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Residenza fiscale all’estero: ultime sentenze

7 Dicembre 2020
Residenza fiscale all’estero: ultime sentenze

L’esterovestizione; la società residente all’estero con stabile organizzazione in Italia; l’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi; il trattamento fiscale più vantaggioso.

Esterovestizione: cos’è?

L’esterovestizione è quella situazione in cui, per sottrarsi al regime nazionale più gravoso, una società localizza fittiziamente la propria residenza fiscale all’estero, in un Paese che presenta un trattamento fiscale più vantaggioso rispetto a quello nazionale.

Per parlare di esterovestizione devono ricorrere due caratteristiche fondamentali: la volontà di sottrarsi al regime fiscale nazionale e il fisico stabilimento della sede aziendale in un Paese con trattamento fiscale più vantaggioso.

Comm. trib. prov.le Milano sez. I, 25/03/2015, n.2853

L’iscrizione all’Aire

La mera iscrizione all’Aire certificata dal Comune non è sufficiente ai fini di provare la residenza fiscale all’estero, in mancanza di altri elementi quali il domicilio, ma soprattutto laddove il centro degli affari, risultante dal perdurare di un rapporto di lavoro, origini anteriormente da lungo periodo protrattosi nello Stato per oltre sei mesi nell’anno d’imposta. (Conforme alle Sentenze n. 14434/2010, n. 12285/2005, n. 10179/2003, n. 13803/2011 della Corte di Cassazione).

Comm. trib. reg. Milano, (Lombardia) sez. XLVI, 25/01/2011, n.33

Società con residenza fiscale all’estero

L’obbligo di presentazione della dichiarazione annuale dei redditi da parte di società avente residenza fiscale all’estero, la cui omissione integra il reato previsto dall’art. 5 d.lg. n. 74/2000, sussiste se l’impresa abbia stabile organizzazione in Italia, che si verifica quando si svolgano nel territorio nazionale la gestione amministrativa, le decisioni strategiche, industriali e finanziarie, nonché la programmazione di tutti gli atti necessari affinché sia raggiunto il fine sociale, non rilevando il luogo di adempimento degli obblighi contrattuali e dell’espletamento dei servizi.

Cassazione penale sez. III, 27/11/2019, n.10098

La cura degli affari nel territorio italiano

L’obbligo di presentazione della dichiarazione annuale i.v.a. da parte di società avente residenza fiscale all’estero sussiste se questa ha stabile organizzazione in Italia, che ricorre anche quando la società straniera abbia affidato, anche di fatto, la cura dei propri affari in territorio italiano ad altra struttura munita o meno di personalità giuridica, prescindendosi dalla fittizietà o meno dell’attività svolta all’estero dalla società medesima.

(Fattispecie in tema di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente di beni facenti capo a società avente residenza fiscale localizzata in territorio diverso dall’Italia, cosiddetta esterovestizione della residenza fiscale).

Cassazione penale sez. III, 26/05/2010, n.29724

Società con stabile organizzazione in Italia

L’obbligo di presentazione della dichiarazione annuale dei redditi da parte di società avente residenza fiscale all’estero, la cui omissione integra il reato previsto dall’art. 5 del D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74, sussiste se l’impresa abbia una stabile organizzazione in Italia, il che si verifica quando si svolgano nel territorio nazionale la gestione amministrativa, le decisioni strategiche, industriali e finanziarie, nonché la programmazione di tutti gli atti necessari affinché sia raggiunto il fine sociale, non rilevando il luogo di adempimento degli obblighi contrattuali e dell’espletamento dei servizi.

Cassazione penale sez. III, 15/04/2014, n.40327

Imposte sui redditi e ipotesi di esterovestizione

In tema di imposte sui redditi, ricorre l’ipotesi di esterovestizione allorché una società, la quale ha nel territorio dello Stato la sede dell’amministrazione, da intendersi come luogo in cui si svolge in concreto la direzione e gestione dell’attività di impresa e dal quale promanano le relative decisioni, localizzi la propria residenza fiscale all’estero al solo fine di fruire di una legislazione tributaria più vantaggiosa.

Cassazione civile sez. trib., 21/06/2019, n.16697

La presentazione della dichiarazione annuale dei redditi

L’obbligo di presentazione della dichiarazione annuale dei redditi da parte di società avente residenza fiscale all’estero, la cui omissione integra il reato previsto dall’art. 5 del d.lg. 10 marzo 2000, n. 74, sussiste se detta società abbia stabile organizzazione in Italia, il che si verifica quando si svolgano in territorio nazionale la gestione amministrativa e la programmazione di tutti gli atti necessari affinché sia raggiunto il fine sociale, non rilevando il luogo di adempimento degli obblighi contrattuali e dell’espletamento dei servizi.

Cassazione penale sez. III, 04/06/2014, n.40346

Gestione amministrativa e programmazione degli atti

L’obbligo di presentazione della dichiarazione annuale dei redditi, da parte di società avente residenza fiscale all’estero, la cui omissione integra il reato, di cui all’art. 5 d.lg. 10 marzo 2000, n. 74, sussiste se la società abbia stabile organizzazione in Italia.

Ciò si verifica quando si svolgano in territorio nazionale la gestione amministrativa e la programmazione di tutti gli atti necessari, affinché sia raggiunto il fine sociale, non rilevando il luogo di adempimento degli obblighi contrattuali e dell’espletamento dei servizi.

