validità, e, per l’altro, la sua validità non è a tempo indeterminato; inoltre non è emesso all’esito di una valutazione complessiva dell’autorità amministrativa sull’inserimento sociale del richiedente.

T.A.R. Brescia, (Lombardia) sez. I, 20/06/2012, n.1101

Il rilascio del permesso di soggiorno per residenza elettiva

Ai fini del rilascio del permesso di soggiorno per residenza elettiva, di cui all’art. 11, comma 1, lett. c quater del d.P.R. n. 394/1999, non è necessaria la titolarità di un visto in corso di validità, né di un visto di ingresso per residenza elettiva.

T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. I, 16/09/2019, n.1988

Rinnovo del permesso di soggiorno per residenza elettiva

L’allegazione di una generica condizione di invalidità da parte dello straniero extracomunitario non è ragione da sola sufficiente a integrare gli estremi di un grave e comprovato motivo idoneo al rinnovo del permesso di soggiorno per residenza elettiva a fronte della prolungata interruzione del soggiorno da parte del medesimo cittadino extracomunitario nel territorio nazionale oltre il limite massimo prescritto dalla normativa; la clausola derogatoria che consente all’interessato di allontanarsi dal territorio di soggiorno oltre i termini prescritti dalle norme opera, infatti, solamente per specifiche situazioni che siano sorrette da motivi analiticamente comprovati e non già in favore di categorie generali in condizioni di disagio sia pur grave.

T.A.R. Bologna, (Emilia-Romagna) sez. I, 01/02/2018, n.117

Richiesta del permesso di soggiorno per residenza elettiva

La titolarità in capo allo straniero di un rapporto di lavoro con una società estera priva di collegamenti con l’ordinamento italiano non impedisce il rilascio del permesso di soggiorno per “residenza elettiva” a norma del d.m. 11 maggio 2011 (fattispecie relativa al diniego di rilascio del permesso di soggiorno per “residenza elettiva” richiesto da un ciclista professionista, dipendente da società sportiva statunitense, temporaneamente stabilitosi in Italia per allenarsi).

T.A.R. Firenze, (Toscana) sez. II, 05/03/2013, n.354

Nuova e fittizia residenza elettiva

La trasferta realizza una “fictio” in forza della quale il lavoratore sposta altrove – temporaneamente la propria dimora e l’esecuzione della prestazione viene valutata prendendo come punto di riferimento la nuova e fittizia “residenza” elettiva: essere in trasferta non significa “lavorare” ma semplicemente essere indennizzato dei costi aggiuntivi inerenti a una temporanea dimora lontano dalla residenza abituale.

Nella specie, il tragitto compiuto dai riparatori per raggiungere il ripetitore è del tutto analogo al tragitto compiuto per recarsi dall’abitazione alla sede dell’impresa. Trattasi di vicenda esterna alla prestazione e che sfugge a norma di legge all’obbligo retributivo.

La messa a disposizione di un mezzo collettivo aziendale non muta la configurazione giuridica del fenomeno, trattandosi di situazione del tutto analoga all’utilizzazione di mezzo pubblico e alle situazioni di trasporto gratuito residenza-luogo di lavoro, di cui tante aziende si sono fatte contrattualmente carico in sede aziendale. Pertanto non compete ai trasfertisti la corresponsione delle maggiorazioni per lavoro straordinario e/o notturno per ore trascorse in viaggio a bordo di veicoli aziendali oltre il normale orario di lavoro.

Tribunale Milano, 28/10/1978



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