Cassazione penale sez. III, 27/02/2014, n.17299

Sequestro probatorio di documenti di natura tributaria

L’obbligo di presentazione della dichiarazione annuale dei redditi da parte di società avente residenza fiscale all’estero, la cui omissione integra il reato previsto dall’art. 5 d.lg. 10 marzo 2000, n. 74, sussiste se detta società abbia stabile organizzazione in Italia, il che si verifica quando si svolgano in territorio nazionale la gestione amministrativa e la programmazione di tutti gli atti necessari affinché sia raggiunto il fine sociale, non rilevando il luogo di adempimento degli obblighi contrattuali e dell’espletamento dei servizi.

(Fattispecie relativa a sequestro probatorio di documenti di natura tributaria facenti capo a società svolgente attività di assistenza a piattaforme petrolifere nell’Oceano Atlantico ed avente residenza fiscale localizzata in territorio portoghese, in cui la Corte ha ravvisato la sussistenza del fenomeno di esterovestizione della residenza fiscale).

Cassazione penale sez. III, 24/01/2012, n.7080

Società con residenza fiscale all’estero e operante nel territorio nazionale

In materia tributaria, nulla osta, a livello di ordinamento nazionale ed europeo, alla rilevanza penale dell’abuso del diritto, giacché dai principi di capacità contributiva e di progressività dell’imposizione, dettati dall’art. 53 cost., si desume che il contribuente non può trarre indebiti vantaggi fiscali dall’utilizzo in maniera distorta di strumenti giuridici idonei ad ottenere un risparmio fiscale, in mancanza di ragioni economicamente apprezzabili che possano giustificare l’operazione.

(In applicazione del principio la S.C. ha valutato immune da censure la decisione del tribunale del riesame che riteneva sussistente il “fumus” del reato di omessa dichiarazione in ragione della cosiddetta “estero-vestizione” della società, avente residenza fiscale all’estero ma operante effettivamente in territorio nazionale).

Cassazione penale sez. IV, 20/11/2014, n.3307



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5 Commenti

  1. In Italia è tutta una presa in giro: Chi è importante e ruba a piene mai è un cliptomane chi ruba x fame è un ladro!
    La Legge Severino è un optional politici condannati che restano attaccati alla loro poltrona . Per Onorevoli e Senatori ladri vale la privacy – chi ha fatto richiesta dei 1000,00 €?..Pensiamo con terrore se dovesse cadere il Governo Conte ,si prevede una ennesima corsa all’accaparramento dei 209 Mld della UE, che tristezza!

  2. Come sapere se una persona si è trasferita all’estero? Quali ricerche posso effettuare se la persona in questione pare non essere più residente in Italia? Aspetto un vostro chiarimento grazie mille

    1. Punto fondamentale di partenza per effettuare una ricerca del genere è l’ufficio anagrafe del Comune ove il soggetto in questione risiede o risiedeva. Ogni Comune d’Italia conserva nei propri registri gli indirizzi di residenza delle persone che, almeno formalmente, vivono in quel preciso territorio. Ma non solo: presso gli stessi uffici c’è anche l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero, fondamentale per essere sicuri di dove sia emigrato un individuo. Chiunque può chiedere il rilascio del certificato di residenza di un’altra persona, senza nemmeno specificarne le ragioni. Nel certificato di residenza è riportato l’indirizzo di residenza del soggetto per il quale è stata fatta richiesta. Tuttavia, dal certificato in oggetto potrebbe anche risultare che la persona in questione è emigrata, cioè si è trasferita altrove. Dal certificato di residenza, dunque, risulterà il nuovo Comune ove la persona si è trasferita, ma non l’indirizzo esatto. Per ottenere tale informazione, occorrerà fare nuova domanda al Comune di attuale residenza (salvo quanto detto in relazione all’Anagrafe nazionale della popolazione residente).Dal certificato di residenza potrebbe risultare anche che il soggetto sia emigrato all’estero. Se così fosse, si otterrebbe una prima informazione, e cioè che la persona in questione si è trasferita all’estero. Una volta appurato che la persona cercata si è trasferita all’estero, occorrerà chiedere al Comune un certificato di residenza Aire, all’interno del quale risulterà la residenza estera della persona che stai cercando.

  3. Salve. Ho delle domande per voi. Spero potrete rispondermi, Come si notifica un avviso di accertamento a persona residente all’estero e come si prova la residenza fiscale all’estero? In attesa di un vostro riscontro, spero celere, vi ringrazio

    1. Qualora la persona a cui bisogna notificare l’atto abbia la residenza all’estero e sia regolarmente censito dall’Aire, la notifica va fatta al relativo indirizzo estero con raccomandata. Se la residenza estera non risulta nell’Aire e non è possibile reperire l’indirizzo altrove, si procede alla notifica a persona irreperibile nelle forme dell’affissione della notificazione presso l’albo del comune italiano. Per provare la residenza fiscale all’estero la prima cosa è iscriversi all’Aire, ma non basta se non si ha il centro di affari ed interessi nel relativo paese. Nel caso in cui il contribuente, anche se iscritto all’Aire, abbia trasferito la sua residenza fiscale in un Paradiso fiscale, la legge italiana presume che sia residente fiscalmente in Italia. A questo punto spetterà al contribuente dimostrare il contrario, cioè provare il trasferimento effettivo in un altro stato e la conseguente perdita di residenza italiana. Possono essere considerate prove dell’effettiva residenza di un soggetto: avere un rapporto di lavoro continuativo in quel determinato paese estero, essere iscritto nelle liste elettorali, avere una dimora abituale, la presenza in luogo del proprio nucleo familiare, l’iscrizione dei figli e la frequenza in istituti scolastici; insomma tutto quello che vale a dimostrare che un soggetto vive stabilmente in un luogo, che vi ha stabilito non solo la sede dei propri affari ma anche la propria vita familiare. Queste le condizioni affinché non si debba essere assoggettati al regime tributario italiano.

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